Antonio De Pascale

Database Opere

  • Rilievo n. 2, 1993

    Rilievo n. 2, 1993

    Acrilici su tela dei pattern ricalcati da tovaglia da tavola
    cm 180 x 140
  • Rilievo n. 3, 1993

    Rilievo n. 3, 1993

    Acrilici su tela dei pattern ricalcati da stoffa di poltrona
    cm 180 x 140
  • Rilievo n. 4, 1993

    Rilievo n. 4, 1993

    Acrilici su tela da ingrandimento di istruzioni per l’uso di aspirapolvere
    cm 180 x 140
  • Rilievo n. 6, 1993

    Rilievo n. 6, 1993

    Acrilici su tela dei pattern ricalcati da carta da regalo
    cm 200 x 100
  • Rilievo n. 7, 1993

    Rilievo n. 7, 1993

    Acrilici su tela da ingrandimento di istruzioni per l’uso di macchinetta radiocomandata (quella di mio figlio)
    cm 140 x 180
  • Senza titolo, 1994

    Senza titolo, 1994

    Acquerelli su kleenex in confezioni da 10
  • Senza titolo, 1994

    Senza titolo, 1994

    Acquerelli su kleenex in confezioni da 10
  • Senza titolo, 1994

    Senza titolo, 1994

    Acquerelli su kleenex in confezioni da 10
  • Tatoos, 1995

    Tatoos, 1995

    Laser copy su manifesti pubblicitari ad un incrocio con passaggio pedonale
  • Puzzle, 1995

    Puzzle, 1995

    Acquerelli con caffè e coca cola su salviette da bar, dispenser

    Particolare dell’installazione in un bar.

  • Puzzle, 1995

    Puzzle, 1995

    Acquerelli con caffè e coca cola su salviette da bar, dispenser

    Particolare dell’installazione in un bar.

  • Tatoos, 1995

    Tatoos, 1995

    Laser copy su pilone di cavalcavia

    Dallo sfondo dei paesaggi è scomparsa l’anima del mondo (Weltseele). Il traffico moltiplica luoghi non idenditari, “rovine del presente” che non custodiscono memorie, non fanno a tempo. Allora non si tratta più di farne immagini dei paesaggi, ma di dislocarsi sulla loro pelle, di segnarli con la balbuzie lieve dei “tatoos”. Tracce destinate a sparire velocemente, perché i paesaggi cambiano pelle ogni mattina, ma per un attimo avranno abitato, relazionato diversamente lo sguardo delle persone e delle cose, rappresentato e celebrato in scala 1:1 luoghi anonimi che restano pur sempre i luoghi dove continuiamo a mettere in scena le nostre storie, i nostri pensieri, la qualità dei nostri sentimenti.

  • Tatoos, 1995

    Tatoos, 1995

    Piantina dei siti.

  • Tatoos, 1995

    Tatoos, 1995

    Laser copy su retro stazione e palo della luce
  • L’ospite, 1996

    L’ospite, 1996

    Acrilici su tela installata
    misura ambiente
  • L’ospite, 1996

    L’ospite, 1996

    Acrilici su tela installata
    misura ambiente
  • L’ospite, 1996

    L’ospite, 1996

    Acrilici su tela installata
    misura ambiente
  • L’ospite, 1996

    L’ospite, 1996

    Acrilici su tele installate
    misura ambiente
  • L’ospite, 1996

    L’ospite, 1996

    Acrilici su tela installata
    misura ambiente
  • Carillon, 1997

    Carillon, 1997

    Campionamento sonoro per cestino di rifiuti, walkman autoreverse e casse autoamplificanti

    Opera site-specific per la mostra.

  • Lieto fine, 1997

    Lieto fine, 1997

    Campionamento sonoro, walkman, casse autoamplificanti, timer e lampadine intermittenti
  • Zoom, 1998

    Zoom, 1998

    Acrilici su tela e materiali vari
    dimensioni variabili
    Tommaso Zamarchi

    Veduta parziale della mostra.

  • Zoom, 1998

    Zoom, 1998

    Acrilici su tela e materiali vari
    Tommaso Zamarchi
  • Zoom, 1998

    Zoom, 1998

    Acrilici su tela trattata e montata su telaio
    cm 142 x 71 x 23
    Tommaso Zamarchi
  • Interiors, 1998/99

    Interiors, 1998/99

    Stampa a getto di inchiostro montata su alluminio
    cm 90 x 90
  • Interiors, 1998/99

    Interiors, 1998/99

    Stampa a getto di inchiostro montata su alluminio
    cm 90 x 90
  • Interiors, 1998/99

    Interiors, 1998/99

    Stampa a getto di inchiostro montata su alluminio
    cm 90 x 90
  • Interiors, 1998/99

    Interiors, 1998/99

    Stampa a getto di inchiostro montata su alluminio
    cm 90 x 90
  • Andata e ritorno, 1998

    Andata e ritorno, 1998

    Acrilici su tela trattata e modellata
    misura ambiente
    Antonio Maniscalco

    Andata e ritorno è un lavoro in progress cominciato nel 1986 e consiste nel ricalco con acrilici su tela trattata dei packaging accumulati nell’avvicendarsi naturale dei bisogni, selezionati per associazioni visive oppureprelevati in modo fortuito dal campo visivo del momento. Il processo di mimesi però non riesce fino in fondo, un lapsus (atto mancato) interviene a deviarne il processo e i logo finiscono su corpi sbagliati, ad abitare volumi incongrui, estraniandoli dal rapporto di identità col modello originale.

  • Andata e ritorno, 1998

    Andata e ritorno, 1998

    Acrilici su tela trattata e modellata
    misura ambiente
    Santi Caleca

    Andata e ritorno è un lavoro in progress cominciato nel 1986 e consiste nel ricalco con acrilici su tela trattata dei packaging accumulati nell’avvicendarsi naturale dei bisogni, selezionati per associazioni visive oppureprelevati in modo fortuito dal campo visivo del momento. Il processo di mimesi però non riesce fino in fondo, un lapsus (atto mancato) interviene a deviarne il processo e i logo finiscono su corpi sbagliati, ad abitare volumi incongrui, estraniandoli dal rapporto di identità col modello originale.

  • Andata e ritorno, 1998

    Andata e ritorno, 1998

    Acrilici su tela trattata e modellata
    dimensioni reali degli oggetti di riferimento

    Particolare.

  • No man’s land (andata e ritorno), 1998

    No man’s land (andata e ritorno), 1998

    Acrilici su tela trattata e modellata
    misura ambiente

    Nelle favole c’è sempre un rospo che diventa principe. Con un bacio o una bacchetta magica, c’è sempre qualcuno o qualcosa che perde il proprio stato per accedere ad una nuova condizione: così le zucche si trasformano in carrozza e le cenerentole diventano regine.
    Il procedere della “non arte” verso l’unicità (ready made) o, viceversa, dell’arte verso la serialità (pop art), ha sempre avuto ai miei occhi un valore sentimentale piuttosto che concettuale; un processo dal forte contenuto simbolico, d’altronde “simbolo non è solo ciò che tiene insieme due parti, ma è anche la testimonianza della tensione che posseggono le due parti ad unirsi”.
    La metamorfosi, l’affrancamento dalla condizione iniziale, la continua reversibilità fra l’alto e il basso, mi sono sempre sembrati i contenuti e la promessa più affascinante dell’arte contemporanea e del suo essere figura metaforica del progetto di sviluppo della modernità.
    Andata e ritorno si inserisce nell’incrinatura di questo sentimento, nella percezione di inquietanti di regressione, non tanto, o non necessariamente, dentro manifestazioni plateali, “dentro la grande storia, ma all’interno di quella piccola storia di cui è misura l’esistenza di ciascuno di noi”.

  • No man’s land (andata e ritorno), 1998

    No man’s land (andata e ritorno), 1998

    Acrilici su tela trattata e modellata
    dimensioni reali degli oggetti di riferimento

    Particolare.

  • Tatoos, 1998

    Tatoos, 1998

    Stampa a getto di inchiostro
    cm 130 x 180
  • Zoom, 1999

    Zoom, 1999

    Acrilici su tela trattata, struttura di ferro ed estrusi di polistirolo
    cm 167 x 90 x 40
    Mario Gorni
  • Zoom, 1999

    Zoom, 1999

    Acrilici su tela e materiali vari
    Tommaso Zamarchi
  • Parenti in visita, 1999

    Parenti in visita, 1999

    Flebo, alcolici, campionamento sonoro e bar
    misura ambiente
  • Emergency/Emergence, 1999

    Emergency/Emergence, 1999

    Vini di classe, contraffazioni e campionamento sonoro
    misura ambiente
  • Nonèborotalco, 2003

    Nonèborotalco, 2003

    Pittura acrilica su tela sagomata e profumata
    cm 225 x185
  • Takeaway, 2004

    Takeaway, 2004

    Plotter print su carta fustellata, incollata e trasformata in shopping bag
    dimensioni variabili

    L’installazione creata per “Flirts. Arte e pubblicità” è la resa plastica di un motto di spirito. Quotidianamente sovraesposti alla spettacolarizzazione mediatica di eventi traumatici, la X-treme Travel Agency si offre come rielaborazione dell’immaginario ferito.
    I frame selezionati per questo progetto sono tutti di provenienza telegiornalistica, souvenir mediali sottratti al quotidiano flusso informativo e riofferti in una diversa scala percettiva. La drammaticità delle immagini ridotta ad espediente grafico/decorativo mette in scena i meccanismi della memoria, degli investimenti emotivi senza effettualità, il paradosso della distanza dagli eventi e la contiguità con le immagini che, nella nuova cornice, perdono il riferimento al tempo ed al luogo di cui sono (state) documento visivo per cadere in un flusso indifferenziato.

    L’arte di disporre le macerie
    cornice incongrua
    “souvenir mediali”
    il punto critico tra vicinanza e distanza
    riofferte in una diversa scala percettiva.
    Rimuovere o negoziare?
    Microscala individuale, macroscala collettiva
    Corpo a corpo tra memoria ed oblio
    illusione di una ritrovata aderenza fra realtà e rappresentazione
    …nascondere o mostrare?
    …condizione di “testimoni visivi”
    dislocare lo sguardo.
    dialogare col reale senza aderire al reale tout court
    …il sottotesto è lo stesso ruolo dell’artista messo a nudo in una condizione non molto diversa da quella dello spettatore
    …mantenendo visibile il confine fra tra la realtà raccontata e la sua messa in scena.
    …la mancata sincronia che emerge dal gioco fra vicinanza e distanza è ciò che rende efficace queto sguardo sull’attualità.
    La scena dislocata
    …uno sguardo consapevole e non ingenuo nei confronti del reale e dell’immaginario, ammesso che sia possibile tenere separati questi due piani.
    Il venire dopo qualcosa come punto di partenza
    …Foster parla di traumatico, fantasmatico, incongruente e fuori sincrono , parole lontane ma accomunate dall’evocazione di una relazione non diretta con la realtà carica d silenzi e controtempi.
    …ovvero l’assunzione della fragilità del linguaggio dell’arte, la coscienza che l’arte non ha le forze per cambiare il mondo ma nella pratica di questa coscienza problematica che essa ha un ruolo insostituibile
    ..risignificarle
    Il gesto del raccoglire e del porgere (donare?) in una dimensione più intima ed allusiva

  • Skyline, 2004

    Skyline, 2004

    Acquarelli su carta Fabriano fustellata a mano
    dimensioni variabili
  • Real time, 2005

    Real time, 2005

    Pittura acrilica su tele sagomate
    cm 170 x 118; cm 118 x 115; cm 118 x 120
  • Real time, 2005

    Real time, 2005

    Pittura acrilica su tele sagomate
    cm 180 x 60; cm 160 x 70
  • Real time, 2005

    cm 180 x 60; cm 160 x 70

    L’installazione creata per “Flirts. Arte e pubblicità” è la resa plastica di un motto di spirito. Quotidianamente sovraesposti alla spettacolarizzazione mediatica di eventi traumatici, la X-treme Travel Agency si offre come rielaborazione dell’immaginario ferito.
    I frame selezionati per questo progetto sono tutti di provenienza telegiornalistica, souvenir mediali sottratti al quotidiano flusso informativo e riofferti in una diversa scala percettiva. La drammaticità delle immagini ridotta ad espediente grafico/decorativo mette in scena i meccanismi della memoria, degli investimenti emotivi senza effettualità, il paradosso della distanza dagli eventi e la contiguità con le immagini che, nella nuova cornice, perdono il riferimento al tempo ed al luogo di cui sono (state) documento visivo per cadere in un flusso indifferenziato.

    L’arte di disporre le macerie
    cornice incongrua
    “souvenir mediali”
    il punto critico tra vicinanza e distanza
    riofferte in una diversa scala percettiva.
    Rimuovere o negoziare?
    Microscala individuale, macroscala collettiva
    Corpo a corpo tra memoria ed oblio
    illusione di una ritrovata aderenza fra realtà e rappresentazione
    …nascondere o mostrare?
    …condizione di “testimoni visivi”
    dislocare lo sguardo.
    dialogare col reale senza aderire al reale tout court
    …il sottotesto è lo stesso ruolo dell’artista messo a nudo in una condizione non molto diversa da quella dello spettatore
    …mantenendo visibile il confine fra tra la realtà raccontata e la sua messa in scena.
    …la mancata sincronia che emerge dal gioco fra vicinanza e distanza è ciò che rende efficace queto sguardo sull’attualità.
    La scena dislocata
    …uno sguardo consapevole e non ingenuo nei confronti del reale e dell’immaginario, ammesso che sia possibile tenere separati questi due piani.
    Il venire dopo qualcosa come punto di partenza
    …Foster parla di traumatico, fantasmatico, incongruente e fuori sincrono , parole lontane ma accomunate dall’evocazione di una relazione non diretta con la realtà carica d silenzi e controtempi.
    …ovvero l’assunzione della fragilità del linguaggio dell’arte, la coscienza che l’arte non ha le forze per cambiare il mondo ma nella pratica di questa coscienza problematica che essa ha un ruolo insostituibile
    ..risignificarle
    Il gesto del raccoglire e del porgere (donare?) in una dimensione più intima ed allusiva

  • Tempo reale (all bran), 2005

    Tempo reale (all bran), 2005

    cm 120 x 155 x 30