Teresa Iaria
Database Opere
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String Mode, 2004
Stampa lambdadimensioni variabiliIl concetto guida è sempre quello dell’ologramma per cui ogni parte riflette l’ordine globale della struttura implicita attraverso l’auto-somiglianza. L’immagine generata non è altro che la proiezione bidimensionale di un oggetto più complesso visibile solo virtualmente nell’elaborazione in 3D. In “String mode” dieci segni si ripetono in colonna. Sono le proiezioni delle vibrazioni delle corde che emettono i suoni musicali. Come una corda di violino può vibrare su una infinità di toni, così una stringa descrive infiniti tipi di particelle. In “String mode” le figure disegnano nei loro avvolgimenti suoni all’unisono ad intervallo d’ottava, di quinta, e di quarta. Analogamente pare che le particelle elementari, secondo la teoria delle stringhe, vibrano come le corde di un violino emettendo una musica cosmica. Ogni elemento è stato disegnato a mano e poi composto e moltiplicato attraverso le tecnologie. L’immagine visibile appare come uno spartito ideale in cui sono visibili le proiezioni dei suoni. L’immagine può essere stampata con dimensioni variabili determinate dall’ambiente in cui verrà installata.
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From String to loop, 2005
00:04:46From string to loop riflette le ultime teorie della fisica teorica in particolare “la Teoria delle stringhe” e la “Teoria dei Loops”. Le due teorie suggeriscono modelli del mondo dell’invisibile popolato in un caso da stringhe (particelle elementari unidimensionali) vibranti su unici dimensioni e dall’altro da loops che costituiscono la struttura dello spazio-tempo. “From string to loop” è concepito sulla base di un principio ologrammatico, per cui ogni parte riflette l’ordine globale della struttura implicita attraverso l’auto-somiglianza. L’immagine generata non è altro che la proiezione bidimensionale di un oggetto più complesso visibile solo virtualmente nell’elaborazione in 3D. L’immagine-proiezione è una membrana o “brana” in cui stringhe e loops sono connesse da piccole figure che saltano utilizzando sottili cordicelle.Ad ogni salto il loop sottostante si dilata e sembra inghiottire la figura contemporaneamente la cordicella ritma e coordina il tempo di elevazione. L’oggetto complesso visibile in 3D è una membrana simile alla striscia di Moebius che è a sua volta stringa e loop.
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Multiverse, 2005-2006
Elaborazione 3D00:04:02“Multiverse” è concepito sulla base di un principio ologrammatico, per cui ogni parte riflette l’ordine globale della struttura implicita attraverso l’auto-somiglianza.
L’immagine generata non è altro che la proiezione bidimensionale di un oggetto più complesso (un Buco nero) visibile solo virtualmente nell’elaborazione in 3D. La proiezione è costituita da una membrana o “brana” sulla quale una infinità di punti rossi indicano intervalli spazio-temporali. Sulla superficie dove ipoteticamente la curvatura è maggiore, determinata dalla forza gravitazionale o dove virtualmente si colloca il cosiddetto “orizzonte degli eventi”, troviamo una miriade di stringhe i cui capi sono imprigionati alla membrana in corrispondenza degli intervalli spazio-temporali. La proiezione è visitata da un ippocampo che ha la funzione di rendere l’immagine fluida e dinamica (il cavalluccio nuota tra le stringhe). Ma ha un ruolo importante nell’elaborazione in 3D perché indica con la sua presenza il dentro e il fuori dell’oggetto. Infatti quando l’oggetto si completa compare un’altro ippocampo identico a quello posto dentro. Questo fenomeno evidenzia una sorta di “Entanglement”: due elementi posti a distanza risultano correlati e istantaneamente influenzati trascendendo lo spazio e il tempo. -

Frequence, 2007
Pianoforte, fili di seta, due disegni, composizione Atmosphère di Gyorgy Ligetidimensioni variabili“Frequence” è un progetto che nasce da una riflessione sulla nozione di “campo”, inteso come oneness, totalità degli eventi possibili, composto da una infinità di onde e traiettorie. La nostra percezione comune dell’universo fisico non è altro che il più probabile tra gli infiniti stati virtuali, seguendo l’idea di Richard Feynman sulla meccanica quantistica come “somma dei cammini”. L’installazione prevede due grandi disegni in cui una piccola testa guida una infinità di capelli ondeggianti, proiezione delle infinite traiettorie possibili. Al centro è posta una scultura composta da fili di seta che sembrano misurare la frequenza dei suoni che si percepiscono nella stanza. La frequenza viene rivelata da un intervallo di tempo che si ripete identico o quasi identico, così i fili ordinano ed esplicano il flusso caotico dei cammini ondulatori e delle loro vibrazioni. Il centro ideale dell’installazione è una composizione di György Ligeti. La complessa polifonia di ciascuna parte è incorporata in un flusso armonico musicale elastico in cui gli elementi di un tema determinano una forma melodica su diversi livelli costruendo frattali ritmici ed armonici sovrapposti a strati l’uno sull’altro, allontanandosi sempre più da una concezione “lineare” per arrivare ad una “non-lineare” dove più elementi coesistono e si rivelano intrecciati nello spazio e nel tempo.
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Frequence, 2007
dimensioni variabiliDettaglio dell’installazione.



