WURMKOS


Diapositive

De Robertis, A: Valente Installazione Casa Veneta muggia 1989

Angela Tortorici Senza titolo
veduta parziale della mostra Care/of
Cusano Milanino ottobre 1990

Antonio Valente Sedie
32×32 ogni modulo .Tecnica mista su legno Care/of
Cusano Milanino, ottobre 1990

Caterina Caserta Armadio verde 1990
120x l50 cm acrilici su tela e muro Babylonia e.v. Kulturzentrum Berlino marzo 1991

Wurmkos
opera collettiva
Installazione Galleria Maerz Linz febbrio 1992

Antonio Valent e Sedie
dipinto murale
Galleria Maerz Linz febbraio 1992

Wunnkos Design Spazio Viafarini Milano aprile 1992

Nicola Santoro
Tavolo, 1992
cm 51,5 x 52,5 x 41
acrilico e carboncino su legno

Antonio Valente
Sedia , 1992
modulo, pittura e olio su cartoncino telato

Susanna Abate
Bandiere
stoffa cucita, alluminio cemento
cm 100 x l00 x 400
Installazione esterna
Henry Thomas Gallery Carmarthenshire ,Galles aprile 1993

S. Abate, L. Casarin,
A.G. Dell’acqua, I. De Robertis, S. Fede, G. Fratto, N. Santoro ,A. Tortorici, A. Valente Henry Thomas Gallery
Carmarthenshire, Galles aprile 1993

Caterina Caserta
Senza titolo , misure variabili particolar e dell’installazione
Henry Thomas Gallery
Carmarth enshir e ,Galles aprile 1993

Caterina Caserta, Antonio Valente Bandiere
17 Antonio Valente
dimensioni variabili
installazione esterna
Arenschoop settembre 1992

Antonio Valente
Installazione
Care/of spazio d’arte contemporanea Cusano Milanino febbraio 1995

Antonio Valente
Installazione
Care/of spazio d’arte contemporanea
Cusano Milanino febbraio 1995

Antonio Valente
Installazione
Care/of spazio d’arte contemporanea
Cusano Milanino febbraio 1995

Antonio Valente
Installazione
Care/of spazio d’arte contemporanea
Cusano Milanino febbraio 1995

Caterina Caserta
Installazione
Galleria Bordone Milano 1995

Caterina Caserta
Installazione
Galleria Bordone Milano 1995

Caterina Caserta
Installazione
Galleria Bordone Milano 1995


WURMKOS Eden – tana – abitare, Basse MAC / PC

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosEden, 2001, Guidetti

WurmkosTana, 2002, altra porta con cuscini

WurmkosTana, 2002, batteria sola

WurmkosTana, 2002, bimbi al tavolo

WurmkosTana, 2002, cavallina

WurmkosTana, 2002, cuscinone

WurmkosTana, 2002, i grandi totale

WurmkosTana, 2002, Pasquale, tavolo e bimbo

WurmkosTana, 2002, porta e mano

WurmkosTana, 2002, si disegna

WurmkosTana, 2002, totale stanza

WurmkosAbitare, 2004, pianta pavimenti

WurmkosAbitare, 2004, maquette

WurmkosAbitare, 2004, pavimento cucina

WurmkosAbitare, 2004, disegno tavolo

WurmkosAbitare, 2004, laboratorio

WurmkosAbitare, 2004, maquette mobili

WurmkosAbitare, 2004, laboratorio colori

WurmkosAbitare, 2004, pavimento camera


Database Opere

Fa 1997
Con il progetto “Fa”  Wurmkos ha voluto misurarsi nel confronto diretto con gli altri, piuttosto che concentrarsi sul percorso espressivo autonomo. Ciò si è tradotto in un “teatro” di relazioni tra gli artisti del gruppo e le persone che hanno frequentato la galleria Bordone per un mese di intenso lavoro in comune, tra cui gli artisti Alessandro Cravera, Francesco Dal Bosco, Nevio Gambula, Cesare Pietroiusti e Luca Quartana – trasferito armi e bagagli per incrociare, attraverso il fare, dinamiche private e pubbliche, normalità e follia, individualità e collettività. In questo mese di lavoro abbiamo assistito a una molteplicità di interrelazioni tra individui e cose. Attraverso un fare in movimento si è continuamente costruito e decostruito lo spazio, operando trasformazioni e reinterpretazioni. È il rendersi evidente di un’attitudine a pensare e agire attraverso contesti e non secondo regole predeterminate.
Galleria Bordone, Milano

Tre 1998
“Tre” è un work in progress in cui si è privilegiato l’aspetto della relazione e del coinvolgimento emotivo delle persone con le opere piuttosto che la loro semplice ambientazione nello spazio. Gli artisti avevano progettato oggetti che volevano essre indossati e manipolati da altre persone. Lungo la durata della mostra abbiamo chiesto la collaborazione di tutti coloro che conoscevano o volevano conoscere l’attività di Wurmkos, invitandoli ad “agire” le creazioni degli artisti. Le persone e i gruppi che hanno collaborato, fra loro diversissimi, hanno svolto un ruolo molto attivo: abbiamo discusso e progettato insieme a loro. Questo perché non si voleva un coinvolgimento e una partecipazione indifferenziata: l’obiettivo era quello di instaurare un rapporto con quella data persona e non con un individuo qualsiasi. Si è voluto evitare un atteggiamento molto diffuso oggi nel mondo dell’arte che vede il coinvolgimento assunto a paradigma indifferenziato, strumentale e alla moda.
Figure dell’anima, Castello Visconteo, Pavia e Palazzo Ducale, Genova

Tana 2000
Carboncino, grafite e tecnica mista su carta, gommaspugna e stoffa
dimensioni variabili
Dalla casa alla tana alla casa.
Alcuni dei precedenti lavori di Wurmkos hanno indagato il concetto di casa case fatte di oggetti, di sole finestre e porte, casette trasportabili, pavimenti, appartamenti, stanze con l’attitudine espressiva propria del fare artistico, senza troppo badare alla funzionalità.
E adesso la tana. Gli animali si costruiscono la tana, architettura precisa per la propria misura. E allora questa mostra è una tana: tutti i pavimenti coperti di tappeti bianchi (si entrerà senza scarpe) nei quali si aprono buchi o emergono sporgenze e forme in cui entrare o accucciarsi, sulle pareti decine e decine di disegni di Wurmkos su casa e tana, ma anche ciò da cui derivano, scritti, disegni architettonici, disegni di tane di animali rigorosamente, in bianco e nero.
E poi la casa. Tutte queste elaborazioni tornano allo spazio reale in cui vivono la maggior parte dei Wurmkos, la Comunità Parpagliona nella quale un lavoro di ricostruzione della storia della casa, attraverso una serie di immagini fotografiche di archivio – a cui hanno partecipato sia Wurmkos che gli artisti coinvolti su questo progetto, che gli operatori che qui lavorano – vuole essere il prologo di un recupero e di una ristrutturazione degli spazi interni della comunità.
Galleria Bordone, Milano

Isole sonore 2006
Progetto di sculture sonore
Il progetto è stato pensato a partire da una richiesta della Provincia per inContemporanea numero zero nel 2006. Non è mai stato realizzato, in parte per ragioni di costo ma soprattutto perché non è stato possibile trovare la piena disponibilità concreta di tutti gli attori istituzionali coinvolti.
Il progetto ha poi preso un’altra direzione diventando un CD musicale in 250 copie+50 in edizione limitata.
Rendering MDT&STudio.

Wurmkos Abitare Gwangju 2007
147 disegni, 2 sedie
dimensioni variabili
Less, Gwangju Design Biennale, Corea

Wurmkoskammer 2007
dimensioni variabili
Installazione costituita da armadi assemblati come stanze, anfratti in cui soggiornare: si passa da un armadio ad un altro seguendo un percorso interno; ambienti delle “curiosità”, nei quali si può camminare, conversare, sentire odori, ammirare oggetti e sculture insolite, opere, progetti e frammenti di un percorso artistico. Lo spazio si fa nuova entità, quasi un teatro di eventi. Entrare nelle stanze-armadi è come infilarsi in alcune storie particolari, fare i conti
con il contenuto e le possibili funzioni di ogni spazio. Sono evidenti i rimandi
a naturalia et mirabilia in cui il visitatore mette insieme e crea quelle connessioni visive e concettuali che, parafrasando Adalgisa Lugli, possiamo definire operazione di cultura polisemica.
La Wurmkoskammer si esprime nello stupore di oggetti/opere che
nella loro sedimentazione di tappe e momenti del passato si riattualizzano e tornano a vivere sotto nuove spoglie; non si tratta di un allestimento di un percorso temporale ma del percorso stesso che in quanto tale spinge il visitatore a rivedere gli oggetti come tracce di un processo ancora in fieri piuttosto che come icone del passato.
inContemporanea, Triennale, Milano

Wurmkoskammer 2007
dimensioni variabili
inContemporanea, Triennale, Milano

Wurmkosbau 2008
dimensioni variabili
Il titolo, una citazione esplicita di Schwitters, contiene tutti i significati della parola tedesca bau: costruzione, struttura, ma anche scenario; un titolo programmatico, come in molti dei più recenti lavori del gruppo. È uno spazio legato al corpo, ai molti corpi che abitandolo ne faranno un “recinto relazionale”. Ed è proprio sul limite fisico di questo recinto che si formeranno e stratificheranno le immagini, come su uno schermo mobile che registra il passaggio delle persone, complici del progetto. Lo scopo di questo agire non è altro che la coesistenza con gli altri; il trascorrere del tempo, un tempo fatto di condivisione, solidarietà e ricerca di prossimità. Wurmkosbau è una struttura autoportante di legno e plexiglas di circa 20 mq. per tre metri di altezza. La struttura e le pareti trasparenti di Wurmkosbau, ricordano in modo sintetico una costruzione: un edificio aperto nel quale chiunque può soggiornare, entrare e uscire. Questa struttura è però solo l’ossatura dell’opera, il “cartone preparatorio del dipinto”. L’opera è stata fatta durante i tre giorni di incontemporanea: un gruppo di persone -che si sono alternate nei tre giorni- (Wurmkos, studenti dell’Accademia di Brera, del liceo artistico Caravaggio, persone con disagio psichico utenti di Cooperativa La ginestra di Cremona) hanno lavorato sulle pareti dello spazio che è stato interamente coperto di segni. Mentre si disegna sulle pareti trasparenti si incrociano gli sguardi di chi lavora dentro e di chi lavora fuori. I disegni si mischiano, in un pastiche che incorpora generi e segni diversi: un work in progress libero ma controllato dalle dimensioni dello spazio e dalla lunga pratica di Wurmkos.
inContemporanea, Triennale, Milano

Wurmkosbau 2008
dimensioni variabili
inContemporanea, Triennale, Milano