Maria Letizia Cariello

Database Opere

  • Stenditoio, 1999

    Stenditoio, 1999

    Carrucole, filo rosso, ombre proiettate
    dimensioni variabili
    Antonio Maniscalco

    Due gruppi di cinque carrucole sono installati molto in alto su due pareti parallele della galleria. Intorno sono annodati cinque spessi fili di cotone tinto di rosso che, mossi a mano, scorrono sulle carrucole, come negli stenditoi che collegano due finestre o due sponde di balcone nelle case del meridione d’Italia (e non solo). L’installazione è costituita dal sistema di questi fili passanti nel vuoto da un muro all’altro e delle proiezioni d’ombra, predisposte in modo da disegnare una specie di “meridiana” sulla parete delle carrucole che si trasforma in un “ring” di linee parallele sulle pareti ortogonali. La stanza è completamente ingabbiata in un movimento continuo e mutante di linee: intorno lungo le carrucole, in diagonale sulle pareti delle meridiane, in parallelo su quelle perpendicolari, al cui centro si trova chi abita la stanza.

  • Monte Athos , 1999

    Monte Athos , 1999

    Penna su lenzuola e filo lana
    dimensioni variabili

    Particolare dell’installazione.
    Sono quaranta lenzuola matrimoniali usate da me o da amici su cui ho scritto a penna dei calendari fatti di numeri, iniziali dei giorni, segni e disegni. Ogni lenzuolo, ripiegato, è legato come un pacchetto con un filo di lana e poi tutti sono ammonticchiati con ordine, come si fa quando si stira. L’installazione si chiama Monte Athos, perché ho pensato a un luogo carico di senso ma regolato sul ripetersi ostinato delle stesse azioni cadenzate ad intervalli di tempo anch’essi prefissati. Ho lavorato sul pensiero della griglia e sull’illusione della normalità: nei tempi di confine fra la fine di un’azione e l’inizio della successiva si nasconde una sentenza, un pensiero che “spiffera” fra le maglie dell’ordine. Sapere da anni cosa accadrà a quell’ora e quel giorno è una protezione terribilmente illusoria, anche se seduttiva.

  • Piccola colazione, 1999

    Piccola colazione, 1999

    Tazze da thè e tovagline
    dimensioni variabili

    Elementi fissi del progetto sono le tazzine e le tovagline che vengono combinati ad ogni installazione in un modo diverso. Il ‘montaggio’ della “piccola colazione” in questo modo diventa una performance ricorrente e obbligata.
    Tazze e tovagline devono entrare in sintonia con lo spazio in cui vengono assemblate, con un procedimento molto simile alla composione in pittura. Non esistono note di memoria per la ricostruzione della “piccola colazione”, perché l’obiettivo è costruire uno spazio alternativo e simultaneo a quello fisicamente ‘dato’ al lavoro, e perché penso che in questo dualismo possa stare anche la tensione fra interno ed esterno, scatola e contenuto. Ogni tazza e ogni tovaglina è stata utilizzata per una piccola colazione.

  • Grembiuli, 1999

    Grembiuli, 1999

    cm 87 x 103
  • Sofa, 1999

    Sofa, 1999

    Divano foderato con lenzuola e scritta a penna
    cm 88 x 140 x 95
    Antonio Maniscalco

    E’ un divanetto a due posti rifoderato completamente con lenzuola matrimoniali su cui sono tracciati a penna dei calendari. La fodera non è rimuovibile. I calendari scandiscono il tempo futuro: prossimo vicino o distante circa due anni dal momento della scrittura. Oltre ai numeri ed alle iniziali dei giorni (L, M, MM, G, V, S, D) ci sono segni che riquadrano alcuni giorni, asterischi, errori chiusi in quadratini di nero pieno, profili di mani o di piedi uniti. Non si tratta di un esercizio meccanico: la scrittura è la parte visibile di un esercizio di proiezione anche fisica nel tempo che deve arrivare. E’anche un tentativo di esorcizzare l’inerzia, l’ansia e lo scarso senso di realtà legati all’idea di “futuro”.

  • Tête à tête, 2000

    Tête à tête, 2000

    2 poltrone e filo di lana
    dimensioni reali

    Sono due poltroncine verdi. Una di velluto, pulita, e una di finta pelle sporca di colore (usata per dipingere), legate per i braccioli da un filo di lana rossa. Chi si siede si trova con la faccia di fronte e molto vicina alla faccia dell’altro. La cosa può diventare fastidiosa per la difficoltà di scampare l’altro volto; può essere anche piacevole o molto vicina ad un bacio. Non c’è rispetto dello “spazio vitale” architettonicamente inteso nelle misure di questa seduta per due.

  • Nuova Turtle snc #2, 2000

    Nuova Turtle snc #2, 2000

    Penna e acquerello su lenzuolo
    cm 7 x 80 x 150
  • Non respirare/respira, 2000

    Non respirare/respira, 2000

    Materiali vari
    misura ambiente

    E’ un progetto site-specific per lo spazio Viafarini. La stanza è trasformata in una piscina vuota dove sono tese delle vere corsie di piscina, appese a fili di nylon che cadono dal soffitto alle corsie ad intervalli regolari lungo tutta la lunghezza. La luce è bassa e radente i fili. Le corsie sono appese all’altezza dei polmoni di una persona alta circa m 1,75. Intorno, su tutte le pareti, è dipinta una fascia rosa, alta poco più della bocca dell’ipotetico “nuotatore”. Sopra la fascia sono disegnati a pennarello nero, direttamente sul muro, animali in situazioni di difficoltà: tartarughe rovesciate, serpenti annodati, cicogne col becco inverso, volatili caduti sulla schiena o con le pinne ai piedi, calendari e conti di giorni. Per vedere bene i disegni è necessario abbassarsi ed attraversare le due corsie avvicinandosi al muro. Sul pavimento sono attaccate linee adesive blu regolari da piscina, con la T finale per la virata, in corrispondenza di una T blu dipinta sulla parete sopra la fascia rosa. Le corsie non sono perfettamente parallele e le T sono leggermente più basse dell’altezza standard. Il tutto per accellerare il senso di risucchiamento nella stanza di un visitatore che entri dalla porta, posizionata alla estrema destra sul lato lungo della galleria, e considerando che la pianta dello spazio non è un quadrilatero regolare. Alla vasca si accede dall’esterno dopo aver attraversato due cortili ed un corridoio esterno sul pavimento dei quali sono state sistemate le scritte adesive “non respirare” – nel primo – e “respira” – nel secondo – intervallate da due bande parallele blu lungo il corridoio che collega i cortili. Una volta aperta la porta della galleria sulla parete di fronte a chi entra è installata ancora una scritta “non respirare” ed infine si arriva alla porta che immette nella vasca, supponendo che il visitatore abbia incamerato un ritmo repiratorio e si immerga nello spazio della piscina vuota.

  • Non respirare/respira, 2000

    Non respirare/respira, 2000

    Materiali vari
    misura ambiente

    E’ un progetto site-specific per lo spazio Viafarini. La stanza è trasformata in una piscina vuota dove sono tese delle vere corsie di piscina, appese a fili di nylon che cadono dal soffitto alle corsie ad intervalli regolari lungo tutta la lunghezza. La luce è bassa e radente i fili. Le corsie sono appese all’altezza dei polmoni di una persona alta circa m 1,75. Intorno, su tutte le pareti, è dipinta una fascia rosa, alta poco più della bocca dell’ipotetico “nuotatore”. Sopra la fascia sono disegnati a pennarello nero, direttamente sul muro, animali in situazioni di difficoltà: tartarughe rovesciate, serpenti annodati, cicogne col becco inverso, volatili caduti sulla schiena o con le pinne ai piedi, calendari e conti di giorni. Per vedere bene i disegni è necessario abbassarsi ed attraversare le due corsie avvicinandosi al muro. Sul pavimento sono attaccate linee adesive blu regolari da piscina, con la T finale per la virata, in corrispondenza di una T blu dipinta sulla parete sopra la fascia rosa. Le corsie non sono perfettamente parallele e le T sono leggermente più basse dell’altezza standard. Il tutto per accellerare il senso di risucchiamento nella stanza di un visitatore che entri dalla porta, posizionata alla estrema destra sul lato lungo della galleria, e considerando che la pianta dello spazio non è un quadrilatero regolare. Alla vasca si accede dall’esterno dopo aver attraversato due cortili ed un corridoio esterno sul pavimento dei quali sono state sistemate le scritte adesive “non respirare” – nel primo- e “respira” – nel secondo – intervallate da due bande parallele blu lungo il corridoio che collega i cortili. Una volta aperta la porta della galleria sulla parete di fronte a chi entra è installata ancora una scritta “non respirare” ed infine si arriva alla porta che immette nella vasca, supponendo che il visitatore abbia incamerato un ritmo repiratorio e si immerga nello spazio della piscina vuota.

  • Non respirare/respira, 2000

    Non respirare/respira, 2000

    Materiali vari
    misura ambiente
  • Prigionieri, 2000

    Prigionieri, 2000

    Sedie, filo di lana
    dimensioni reali

    Due sedie in equilibrio.

  • Scarpe da nozze, 2000

    Scarpe da nozze, 2000

    Penna su scarpe, gesso, lana, cotone, Plexiglas
    cm 35 x 30 x 25

    Le scarpe erano destinate ad un matrimonio vero. Le suole sono state ugualmente ri-imbiancate con del gesso. Sulla faccia superiore della teca sono stati predisposi quattro forellini attraversati dal filo rosso a cui sono appese le scarpe da nozze, a loro volta legate con un filo di lana rossa. Sul tessuto che le ricopre sono disegnati a penna nera numeri, calndari e false coordinate di orizzontali e verticali (false perché sono sbagliate).

  • Parabola, 2000

    Parabola, 2000

    Plastica, latte, bende, Plexiglas, disegno a penna su muro
    cm 24 x 12 x 12
    Andrea Guermani

    Bottiglietta-madonnina di Lourdes riempita di latte e bendata.

  • Io Caterina / Sunday Morning, 2000

    Io Caterina / Sunday Morning, 2000

    Fotografia a colori
    cm 100 x 70
  • Penitenza, 2000

    Penitenza, 2000

    Stampe fotografiche
    9 elementi da cm 35 x 50 ciascuno

    Cinque stampe da negativo in b/n su carta fotografica colorata, tre cibachrome a colori e una stampa da negativo in b/n su carta fotografica rosa con disegni a penna.
    Edizione di 1.

  • Letto, 2000

    Letto, 2000

    Fotografia a colori su alluminio con distanziatore
    cm 25 x 18

    Dalla serie “Sonno”.

  • Calendario, 2000/2002

    Calendario, 2000/2002

    Gomitoli di lana rossa, quaderni, velluto viola, ganci da macelleria, barra e staffe di acciaio, animali di legno, cartone con scrittura a penna
    dimensioni variabili
    Ela Bialkowska
  • Follia, 2000

    Follia, 2000

    misura ambiente

    Veduta della mostra.

  • Dire, fare, baciare, lettera, testamento, 2000

    Dire, fare, baciare, lettera, testamento, 2000

    Fotografie a colori
    cm 110 x 60 ciascuna
  • No, 2000

    No, 2000

    Fotografia a colori su alluminio
    cm 80 x 53

    Edizione di tre.

  • Nefertiti, 2000

    Nefertiti, 2000

    Fotografia a colori su alluminio
    cm 100 x 70

    Edizione di tre.

  • Breakfast/Lunch/Dinner, 2000

    Breakfast/Lunch/Dinner, 2000

    cm 90 x 65,5 x 120
  • Piscina col blu, 2001

    Piscina col blu, 2001

    Stampa lambda sotto Plexiglas
    cm 100 x 100
  • Piscina nera, 2001

    Piscina nera, 2001

    Stampa lambda sotto Plexiglas
    cm 74 x 104
  • HBciba, 2001

    HBciba, 2001

    Stampa manuale
    cm 70 x 100
  • Piscina, 2001

    Piscina, 2001

    Stampa manuale montata su alluminio con distanziatore
    cm 24 x 18
  • Piccola colazione per due, 2001

    Piccola colazione per due, 2001

    Cibachrome in cornice
    cm 70 x 100

    Edizione di tre.

  • Camicino, 2001

    Camicino, 2001

    Camicia da neonato e scrittura a penna in busta di plastica
    cm 35 x 25
  • Misia sul tetto, 2001

    Misia sul tetto, 2001

    Fotografia a colori
    cm 35 x 50
  • Io Caterina, 2001

    Io Caterina, 2001

    Materiali vari
    dimensioni variabili
    Ela Bialkowska

    L’unità di abitazione è costituita da un cubo al cui interno si trova un bagno perfettamente funzionante. Il tetto, cui si accede tramite una scaletta fissata ad una estremità di un muro esterno, è occupato da un letto rosso. L’ingombro della pianta è stato ricavato intorno alla circonferenza tracciata dal giro di una carrozzella per invalidi, considerata una misura possibile per un progetto fondato sul pensiero della debolezza. Le immagini appese all’interno di “Io, Caterina” sono testimonianza di un’azione compiuta a partire dal 1997: ciascuna di esse è stata riprodotta in un numero variabile e spedita dal mio studio ad una lista anch’essa variabile di corrispondenti. Sono immagini scelte dal mio lavoro e rappresentano le ”lettere” che, come la Santa, anche io ho spedito per comunicare dal ‘dentro’ della mia “stanza” al ‘fuori’ dei destinatari. Ogni arredo di “Io, Caterina” associa un valore di uso ad un valore di espressione. La funzionalità del bagno e la praticabilità del letto sul tetto hanno lo scopo di rafforzare il valore di esperienza individuale offerta a chi userà il progetto, pur mantenendo gli elementi legati al mio vissuto personale.

  • Letto bianco letto rosso, 2001-2003

    Letto bianco letto rosso, 2001-2003

    Fotografie montate sotto Plexiglas
    cm 43 x 34,5 ciascuna
  • Duetto, 2001

    Duetto, 2001

    Biciclette, lana, ganci d’acciaio, carrucola e corda
    dimensioni variabili
    Ela Bialkowska
  • L’ombra mi ha fatto paura, 2001

    L’ombra mi ha fatto paura, 2001

    Tre ombrelloni con tenda, penna su lenzuolo, ferro, lana rossa, ombre proiettate
    dimensioni variabili

    Le strutture in questo progetto sono di altezze e diametri diversi (h 220 cm, diametro 180 cm e h 200, diametro 160 cm le strutture bianche; h175 cm, diametro 130 cm quella blu con le luci dentro), misurati sullo spazio della galleria allo scopo di ottenere una “costruzione” che sfruttasse la forma a cannocchiale del luogo destinato all’installazione: compreso fra due finestre opposte e con due livelli di pavimento, attraversabile con lo sguardo da una vetrina a tutta altezza affacciata direttamente sulla strada. L’idea è quella di accompagnare e contemporaneamente di correggere la percezione di uno spazio grazie a minimi scarti dimensionali.
    Le tende sono dotate di una struttura interna di ferro lucidato che le rende a loro volta degli spazi autonomi e praticabili da una persona alla volta. La struttura a raggiera alla base permette di isolare e delimitare come separata dall’ambiente esterno anche la circonferenza di pavimento interna. Sul tessuto di lenzuolo bianco sono disegnati segni, profili di mani e di piedi, calendari. Sul lenzuolo blu della tenda più piccola sono disegnati serpentelli con due teste annodati fra loro. Il disegno è visibile anche dall’interno grazie ad un ricalco a penna del tracciato esterno. All’albero di questa tenda è aggrappato un “ragno” di ferro con tre lampadine accese.

  • Sparano, 2001

    Sparano, 2001

    Stampa lambda sotto Plexiglas su parete dipinta
    cm 70 x 70; cm 90 x 173
  • My bed, 2001

    My bed, 2001

    Camicie e lenzuola con scrittura, sponde di letto di ferro battuto, lana rossa, disegni a penna su pavimento
    cm 92 x 95
  • Labyrintho, 2002

    Labyrintho, 2002

    Filo di lana
    misura ambiente
  • Giardino #1, 2002

    Giardino #1, 2002

    Tappeto di erba artificiale in tre pezzi
    misura ambiente
  • Pool, 2002

    Pool, 2002

    Stampa lambda sotto Plexiglas
    cm 100 x 100

    Stampa lambda sotto plexiglass (cm 100 x 100).

  • Vaso labirinto, 2002

    Vaso labirinto, 2002

    Peonie artificiali, vetro, lana
    cm 150

    Installazione: Tre peonie artificiali con scrittura in un vaso di vetro, legate fra loro ed alle pareti con filo di lana.

  • Horto/Vaso 1, 2002

    Horto/Vaso 1, 2002

    Stampa lambda sotto Plexiglas
    cm 80 x 155
  • Horto/Vaso 2, 2002

    Horto/Vaso 2, 2002

    Stampa lambda sotto Plexiglas
    cm 80 x 155
  • Io-per-te, 2002

    Io-per-te, 2002

    Alluminio, lana, acciaio, pittura
    misura ambiente

    Particolare dell’installazione: scala di alluminio con tessitura di lana appoggiata ad una barra di acciaio sostenuta da staffe; appesi alla barra 18 ganci da macelleria; sulla parete intervento pittorico bicolore.

  • Vita&morte di Io Caterina, 2002

    Vita&morte di Io Caterina, 2002

    Stampa lambda
    cm 70 x 100
    Ela Bialkowska

    Azione di distruzione del prototipo di unità di abitazione di “Io Caterina”, costruito per un anno al Palazzo delle Papesse di Siena.

  • Consuetudines – Cella 13, 2002

    Consuetudines – Cella 13, 2002

    Materiali vari, suono
    misura ambiente

    Progetto multimediale per i cinque ambienti componenti la cella n. 13 della Certosa di San Lorenzo a Padula.
    A sinistra: Consuetudines / Giardino , intervento con gomitoli di lana in tutte le fessure e/o cavità aperte nel muro di cinta.
    A destra: Consuetudines / Deambulatorio , finestra con grata tessuta con fili di lana rossa e installazione sonora.

  • My sister is always with me, 2003

    My sister is always with me, 2003

    Stampe laser
    cm 120 x 140
    Ela Bialkowska

    Serie di sette fotografie. Edizione di sei + prova d’autore.

  • My sister is always with me, 2003

    My sister is always with me, 2003

    Stampe laser
    cm 120 x 140
    Ela Bialkowska

    Serie di sette fotografie. Edizione di sei + prova d’autore.

  • My sister is always with me, 2003

    My sister is always with me, 2003

    Stampe laser
    cm 120 x 140
    Ela Bialkowska

    Serie di sette fotografie. Edizione di sei + prova d’autore.

  • My sister is always with me, 2003

    My sister is always with me, 2003

    Stampe laser
    cm 120 x 140
    Ela Bialkowska

    Serie di sette fotografie. Edizione di sei + prova d’autore.

  • Luogo-vasca-tenda, 2003

    Luogo-vasca-tenda, 2003

    Ganci di acciaio, filo di lana rossa, cuscino con scrittura a penna, disegni a penna su muro
    misura ambiente
    Ela Bialkowska
  • La verità, la verità, 2003

    La verità, la verità, 2003

    Tre cuscini in poliuretano, fili di lana rossa, penna su folder di tela, fotografia a colori ricamata
    cm 95 x 90 x 20
  • Hallenbad Sound, 2003

    Hallenbad Sound, 2003

    Suono stereo, pittura azzurra
    misura ambiente
    Ela Bialkowska

    Progetto composto da tre installazioni all’interno di una stanza unica modificata per l’occasione.
    Produzione del suono Filmmaster Art, Milano.

  • Hallenbad Portraits (Sacca Fisola / Pontresina / Canottieri Milano), 2003

    Hallenbad Portraits (Sacca Fisola / Pontresina / Canottieri Milano), 2003

    Stampe lambda su alluminio in cornice azzurra
    Nove stampe da cm 60,4 x 70,4 x 5 ciascuna
    Ela Bialkowska

    Progetto composto da tre installazioni all’interno di una stanza unica modificata per l’occasione.
    Edizione 5 + 1.

  • Hallenbad, 2003

    Hallenbad, 2003

    Proiezione video, DVD, colore, suono stereo
    dimensioni variabili, durata 00:07:00 loop
    Ela Bialkowska

    Progetto composto da tre installazioni all’interno di una stanza unica modificata per l’occasione.
    Edizione di 6 + 1. Produzione Filmmaster Art, Milano.

  • Giardinetto Sperimentale, 2003

    Giardinetto Sperimentale, 2003

    Due vestiti con scrittura a penna, chiodi e filo di lana rossa
    dimensioni variabili
  • Hallenbad Book, 2003-2005

    Hallenbad Book, 2003-2005

    Stampa fotografica tratta da libro d’artista
    Ela Bialkowska

    E’ un libro opera, non il catalogo né una memoria di altre sezioni del progetto Hallenbad Project .
    Strutturato con immagini dal set fotografico del backstage delle performances, disegni, cibachromes e immagini “esterne” provenienti dal repertorio della memoria di Letizia Cariello (Still da Barry Lindon, pezzi di arte medioevale e rinascimentale ritagli di giornal, disegni ecc.).
    Ciascuna natura di immagine si presenta con un proprio codice grafico che la rende riconoscibile nella sequenza del girare le pagine; rispettando le regole di una sequenza pensata in modo da evocare il concetto di “visione” come stato mentale, ottenuto con la pratica dell’ossessione (cfr. l’ascesi medioevale e la pratica degli sport aerobici).
    – Hallenbad Book intende azzerare la divisione fra “testi” così come appare nell’uso comune, secondo cui si potrebbe definire testo quasi solo la parola scritta, ripristinando la verità di testo visivo, testo musicale, testo psichico….
    Una sezione del libro presenta le visioni chieste a tre autori, testi in parole, impaginati rispettando il valore visionario dell’opera.
    Al libro si accompagna un’installazione a pavimento dello steso di un sedicesimo del progetto.
    Nell’immagine una foto tratta dal backstage della performance alla piscina di Saccafisola, Venezia.

  • Mia sorella, 2004

    Mia sorella, 2004

    C-Print
    cm 238 x 160
  • La vasca della donna disfacile, 2004

    La vasca della donna disfacile, 2004

    Proiezione da file su dvd
    cm 87,89 x 150

    Edizione di 5/5 + prova d’artista ed edizione stampa lambda su alluminio di cm 77,79 x 140, montata in struttura di legno edizione 3/3 + prova d’artista.
    Trucco di Laura Rutigliano, cuffia di Cesare Fabbri, foto Ela Bialkowska su progetto di Letizia Cariello.
    Questo lavoro è stato preparato in occasione della mostra “Lei”, a cura di Mario Lupano e Daniela Lotta, nell’ambito delle manifestazioni legate al convegno “La donna difficile”, organizzato a Rimini dall’Università degli Studi di Bologna in occasione della 55° Sagra Musicale Malatestiana (2-18
    ottobre 2004).
    A sinistra c’è una stronza-difficile. A destra c’è una che dice “basta, mi scoppia la testa, non ce la faccio più”, anche lei difficile. Una ha il fondo bianco e una ha il fondo nero. Entrambe emergono dalla stessa acqua.
    Il mio intervento al convegno in relazione a questo lavoro si incentra su Fosca, la protagonista del romanzo omonimo di Igino Ugo Tarchetti, e di Chiara da Rimini.

  • Papageno, 2005

    Papageno, 2005

    Ferro, cuscino di plastica, corde da palcoscenico
    cm 209 x 47 x 48
    Ela Bialkowska

    Edizioni 3/3.

  • A cena con Timeo, 2005

    A cena con Timeo, 2005

    Cedro canadese, pittura azzurra e rossa, ferro, materasso, corsia da piscina, oggetti
    cm 205 x 380 x 160
  • Hallenbad Book, 2006

    Hallenbad Book, 2006

    libro d’artista

    “Hallenbad Book è una diario mistico, una matrioska mentale in cui si offrono diversi livelli di abitabilità e di luce. Ho pensato al respiro come ultima casa possibile del vivere/abitare, continuo rifugio dal pericolo di perdere la vita”. Testo critico Lea Vergine, inglese Henry Martin, Edizioni Charta.

  • Pull up the pool, 2006

    Pull up the pool, 2006

    Cinque vasche di vetroresina, pittura azzurra e blu all’interno, corsie da piscina e ganci
    cm 120 x 120 x 250 ciascuna vasca

    Ogni vasca ha un nome tratto dai nomi dei personaggi di un libro di Soren Kierkegaard : “Stadi sul cammino della vita”
    Vasca appesa capovolta – Hilarius
    Vasca incassata – Literatus
    Vasca appoggiata al pavimento con le corsie legate – Frater Taciturnus
    Vasca con otto corsie orissontali – Victor Heremita
    Vasca appoggiata al pavimento con quattro corsie attaccate al soffitto – Johannes de Silentio.

  • Scala rossa, 2006

    Scala rossa, 2006

    Scala di ferro dipinto con tessitura di lana rossa
    cm 33 x 25 x 200
  • Il cielo stellato sopra di me, 2006

    Il cielo stellato sopra di me, 2006

    Cemento e ferro battuto smaltato in rosso e in blu
    cm 750 x 850

    Installazione permanente.
    Il cielo stellato sopra di me è un’installazione permanente ispirata alle sezioni dedicate alle tombe dei bambini in alcuni cimiteri europei. E’ una struttura planimetrica di tipo labirintico percorribile in alcune parti e ad illuminazione esclusivamente naturale.
    Le forme delle tombe sono di due misure e a due tipi di inclinazione. La struttura sovrastante ricorda sia le tipologie dei balconi che quelle dei lettini dei bambini. I colori sono quelli delle stanze dei bambini e della matita bicolore usata un tempo per correggere i compiti.
    Il cielo stellato sopra di me intende evocare nel visitatore un senso di percorso sia interiore che fisico. Quello fisico è materializzato nelle fessure fra le ‘tombe’ che si possono percorrere. Quello interiore riguarda tutte le domande sulle possibilità ed i diritti di ogni uomo di diventare sé stesso.

  • Neigbourhood, 2007

    Neigbourhood, 2007

    Gabbie illuminate
    misura ambiente

    Le gabbie sono piccole architetture, case traforate esposte a tutte le correnti. Stanze leggere tutte attraversate dalla luce. Questi sono quartieri e non hanno la parete di fondo. Sono appese in alto. E’ un pensiero sull’architettura come la vedi dal treno arrivando nelle città, come la ricomponi nella tua testa dopo un viaggio. Chissà se l’antica abitudine di portarsi dietro una gabbietta, non sia nata dal desiderio di ricordarsi che bisogna continuamente smontare il fondo delle cose.

  • Rocco’s shoes, 2007

    Rocco’s shoes, 2007

    Scarpe, filo di corda, ganci da macellaio
    cm 20 x 30
  • Sleeping bag, 2008

    Sleeping bag, 2008

    Sacco a pelo per neonato di lana azzurra con oggetti di plastica cuciti in una teca di legno bianco
    cm 93 x 58 x 4
  • Inside e o-si-ride, 2008

    Inside e o-si-ride, 2008

    Sette bucrani di stambecco con occhi di lana colorata
    cm 210 x 25 x 40
  • Little safety gate, 2008

    Little safety gate, 2008

    Peluches e pupazzi fra due ringhiere di ferro
    cm 76 x 30
  • The butcher woman, 2008-2010

    The butcher woman, 2008-2010

    Stampa su legno di noce tanganica
    cm 120 x 90 chiuso; cm 120 x 180 aperto
  • Fly in the glass, 2008

    Fly in the glass, 2008

    Bicchiere di vetro su disegno a penna nera
    cm 30 x 30 x 12
  • Slowly but surely, 2008

    Slowly but surely, 2008

    Sci da fondo, sassi
    cm 185 lunghezza sci
  • Nuda con rocco, 2008-2010

    Nuda con rocco, 2008-2010

    Disegno a penna e ricamo rosso su tela
    cm 80 x 80

    Dalla serie “Arazzi dei sogni di paura”.

  • Cervelli che parlano, 2008

    Cervelli che parlano, 2008

    Metacrilato e vernice spry cyano
    dimensioni naturali di un cervello umano
  • Garden in sils Maria, 2008

    Garden in sils Maria, 2008

    Stampa fotografica in edizione unica
    cm 30 x 40
  • Progetto per la grande spolveratrice, 2008-2009

    Progetto per la grande spolveratrice, 2008-2009

    Grafite, acquarello su carta
    cm 100 x 70
  • He has got the power, 2008

    He has got the power, 2008

    Stampa fotografica
  • La grande spolveratrice, 2009

    La grande spolveratrice, 2009

    Automa, legno, bronzo, piume di struzzo, camicia, impianto motorio
    cm 95 x 94 x 19,5
  • Sassi, 2009-2010

    Sassi, 2009-2010

    Scrittura a penna su sassi di marmo
    dimensioni variabili
  • Not even a drop (dettaglio), 2009

    Not even a drop (dettaglio), 2009

    Brocchette da latte, filo di cotone
    cm 15 x 6 x 5
  • Travel Stick, 2009

    Travel Stick, 2009

    Canna di bambù e materiali vari
    cm 86
  • Not even a drop, 2009

    Not even a drop, 2009

    Brocchette di latte, filo di cotone
    cm 15 x 6 x 5
  • Ismaele, 2009

    Ismaele, 2009

    Carta da parati, ali di ottobe e piume di struzzo
    cm 137 x 174
  • Travel stick, 2009

    Travel stick, 2009

    Bamboo, borsa di tela con ciotoli, scarpe, chiodi, conchiglia, corda
    cm 89 (lunghezza della canna di bamboo)
  • Calendario, 2009

    Calendario, 2009

    Scrittura su piatto di ceramica
    cm 24 diametro
  • Kuscino, 2010

    Kuscino, 2010

    Cuscino imbottito, viti di ottone, filo rosso
    cm 56 x 24 x 5
  • Manolete (Dominguin), 2010-2011

    Manolete (Dominguin), 2010-2011

    Spalliera del Settecento con coltelli
    dimensioni variabili
  • She, 2010

    She, 2010

    Materassi ricamati, disegni, corde, fili
  • She, 2010

    She, 2010

    Materassi ricamati, disegni, corde, fili
  • Flying stones, 2010

    Flying stones, 2010

    Tavolo/teca, sassi di marmo, filo di rame, penne di volatili
    cm 150 x 170 x 54
  • Progetto per flying stones, 2010

    Progetto per flying stones, 2010

    Disegno a penna su carta
    cm 35 x 50
  • Polittico (The butcher woman), 2010

    Polittico (The butcher woman), 2010

    Stampa su legno Tanganika
    cm 120 x 90
  • CARL_95, 2011

    CARL_95, 2011

    Veduta della mostra

  • Reliquae A., 2011

    Reliquae A., 2011

    Mensola, 8 gruppi di oggetti
  • Arazzo, 2011

    Arazzo, 2011

    Copriletto matrimoniale disegnato e ricamato
  • From time to time, 2011

    From time to time, 2011

    Orologio di legno a muro; impianto sonoro su iPod, voci di 63 bambine pronuncianti i giorni della settimana in 63 lingue diverse
  • Senza titolo, 2011

    Senza titolo, 2011

    12 stampe fotografiche su carta cotone
    cm 30 x 40
  • CARL_92, 2011

    CARL_92, 2011

    Veduta della mostra

  • CARL_93, 2011

    CARL_93, 2011

    Veduta della mostra

  • CARL_94, 2011

    CARL_94, 2011

    Veduta della mostra