Stefano Mandracchia

Database Opere

  • 5 Super8, 2002

    5 Super8, 2002

    5 film 8mm
    00:12:00

    Lavorare con il super 8 è come dipingere, o fare un’illustrazione. In questo caso la scelta dei soggetti non è fondamentale, l’intenzione è nel montaggio. Ogni filmino è scandito dalla sequenza numerica relativa alla durata, in secondi, di ogni singola inquadratura (ad esempio 3, 3, 3, 2, 2, 5, 5, 3…). Ogni sequenza è casuale ed estemporanea, operata sempre in fase di ripresa, non è montaggio in fase di post-produzione. Questo crea un legame con il sonoro, scelto e aggiunto successivamente. Avevo letto di come Kenneth Anger pensasse i suoi film sulla base delle teorie esoteriche dell’occultista Alistair Crowley e mi piaceva riprendere questa relazione tra cinema e magia attraverso rapporti matematici (visto che anche la musica è matematica).

  • Condominio da spiaggia (progetto), 2004

    Condominio da spiaggia (progetto), 2004

    progetto
    dimensioni variabili

    Il progetto del condominio da spiaggia è lo spunto per una riflessione ironica sull’architettura, partendo dagli studi effettuati da Le Corbusier sulle necessità e i vantaggi delle sue Unità. Purtroppo, nella storia dell’architettura, i fraintendimenti e gli abusi di questa grande idea sono stati numerosissimi e dagli esiti disastrosi. L’idea è semplicemente trasferita dal contesto residenziale/urbano a quello balneare. In che modo cambierebbe ad esempio un litorale come quello adriatico se la disposizione delle unità balneari fosse organizzata su strutture a torre, lasciando libera gran parte della spiaggia? Da un punto di vista paesaggistico la situazione migliorerebbe? E come cambierebbero le abitudini dei bagnanti?

  • Robomantic, 2004

    Robomantic, 2004

    materiali vari
    dimensioni variabili
  • Screen (per luca t.), 2006

    Screen (per luca t.), 2006

    Legno, pannelli in polionda
    cm 300 x 400 x 1,8
  • Wall, 2006

    Wall, 2006

    Video DVD
    00:24:34

    ‘Wall’ nasce da una ricerca sulle strutture a griglia che comprendeva diversi progetti per installazioni. Uno degli aspetti più interessanti di questo tipo di strutture è il fatto di essere composte, nella maggior parte dei casi, da materiale non trasparente, ma di essere comunque in grado di consentire il passaggio della luce. La griglia di cartoncino bianco, poggiata a contatto con lo schermo televisivo, si colora delle luci delle immagini in onda. Le immagini sono amplificate in pixel tridimensionali più grandi che le rendono astratte. La griglia diventa quindi una specie di scultura di luce in continuo movimento, dall’aspetto anche molto pittorico. La particolare struttura della griglia, facilmente riconducibile all’iconografia quasi fumettistica del muro di mattoni, propone una riflessione sul significato del ‘supporto’ della videoproiezione. E’ anche un chiaro riferimento ad un determinato tipo di architettura, in particolar modo ai frangisole (ancora una struttura specificamente creata per avere a che fare con la luce) di alcuni celebri edifici di Le Corbusier (il palazzo di giustizia di Candigarh, ad esempio). Infine, il riferimento alla televisione: non è mia intenzione suggerire una critica alla televisione associandola all’iconografia del muro (io stesso mi ritengo invece un sostenitore della televisione più bassa e cosiddetta trash). Piuttosto volevo svelare, attraverso un artificio elementare, il potenziale ipnotico di questo mezzo, la sua capacità di attrarci, come una moderna lanterna magica.

  • Wall, 2006

    00:24:34

    ‘Wall’ nasce da una ricerca sulle strutture a griglia che comprendeva diversi progetti per installazioni. Uno degli aspetti più interessanti di questo tipo di strutture è il fatto di essere composte, nella maggior parte dei casi, da materiale non trasparente, ma di essere comunque in grado di consentire il passaggio della luce. La griglia di cartoncino bianco, poggiata a contatto con lo schermo televisivo, si colora delle luci delle immagini in onda. Le immagini sono amplificate in pixel tridimensionali più grandi che le rendono astratte. La griglia diventa quindi una specie di scultura di luce in continuo movimento, dall’aspetto anche molto pittorico. La particolare struttura della griglia, facilmente riconducibile all’iconografia quasi fumettistica del muro di mattoni, propone una riflessione sul significato del ‘supporto’ della videoproiezione. E’ anche un chiaro riferimento ad un determinato tipo di architettura, in particolar modo ai frangisole (ancora una struttura specificamente creata per avere a che fare con la luce) di alcuni celebri edifici di Le Corbusier (il palazzo di giustizia di Candigarh, ad esempio). Infine, il riferimento alla televisione: non è mia intenzione suggerire una critica alla televisione associandola all’iconografia del muro (io stesso mi ritengo invece un sostenitore della televisione più bassa e cosiddetta trash). Piuttosto volevo svelare, attraverso un artificio elementare, il potenziale ipnotico di questo mezzo, la sua capacità di attrarci, come una moderna lanterna magica.