E’ un progetto site-specific per lo spazio Viafarini. La stanza è trasformata in una piscina vuota dove sono tese delle vere corsie di piscina, appese a fili di nylon che cadono dal soffitto alle corsie ad intervalli regolari lungo tutta la lunghezza. La luce è bassa e radente i fili. Le corsie sono appese all’altezza dei polmoni di una persona alta circa m 1,75. Intorno, su tutte le pareti, è dipinta una fascia rosa, alta poco più della bocca dell’ipotetico “nuotatore”. Sopra la fascia sono disegnati a pennarello nero, direttamente sul muro, animali in situazioni di difficoltà: tartarughe rovesciate, serpenti annodati, cicogne col becco inverso, volatili caduti sulla schiena o con le pinne ai piedi, calendari e conti di giorni. Per vedere bene i disegni è necessario abbassarsi ed attraversare le due corsie avvicinandosi al muro. Sul pavimento sono attaccate linee adesive blu regolari da piscina, con la T finale per la virata, in corrispondenza di una T blu dipinta sulla parete sopra la fascia rosa. Le corsie non sono perfettamente parallele e le T sono leggermente più basse dell’altezza standard. Il tutto per accellerare il senso di risucchiamento nella stanza di un visitatore che entri dalla porta, posizionata alla estrema destra sul lato lungo della galleria, e considerando che la pianta dello spazio non è un quadrilatero regolare. Alla vasca si accede dall’esterno dopo aver attraversato due cortili ed un corridoio esterno sul pavimento dei quali sono state sistemate le scritte adesive “non respirare” – nel primo – e “respira” – nel secondo – intervallate da due bande parallele blu lungo il corridoio che collega i cortili. Una volta aperta la porta della galleria sulla parete di fronte a chi entra è installata ancora una scritta “non respirare” ed infine si arriva alla porta che immette nella vasca, supponendo che il visitatore abbia incamerato un ritmo repiratorio e si immerga nello spazio della piscina vuota.