“Il titolo è un omaggio a un capitolo de “La montagna incantata”, il romanzo di Thomas Mann, e un omaggio alla storia degli anni passati in sanatorio dal protagonista, Giovanni Castorp, a curare la propria tubercolosi. Nel video io sono in apnea, nel tentativo continuo di aprire e chiudere un ombrello, di camminare, di muovermi, di proteggermi con un oggetto in uno spazio dove non esiste caduta, dove il mio peso diventa inconsistente e ogni mio movimento difficoltoso, in uno spazio che non presenta elementi ostili, perché semplicemente è esso stesso ostile, pur nella sua accoglienza, alla vita dell’uomo.”