Takeaway, 2004

Plotter print su carta fustellata, incollata e trasformata in shopping bag
dimensioni variabili

L’installazione creata per “Flirts. Arte e pubblicità” è la resa plastica di un motto di spirito. Quotidianamente sovraesposti alla spettacolarizzazione mediatica di eventi traumatici, la X-treme Travel Agency si offre come rielaborazione dell’immaginario ferito.
I frame selezionati per questo progetto sono tutti di provenienza telegiornalistica, souvenir mediali sottratti al quotidiano flusso informativo e riofferti in una diversa scala percettiva. La drammaticità delle immagini ridotta ad espediente grafico/decorativo mette in scena i meccanismi della memoria, degli investimenti emotivi senza effettualità, il paradosso della distanza dagli eventi e la contiguità con le immagini che, nella nuova cornice, perdono il riferimento al tempo ed al luogo di cui sono (state) documento visivo per cadere in un flusso indifferenziato.

L’arte di disporre le macerie
cornice incongrua
“souvenir mediali”
il punto critico tra vicinanza e distanza
riofferte in una diversa scala percettiva.
Rimuovere o negoziare?
Microscala individuale, macroscala collettiva
Corpo a corpo tra memoria ed oblio
illusione di una ritrovata aderenza fra realtà e rappresentazione
…nascondere o mostrare?
…condizione di “testimoni visivi”
dislocare lo sguardo.
dialogare col reale senza aderire al reale tout court
…il sottotesto è lo stesso ruolo dell’artista messo a nudo in una condizione non molto diversa da quella dello spettatore
…mantenendo visibile il confine fra tra la realtà raccontata e la sua messa in scena.
…la mancata sincronia che emerge dal gioco fra vicinanza e distanza è ciò che rende efficace queto sguardo sull’attualità.
La scena dislocata
…uno sguardo consapevole e non ingenuo nei confronti del reale e dell’immaginario, ammesso che sia possibile tenere separati questi due piani.
Il venire dopo qualcosa come punto di partenza
…Foster parla di traumatico, fantasmatico, incongruente e fuori sincrono , parole lontane ma accomunate dall’evocazione di una relazione non diretta con la realtà carica d silenzi e controtempi.
…ovvero l’assunzione della fragilità del linguaggio dell’arte, la coscienza che l’arte non ha le forze per cambiare il mondo ma nella pratica di questa coscienza problematica che essa ha un ruolo insostituibile
..risignificarle
Il gesto del raccoglire e del porgere (donare?) in una dimensione più intima ed allusiva