Ettore Favini


Diapositive

Mensola, 1997
Cibachrome 100 x 70 cm

Tavolo, 1997

Tavolo, 1997
Cibachrome, 30 x 40 cm

Piccola Strage, 1997
Cibachrome 30 x 20 cm

L’Albero di Diego, 1998
Cibachrome, 40 x 30 cm

L’Albero di Diego, 1998
Cibachrome, 40 x 30 cm

Il sogno di Alan Ford, 1998
Particolare

Il sogno di Alan Ford, 1998
Particolare

Il sogno di Alan Ford, 1998
Tecnica mista

Il sogno di Alan Ford, 1998
Tecnica mista

Il sogno di Alan Ford, 1998
Tecnica mista

Il sogno di Alan Ford, 1998
Tecnica mista


CD – Rom 2009

Database Opere

  • Ipotesi di infinito, 2005

    Ipotesi di infinito, 2005

    Fotografia su alluminio
    cm 30 x 40
  • Ipotesi di finito, 2005-2006

    Ipotesi di finito, 2005-2006

    Carta
    misura ambiente
  • Space/time, 2006

    Space/time, 2006

    Ricamo su seta
  • Private View, 2007

    Private View, 2007

    Legno, ottone, natura, proiezione su muro
    dimensioni variabili
  • Untitled (infinite sculpture), 2007

    Untitled (infinite sculpture), 2007

    Scultura in marmo nero, ottone, vetro, ceramica, metallo dipinto
    cm 150 x 50 x 110
  • Dasein, 2007

    Dasein, 2007

    Tecnica mista
    misure ambientali

    Dasein è una scultura di luce con un’ombra indefinibile.
    Il lavoro è diventato un oggetto fisico, organico, vivente, un diagramma luminoso che cambia davanti ai nostri occhi, con le luci ad intermittenza. Il risultato finale è la rilettura del ritratto di se stessi.

  • Ipotesi infinito #2, 2007

    Ipotesi infinito #2, 2007

    Legno e Plexiglas con basi
  • Dendro, 2007

    Dendro, 2007

    Tecnica mista
  • Opposite and upside-down, 2008

    Opposite and upside-down, 2008

    Legno, ricami su carta, acciaio
  • When the roots grown, 2008

    When the roots grown, 2008

    Legno, acciaio
  • Uno nessuno e centomila, 2008

    Uno nessuno e centomila, 2008

    Legno, ottone, martello, plexiglass
  • Blue is the new green, 2008

    Blue is the new green, 2008

    Stampa digitale su borse di tela
  • Verdecuratoda, 2008

    Verdecuratoda, 2008

  • Green is the color of the money, 2008

    Green is the color of the money, 2008

    Stampa digitale su tela
    cm 370 x 165
  • La vera rivoluzione, 2008

    La vera rivoluzione, 2008

    T-shirt

    T-shirt per gli assistenti della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.

  • Il testamento di Liebig, 2009

    Il testamento di Liebig, 2009

    Tecnica mista
    dimensione variabile

    Il lavoro nasce da un’indagine a ritroso nel tempo e nella memoria, una mostra a doppio binario, la memoria personale e autobiografica si innesta su una scoperta scientifica di portata mondiale, in questo caso una memoria celata e nascosta dalla colpa e dall’errore.
    L’errore di Justus von Liebig per aver inventato i fertilizzanti chimici e la colpa di Favini per aver collaborato con una multinazionale per la creazione
    di OGM. Il Testamento di Liebig è un testo contenuto in “Die Grundsatze der Agriculturchemie mit Rucksicht auf die in England angestellten
    Untersuchungen”, Braunschweig, 1855, conservato nell’Universita di Gissen, dove Liebig insegnò e condusse i propri studi, il testo originale non può essere consultato, fotocopiato o fotografato, inoltre è difficile trovarne una traduzione italiana integrale.
    Liebig è considerato uno dei padri dell’agricoltura biologica, infatti dopo aver studiato ed inventato i fertilizzanti chimici si è accorto del grave errore che aveva compiuto e delle conseguenze che il terreno e l’ambiente avrebbero subito a causa del suo errore.
    L’espiazione della colpa darà modo di innescare azioni virtuose a livello locale, la mostra sarà una palestra per applicazioni possibili in altri contesti. Il lavoro nasce da un’indagine a ritroso nel tempo e nella memoria, una mostra a doppio binario, la memoria personale e autobiografica si innesta
    su una scoperta scientifica di portata mondiale, in questo caso una memoria celata e nascosta dalla colpa e dall’errore.
    L’errore di Justus von Liebig per aver inventato i fertilizzanti chimici e la colpa di Favini per aver collaborato con una multinazionale per la creazione di OGM. Il Testamento di Liebig è un testo contenuto in “Die Grundsatze der Agriculturchemie mit Rucksicht auf die in England angestellten Untersuchungen”, Braunschweig, 1855, conservato nell’Universita di Gissen, dove Liebig insegnò e condusse i propri studi, il testo originale non può essere consultato, fotocopiato o fotografato, inoltre è difficile trovarne una traduzione italiana integrale.
    Liebig è considerato uno dei padri dell’agricoltura biologica, infatti dopo aver studiato ed inventato i fertilizzanti chimici si è accorto del grave errore che aveva compiuto e delle conseguenze che il terreno e l’ambiente avrebbero subito a causa del suo errore.
    L’espiazione della colpa darà modo di innescare azioni virtuose a livello locale, la mostra sarà una palestra per applicazioni possibili in altri contesti.

  • Il testamento di Liebig, 2009

    dimensione variabile

    Il lavoro nasce da un’indagine a ritroso nel tempo e nella memoria, una mostra a doppio binario, la memoria personale e autobiografica si innesta su una scoperta scientifica di portata mondiale, in questo caso una memoria celata e nascosta dalla colpa e dall’errore.
    L’errore di Justus von Liebig per aver inventato i fertilizzanti chimici e la colpa di Favini per aver collaborato con una multinazionale per la creazione
    di OGM. Il Testamento di Liebig è un testo contenuto in “Die Grundsatze der Agriculturchemie mit Rucksicht auf die in England angestellten
    Untersuchungen”, Braunschweig, 1855, conservato nell’Universita di Gissen, dove Liebig insegnò e condusse i propri studi, il testo originale non può essere consultato, fotocopiato o fotografato, inoltre è difficile trovarne una traduzione italiana integrale.
    Liebig è considerato uno dei padri dell’agricoltura biologica, infatti dopo aver studiato ed inventato i fertilizzanti chimici si è accorto del grave errore che aveva compiuto e delle conseguenze che il terreno e l’ambiente avrebbero subito a causa del suo errore.
    L’espiazione della colpa darà modo di innescare azioni virtuose a livello locale, la mostra sarà una palestra per applicazioni possibili in altri contesti. Il lavoro nasce da un’indagine a ritroso nel tempo e nella memoria, una mostra a doppio binario, la memoria personale e autobiografica si innesta
    su una scoperta scientifica di portata mondiale, in questo caso una memoria celata e nascosta dalla colpa e dall’errore.
    L’errore di Justus von Liebig per aver inventato i fertilizzanti chimici e la colpa di Favini per aver collaborato con una multinazionale per la creazione di OGM. Il Testamento di Liebig è un testo contenuto in “Die Grundsatze der Agriculturchemie mit Rucksicht auf die in England angestellten Untersuchungen”, Braunschweig, 1855, conservato nell’Universita di Gissen, dove Liebig insegnò e condusse i propri studi, il testo originale non può essere consultato, fotocopiato o fotografato, inoltre è difficile trovarne una traduzione italiana integrale.
    Liebig è considerato uno dei padri dell’agricoltura biologica, infatti dopo aver studiato ed inventato i fertilizzanti chimici si è accorto del grave errore che aveva compiuto e delle conseguenze che il terreno e l’ambiente avrebbero subito a causa del suo errore.
    L’espiazione della colpa darà modo di innescare azioni virtuose a livello locale, la mostra sarà una palestra per applicazioni possibili in altri contesti.