
L’unità di abitazione è costituita da un cubo al cui interno si trova un bagno perfettamente funzionante. Il tetto, cui si accede tramite una scaletta fissata ad una estremità di un muro esterno, è occupato da un letto rosso. L’ingombro della pianta è stato ricavato intorno alla circonferenza tracciata dal giro di una carrozzella per invalidi, considerata una misura possibile per un progetto fondato sul pensiero della debolezza. Le immagini appese all’interno di “Io, Caterina” sono testimonianza di un’azione compiuta a partire dal 1997: ciascuna di esse è stata riprodotta in un numero variabile e spedita dal mio studio ad una lista anch’essa variabile di corrispondenti. Sono immagini scelte dal mio lavoro e rappresentano le ”lettere” che, come la Santa, anche io ho spedito per comunicare dal ‘dentro’ della mia “stanza” al ‘fuori’ dei destinatari. Ogni arredo di “Io, Caterina” associa un valore di uso ad un valore di espressione. La funzionalità del bagno e la praticabilità del letto sul tetto hanno lo scopo di rafforzare il valore di esperienza individuale offerta a chi userà il progetto, pur mantenendo gli elementi legati al mio vissuto personale.