Claudia Losi


Diapositive

Senza titolo, 1992
3 tele di 3 x 1,5 m, olio su tela

Senza titolo, 1992
3 tele di 3 x 1,5 m, olio su tela

Senza titolo, 1993
Squame di pesce e lastre di specchio

Senza titolo, 1994
Cartellone pubblicitario e caratteri stampa trasferibili

Senza titolo, 1994
Cartellone pubblicitario e caratteri stampa trasferibili

L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1994
Chicchi di riso e inchiostro di china
Trascrizione di un capitolo del celebre romanzo di Kundera su chicchi di riso. Particolare.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1994
Chicchi di riso e inchiostro di china
Trascrizione di un capitolo del celebre romanzo di Kundera su chicchi di riso. Particolare.

L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1994
Chicchi di riso e inchiostro di china

L’insostenibile leggerezza dell’essere, 1994
Chicchi di riso e inchiostro di china

Vegetable Plates, since 1995
Stoffa, fili, zucchero, 25 x 30 cm, dettaglio

Senza titolo, 1995
4 fotografie ciba opache su forex, 100 x 50 cm cad., dettaglio

Arcipelago, 1995
Squame di carpa, gesso e piombo, dimensioni variabili
Esposto a Reggio – Emilia nel luglio 1995

Occhi, 1995
Fotocopie a colori e piombo, dimensioni variabili

Tavole vegetali, Tavola XIII, dal 1995
Tela, filo di cotone e zucchero, 25 x 30 cm

Arazzo, 1995 – 1998
Tela, filati di lana, tintura di rovi, 2,5 x 1,5 m

Tapestry – Lichens, since 1996
Ricamo su tela, 1,5 x 2,5 m

Veduta complessiva dell’installazione Licheni, 1996
Maquette

Tavole naturali, 1996
Tela, filo, zucchero e tempera da muro, 4 x 2 m, maquette

Un lavoro semplice e indolore, 1997
Spine di robinia, dimensioni variabili, dettaglio
Esposto a Bologna nel gennaio del 1997

Ciottoli, dal 1997
Seta, cotone e zucchero
Numero e dimensioni variabili (al momento 350 pezzi), dettaglio

Licheni: Licheni con geometrie in rosso, novembre 1997
Galleria Placentia Arte, Piacenza

Licheni: tronchi, ciottoli, novembre 1997

Licheni: Arazzo, novembre 1997

Licheni: Arazzo, tavole vegetali, novembre 1997

Licheni: Porto Badisco, bianco, novembre 1997

Licheni: bianco, equiseto, novembre 1997

Pangea, 1997
Fusione di paraffina su strato di piante acquatiche, dimensioni variabili

Progetto Belgrado (icona), data inizio 1997
Primo lavoro su commissione

Ciottoli, 1997-1999
Seta, filo di cotone, zucchero, dimensioni variabili

North – West Passage, 1998
Fusione di paraffina su strato di piante acquatiche, 6,5 x 1,3 m circa

North, 1998
Fusione di paraffina su strato di piante
diametro 1,80 m

Orcadi, 1998
Tela, squame di carpa cucite, 3,8 x 2,5 m circa

For Ryōkan Project, data inizio 1998
7 palle di lana ricamate, 7 fasi della deriva dei continenti, dimensioni comprese tra 5 e 9 cm di diametro. Questo è il numero 0. Da qui 7 diversi lavori. ONE: libro-catalogo; TWO: sette camminate in sette paesi diversi, ecc.

Belgrade Project-Waves, 1998 – 2000
Cloths and thread, 0,7 x 2,50 m each, 3 p.

For Ryōkan Project, dal 1999
7 gomitoli di lana e fili di seta, di dimensioni diverse

CUT-Orkney, 1999
20 gomitoli di lana, 14 forme di legno. 1,20 x 1,80 m circa

For Ryōkan Project, dal 1999
7 gomitoli in lana, ricami in seta
diametri 6,5; 7; 8; 8,5; 9; 9,7; 10 cm

Marmagne, 1999 – 2000
10 foto b/n stampate su tela, ricamo e feltro, 1,35 x 2,05 m ognuna, dettaglio

Marmagne, 1999 – 2000
10 foto in b/n su tela, ricamo, 1,35 x2,05 ciascuno, dettaglio

Arthur’s Seat Project, 1999 – 2001
Ricamo su tela e feltro, 210 x 70 cm approx

Dopo il Danubio/le carpe del mercato/guardano gambe, 2000 – 2001
Coperte militari, lana e stracci, 10 elementi, 80 x 195 cm cad., dettaglio

Dopo il Danubio…, 2000 – 2001
Military blankets, rags and wool, 80 x 195 cm each, 10 pieces

Pointe Saint Mathieu-Pointe du Raz Brittany-France, primavera 2001
Fusione in paraffina, 4,8 x 5 m approx

Terre Non Emerse, 2001
Gomitolo di cotone e ricamo in seta, diametro 16 cm

Etna Project, 2001
Tecnica mista, dimensioni variabili

Not Emerged Lands, 2001
Gomitolo di filato di cotone ricamato da silkm, diametro 16 cm

Rinvii,since 2002
50/60 embroidered woolen balls. Variable size

Whale (preparing a), since 2002
Felt, fibres, air ballon, ms 24 long

Manta, 2002
Feltro, lana e filo di ferro, 1,90 x 2,30 m approx

Atti d’amore, 2002
Feltro e ovatta, 13 pezzi, dimensioni variabili

Acts of Love, 2002
Felt and wool, 13 pieces, variable size, installation view

Acts of Love, 2002
Felt and wool, 13 pieces, variable size, setail

Letter, since 2002
Emboridery on canvas, ms 1,7 x 1,4


Database Opere

Senza titolo 1994
Nastro magnetico e bande video dimensioni variabili
Incisioni tratte da “Bohème”, “Traviata”, “Carmen”, “Favorita”.
We are moving, Viafarini, Milano

Senza titolo 1994
Squame di carpa e lastra di specchio cm 120 x 60

Porto Badisco 1997
Tela di lino, filato di lino grezzo e zucchero
cm 120 x 200
Galleria Placentia Arte, Piacenza; Con la pazienza si acquista scienza, Viafarini, Milano

Pangea 1997
Fusione di paraffina su strato di piante acquatiche
dimensioni variabili
Dieci isole di paraffina bianca immerse in uno strato di piante acquatiche. Le isole, molto vicine tra loro, riproducono le linee essenziali della Pangea. Il mare vegetale, contenuto in una vasca di cemento, può rappresentare l’oceano primordiale e, sottotono, una veduta aerea del giardino botanico di Ferrara.
Conversazione in giardino, Orto Botanico, Ferrara

For Ryökan Project 1998 Lana, filo di seta, ricamo cm 5/9 di diametro

Marmagne 1999
10 stampe b/n impresse a caldo su tela, ricamo
cm 204 x 140 circa ciascuna
Marmagne nasce da alcune camminate fatte in Borgogna, Francia, qualche anno fa. Non molto lontano da Montbard, piccola cittadina dove nacque Buffon, vi era un sentiero che attraversava un paesaggio ricco d’acqua e verde. Ci capitammo per caso a Marmagne, un allevamento di trote, come lessi più tardi su una cartina, abbandonato da diversi anni ma attivo già verso la fine dell’Ottocento.
La recinzione abbattuta dal crollo di un grande pioppo ci ha permesso di entrare. Era primavera e le gambe si sono presto avviluppate nei lacci urticanti delle ortiche alte e fibrose.
La vegetazione ricchissima, varia, umida e prepotente. Una grande corte disseminata da vasche lunghe e strette, disposte a pettine, dove le trote, nei vari stadi di crescita, venivano un tempo ospitate e pescate. Tutto era verde e solo in alcuni canali l’acqua poteva scorrere senza trovare barriere.
Ritornammo in autunno e scattai una decina d’immagini delle vasche: alcune completamente interrate e dove giovani pioppi e canne prosperavano; altre coperte di foglie cadute e ancora alghe ma di colori diversi. Era un luogo inselvatichito, dove terrestre e acquatico, umano e vegetale si sovrapponevano. Un luogo innaturale, costruito dove il caos naturale riprende spazio e potevi riconoscere le forme architettoniche che stavano sotto, sotto il fogliame, i rami rotti e le matasse d’alghe gelatinose. Tanti strati, insomma, tante storie mobili, galleggianti. Tempi diversi.
Su tutti si rifletteva un cielo grigio-azzurro-bianco di nubi. Quelle dieci immagini in bianco e nero le ho fatte stampare su tela tessuta in Appennino e vi ho ricamato, con filo bianco, dieci ipotetiche fasi della deriva dei continenti. A tempo si è stratificato tempo, deriva a deriva. Cresceranno ancora ortiche laggiù?

Arthur’s Seat Project 1999-2001
Ricamo in cotone, feltro crudo
cm 190 x 75
Arthur’s Seat Project è parte di una serie di progetti che Claudia Losi porta avanti dal 1998. Waves, Belgrade Project (1998-2000), Arthur’s Seat  Project (1999-2001) ed Etna Project (2000-2001) esplorano l’idea di luogo geografico e l’idea di confine a partire dalla pratica del ricamo. In tutte e tre le esperienze l’artista ha scelto l’immagine di un luogo (mappa o fotografia) che è parte della sua vita. Ha tradotto quest’immagine in un disegno che ha suddiviso e riportato su pezze di vecchia stoffa. Le parti del disegno così suddiviso sono state consegnate ad altrettante ricamatrici, informate sul carattere del progetto e pagate per eseguire il lavoro secondo le indicazioni dell’artista. A seconda di ciascun progetto l’artista è entrata in contatto con diversi gruppi di donne, attraverso catene di relazioni dirette o indirette: viaggi, incontri, scrittura epistolare. Le dodici ricamatrici che hanno realizzato le pezze di Arthur’s Seat Project – il vulcano inattivo al centro di Edimburgo, in Scozia- sei di etnia serba e sei di etnia albanese, hanno inviato i lavori finiti da Belgrado e da Mitroviza (Serbia), da Tirana (Albania) e da Peja (Kosovo).

Etna Project 2000-2001
Stoffa, ricamo, disegno e collage dimensioni variabili
Etna Project è il terzo di una serie di progetti che Claudia Losi porta avanti dal 1998. “Waves, Belgrade Project” (1998-2000), “Arthur’s Seat Project” (1999-2001) ed “Etna Project” (2000-2001) esplorano l’idea di luogo geografico e l’idea di confine a partire dalla pratica del ricamo. In tutte e tre le esperienze l’artista ha scelto l’immagine di un luogo (mappa o fotografia) che è parte della sua vita. Ha tradotto quest’immagine in un disegno che ha suddiviso e riportato su pezze di vecchia stoffa. Le parti del disegno così suddiviso sono state consegnate ad altrettante ricamatrici, informate sul carattere del progetto e pagate per eseguire il lavoro secondo le indicazioni dell’artista. A seconda di ciascun progetto l’artista è entrata in contatto con diversi gruppi di donne, attraverso catene di relazioni dirette o indirette: viaggi, incontri, scrittura epistolare.
Etna Project, avviato nel 2000, è il disegno di una mappa delle colate laviche del vulcano siciliano, così come queste si presentavano nel 1986. La scelta dell’artista ricade su un territorio sottoposto a costanti trasformazioni di ordine naturale, sovente assunto come metafora per indicare un luogo sede di conflitti sul punto di esplodere. Un luogo connesso ai sentimenti di allarme e di emergenza. Il disegno della mappa è stato suddiviso in sedici parti, riportate su una stoffa degli inizi del ‘900. Le pezze sono state destinate per metà a un gruppo di donne peruviane e per metà a un gruppo di donne marocchine.
Rispetto ai due precedenti progetti l’artista ha chiesto alle ricamatrici di unire alla pezza ricamata e firmata, immagini, fotografie o disegni della “cosa che meglio ti rappresenta”.
Alla riconsegna delle sedici parti Losi ha ricomposto la mappa montandone i frammenti su una sacca di stoffa riempita di argilla espansa. L’oggetto ricavato (1,50 m di diametro circa) sarà posto a terra. Alle pareti saranno appesi gli “stendardi” eseguiti dall’artista sulla base delle immagini allegate dalle ricamatrici al loro lavoro. Tali stendardi sono stati eseguiti su stoffa a ricamo, disegno e collage a inserzione di stoffe. Non saranno ripartiti per nazionalità ma mischiati e accompagnati da due scritte a parete, riportanti la traduzione in arabo e in spagnolo della domanda relativa all’identificazione delle donne con ciò che le rappresenta.

Dopo il Danubio / le carpe del mercato / guardano gambe 2001
Coperte militari, lana, stracci
cm 180 di lunghezza ciascuna
Project Room, Galleria Monica De Cardenas, Milano

Primo ossigeno 2001
Carta cucita e sanguigna
cm 2,20 x 1,60

Balena Project 2002-2011
Tessuto in lana, fibre per imbottitura, camera d’aria gonfiabile a freddo
m 24 di lunghezza x 5 di altezza circa

Atti d’amore 2003
Feltro
dimensioni variabili
Ogni scultura rappresenta una coppia di animali (mante, serpenti, cani ma anche una donna col proprio piccolo e così via) colti in atti di riproduzione o di protezione.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

Naviganti 2003
Gommapiuma, tela di cotone, ricamo
Paesaggio ricostruito in gommapiuma e rivestito con tela di cotone tinta. Su questa sono state ricamate le sagome di balene: le ombre blu dei cetacei che milioni di anni fa nuotavano, come ora stormi di uccelli e falchi, nel mare che copriva la pianura padana. I ricami sono stati realizzati da Fall Khady, Senegal. Questo lavoro è legato a un progetto in fase di realizzazione: riprodurre, in dimensioni reali e con le corrette proporzioni, in tessuto cucito, una balena comune di 23 m di lunghezza.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

Rinvii 2003
Gomitoli di lana, ricamo dimensioni variabili
Questo progetto nasce come quinto ricamo collettivo. L’intento è quello di coinvolgere il maggior numero di persone. Diverse sono l’età, il sesso, la provenienza e la professione. Casalinghe, ricamatrici, ma anche bambini, studenti, professori, industriali, commercianti e qualche artista. Partendo da amici e conoscenti, si sta ampliando per passa parola. Uno spettro abbastanza ampio al quale sottoporre un esercizio di manualità e ‘pazienza’ spesso inusuale nell’esperienza di ciascuno.
L’immagine più bella che ho raccolto sono le mani spesse e ruvide di uno dei signori coinvolti alle prese con ago e filo. Le grosse dita che si accaniscono sul gomitolo grigio, ribelle ad ogni presa salda.

Slittamenti 2003
Sfere di seta, ricamo
dimensioni variabili
I ricami riproducono i profili dei continenti sovrapposti.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

BalenaProject Animazione 2004
Video
00:06:15
http://www.balenaproject.info
Video realizzato in collaborazione con Daniele Signaroldi.
Viafarini, Milano

Balena Project – Animazione 2004 Tessuto in lana
dimensioni reali
http://www.balenaproject.info
Nell’immagine la prima presentazione della balena.
Viafarini, Milano

Places Ittiri 2004
Video
00:11:23
Con Maria Luisa Mura, Farora Piredda, Maria Pais, Farora Pinna, Margherita Sussarello, Maria Tala. Grazie ad Antonio Marras.

Balena Project, Appennini 2004

Balena Project Ecuador 2005
Video
00:10:15
Video Documentario realizzato da Daniele Signaroldi. Balena Project Ecuador è nato dalla collaborazione con donne autoctone di Guamote e Pungui (Ecuador), che non hanno mai visto il mare e tanto meno una balena. L’artista ha chiesto loro di realizzare delle piccole balene in lana di forme e colori diversi. E’ stato creato così un “tappeto di balene immaginarie” che sarà affiancato dalla proiezione di un video che mostra i gesti silenziosi e precisi delle donne che collettivamente partecipano alla creazione delle piccole forme animali.

Balena Project Ecuador 2005
Lana tinta e imbottitura
cm 12 ca. di lunghezza ciascuno
400 elementi. Particolare

Affacci, temporary work 2005
Start-up del progetto “Aiuola Transatlantico. Video documentario di D. Signoroldi.
Nuovi Committenti, Mirafiori Nord, Torino

Celacanti 2006
Disegno, ricamo su tessuto pelle d’uovo e imbottitura
cm 150 x 150 ciascuno
10 pezzi. Dettaglio trapunto n. 2.
Con la serie Celacanti l’artista crea nello spazio della galleria una sala dall’atmosfera sospesa e rarefatta: dieci grandi superfici quadrate ricavate dalla morbida consistenza di una stoffa imbottita e dai toni tenui, lasciano affiorare ricami e disegni leggerissimi, quasi evanescenti. Corpi e segni diafani che fluttuano nello spazio imprecisato della rappresentazione, stratificazione di tempi e forme diverse che sembrano immersi in un liquido amniotico primordiale. Tra le figure fluttuanti è rappresentato più volte il rarissimo Celacanto, conosciuto anche come “pesce fossile” per la caratteristica di aver conservato il suo aspetto preistorico attraverso secoli di evoluzione e che, nei ricami di Claudia Losi, compare come una presenza metaforicamente sospesa in un tempo dilatato e indefinito.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

Celacanti 2006
Disegno, ricamo su tessuto pelle d’uovo e imbottitura
cm 150 x 150 ciascuno

Shigras 2006
Lana tessuta e nastro cm 25 x 35
10 pezzi.
L’installazione Shigras , composta da borse tradizionali andine di lana fatte a mano, scaturisce dalla collaborazione con alcune donne dell’Ecuador. Caratterizzate dalla forma cava di nido o alveare, conservano il ricamo di un testo poetico scritto dall’artista ed inviato alle donne ecuadoregne: frasi leggibili all’esterno delle shigras che idealmente diventano scrigni, custodi di un rapporto fatto di parole condivise tra l’artista e le donne che hanno partecipato alla loro realizzazione.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

Aria Mobile 2006
Ricamo in seta cm 17 di diametro
L’opera   Aria Mobile   è il risultato di un work in progress: una sfera- gomitolo che da mesi cresce grazie alla lenta ma costante sovrapposizione di fili – come strati di materia e di racconto – che l’artista compone pazientemente dando loro la direzione dei venti d’alta quota, trasformando così il gomitolo in un “geoide” che accresce di massa e di significato nel suo progressivo affastellarsi.
Galleria Monica De Cardenas, Milano

Places | Boar 2006-2008
Lana tessuta a maglia, imbottitura dimensioni variabili
Il progetto collettivo iniziato nel 2006 ha coinvolto alcune donne del paese Appenninico di Gorasco, Aulla (Massa Carrara), a cui è stato chiesto di realizzare, senza una scadenza precisa i pezzi tessuti a magli di un “grande” cinghiale. L’animale è stato poi “portato in vita” tra le case, come un visitatore invernale che scende dalle foreste in cerca di cibo. Nonne e mamme si sono date il cambio con l’ago, con un comune obiettivo.

Being elsewhere / Essere altrove 2006 -2009
Video
00:14:53
Video realizzato da Claudia Losi e Daniele Signaroldi.
St Kilda, Outer Hebrides, Scotland.
Musiche di Daniele Signaroldi.

Sentiero sfera 2007
Ricamo, legno e vetro
gomitoli di cm 16 e cm 10 di diametro
La Marrana Arteambientale, Monte Marcello, La Spezia

Processo Formale Vivente 2007 20 tele imbottite e ricamate
cm 145 x 290 ciascuna
Shajah Biennal 2007, Emirati Arabi

Balena Project – Fiorenzuola 2007 Tessuto in lana, fibre per imbottitura, camera d’aria gonfiabile a freddo misura ambiente

To hear silence / When you expect noise 2007
Ricamo su carta, vecchi libri e riviste dimensioni variabili

Unbearable Beauty 2007
Tubo di vetro senza piombo di 10 mm di diametro modellato a mano, gas nobili estratti dall’atmosfera
cm 250 x 300 circa
Prodotto da Neon Casale (TV)
Museo Civico, Piazza Garibaldi, Bassano del Grappa (VI)

Balena Project – Knotted Lines 2007 Animazione video
01:10:00
Tutti i disegni utilizzati nel progetto sono stati realizzati dall’artista e animati, grazie a Francesca Dainotto, in uno spazio bianco tridimensionale. Da questo emergono e affondano i vari personaggi: architetti, ballerini, tecnici e scrittori… e tanti bambini. Il ritmo è scandito dalla colonna sonora di Invernomuto, concepita con linearità e che a volte sale in superficie e a volte si ritira. E’ un work in progress al quale verrà aggiunto nel corso del tempo il vero protagonista di questa storia.

Mukat 2008
Ceramica bianca
dimensioni variabili
Mukat è il nome di una tribù d’Indiani d’america che cacciava balene sulle coste dell’America del nord. I pezzi del corpo smembrato della balena, le parti grasse e spesse, leggere ed energetiche sporcate con il sangue, portano lo stesso nome, Mukat. Pezzi di ceramica bianca vengono sparsi sul terreno come fossero parti dell’animale dopo una macellazione nella quale non sono stati usati né coltelli né lame, ma solamente parole. I pensieri vanno a pezzi per alimentarsi.

Aiuola Transatlantico 2008
Nuovi Committent, Mirafiori Nord, Torino

Balena Project, Birmingham 2008
Il vecchio negozio di una Charity a Birmingham, nella zona di Erdington è stato affittato e trasformato, per alcune settimane, in una sartoria. I modelli erano dei disegni fatti dai bambini della Erdington Hall Primary School durante la fase conclusiva di un ricco e divertente workshop durato una settimana e tenuto nella stessa scuola nel luglio del 2008, in collaborazione con lo staff educativo della Ikon Gallery.

Balena Project 2008
Performance “Sopra” di Kincaleri
Museo Marino Marini, Firenze

Brains 2008
Porcellana, aceto
cm 35 x 35 x 30
La massa cerebrale della più grande delle balenottere può raggiungere delle dimensioni sette volte maggiori rispetto a quelle del cervello umano. Un organo estremamente complesso che è anatomicamente strutturato per enfatizzare l’umore, l’autocontrollo emotivo e il pensiero astratto. Quasi nulla si conosce sulla capacità di pensiero di questi animali.
Le balene emettono suoni a frequenze molto basse che possono viaggiare per centinaia di chilometri.

Here and not Elsewhere. Here. 2009 Ricamo su tessuto
50 pezzi cm 30 x 60 ciascuno
E’ stato chiesto a 70 persone, di raccontare, a voce, una storia personale avvenuta a Lucano nel Parco Nazionale di Pollino: dove ho giocato con il capretto; quel legno dove ho dato il mio primo bacio; quel campo dove ho intagliato l’immagine di un aereo sulla scorza dell’anguria con le unghie.
In un secondo momento è stato chiesto di fornire delle immagini: illustrazioni, fotografie, ecc.

Here and not Elsewhere. Here. 2009 Ricamo su tessuto
50 pezzi cm 30 x 60 ciascuno

Balena Project – Dissolved Clays 2009
Queste forma-balena sono state prodotte durante una tappa di Balena Project a Firenze, presso il Museo Marino Marini (2008). Dietro la supervisione del dipartimento educativo del Museo, dei bambini delle scuole primarie fiorentine hanno prodotto circa 600 balene di argilla durante una serie di workshops. I manufatti sono stati poi messi sulla riva di un affluente del fiume Trebbia a Riveragro, in provincia di Piacenza, dove sono state monitorate fotograficamente fino al loro scioglimento.
Rivergaro, Piacenza

Balena Project – Knotted Lines / Dissolved Clays 2009
Argilla
In collaborazione con Francesca Dainotto
Assab One, Milano

Les Funerailles de la Baleine 2011
Video diretto da Daniele Signaroldi

Les Funerailles de la Balene 2011

Les Funerailles de la Balene 2011
Viafarini, Milano

Database Opere