Gianluca Codeghini


CD – Rom 2004

Dialogue with outlook

“Repeat” LSD Project per un nuovo realismo varie collaborazioni
01 Recycle 2’22”

“Repeat” LSD Project per un nuovo realismo varie collaborazioni
02 Repeat 3’02”

“Positi-on” 5 oggetti sonori
03 on 1’16”

“Positi-on” 5 oggetti sonori
04 preview image 3’42”

“Positi-on” 5 oggetti sonori
05 off 4’44”

“Mi viene da scolpire sui denti la patologia del benessere”
06 allo specchio 3’55”

“Mi viene da scolpire sui denti la patologia del benessere”
07 a stelle a strisce 2’58”

“Mi viene da scolpire sui denti la patologia del benessere”
08 la patologia del benessere 3’21”

“Esercizi per evitare la guerra” per “guerra materia” video sul futurismo di D. Bellini
11 1’18”

“Esercizi per evitare la guerra” per “guerra materia” video sul futurismo di D. Bellini
12 5’04”

“Esercizi per evitare la guerra” per “guerra materia” video sul futurismo di D. Bellini
13 0’42”

“Noia” ambienti sonori tratti dalla lettura di W. Gombrowicz
09 la coscienza e l’asciugamano 5’14”

“Noia” ambienti sonori tratti dalla lettura di W. Gombrowicz
10 hai finito di trascinare le gambe a questo modo? 1’58”

“Ma che bello” oggetti sonori per “OTELLO” spettacolo teatrale di E. Corti
14 lentello 1’28”

“Ma che bello” oggetti sonori per “OTELLO” spettacolo teatrale di E. Corti
15 manestrello 0’38”

“Ma che bello” oggetti sonori per “OTELLO” spettacolo teatrale di E. Corti
16 ma che bello 0’39”

“Le jardin sauvage” uncode project 9 oggetti sonori
17 the sensibility of objects 5’35”

“Tu…tu…turna a surriento” oggetti sonori per “Zanardelli” video di D.Bellini
18 prestanza 0’28”

“Tu…tu…turna a surriento” oggetti sonori per “Zanardelli” video di D.Bellini
19 z a surriento 2’01”

“Tu…tu…turna a surriento” oggetti sonori per “Zanardelli” video di D.Bellini
20 turna 0’40”

“Il canto di Ada” selezione tra 00/04 per il video su Ada Negri di D. Bellini
21 motivo di tutto 2’39”

“Il canto di Ada” selezione tra 00/04 per il video su Ada Negri di D. Bellini
22 ripensamenti 0’27”

“Respiratory protection program” raccolta
23 therapy 3’56”

“Respiratory protection program” raccolta
24 rewriting tule of biology 3’53”


CD – Rom 2004

Dialogo senza sguardo

Stalle e stelle


CD – Rom “PICEMEAL noise for 18 musicians”, 2008


Database Opere

Porzione di manico asessuato 1991 Fotografia da performance
Progetto in evoluzione negli anni.

Porzione di manico asessuato 1991 Fotografia da performance
Progetto in evoluzione negli anni.

Ripasso 1992
Collage

Spasso e chiudo 1992/93
Progetto per performance.

Guardati alle spalle 1993
Performance in tre diversi luoghi di Firenze.
Abitazione di Francesca Sorace, Firenze

L’istituzione si propone di transformare (Porzione di manico asessuato) 1993 Fotografia da performance
Progetto in evoluzione negli anni.

La caverna degli spaventapasseri ovvero una metafora architettonica tra il voler far bene e il voler male 1994 Videogame

La caverna degli spaventapasseri ovvero una metafora architettonica tra il voler far bene e il voler male 1994 Videogame

La caverna degli spaventapasseri ovvero una metafora architettonica tra il voler far bene e il voler male 1997
Videogame

La patologia del benessere 1996
Installazione sonora
Esperienze della saggezza, Ex Ospedale Psichiatrico Osservanza di Imola (BO)

Conservare fuori dalla portata 1992
50 elmetti da minatore, registrazione sonora
Due stanze, la prima più piccola, asettica, la seconda quattro volte più ampia, un loft in decadimento senza intonaco, entrambe oscurate.
Il buio della prima stanza è attraversato da un fascio di luce che crea sul muro un oblò di luce talmente intensa che al posto di svelare nega all’occhio la percezione della scritta in essa contenuta. Sempre nella stessa stanza troviamo appesi, ai lati della soglia con il secondo spazio, in ordine geometrico 50+50 lampade da indossare sul capo, molto simili a quelle dei minatori, con una fascia elastica e una torcia a batteria. Cingiamo il capo con la lampada e oltrepassiamo la soglia, apparentemente la stanza sembra vuota, però ci sono altri spettatori intenti a cercare qualcosa che non c’è. La cecità, la voltità e la vuotezza si moltiplicano negli sguardi che si cercano, perché anche il volto sparisce nella luce contro luce di chi si ha di fronte. Stiamo al gioco, guardiamoci, tocchiamoci, parliamoci, ma senza vederci. Ma non è finita questa storia perché in un angolino della stanza, ad altezza dell’orecchio, una piccola cassa sussurra a tempo di rap una fiaba del c’era una volta.
Viafarini, Milano

Porzione di manico asessuato 1994 Giradischi in funzione, casse, tavolino, custodie e cofanetti di dischi
misura ambiente
Formazione di un archivio sonoro per tre voci: i dischi musicali dei miei genitori, i dischi incantati della mia infanzia ovvero le fiabe e i dischi con registrazioni dei comizi di personaggi politici.
Installazione variabile: giradischi in funzione, collegato alle casse, tavolino o le stesse casse come supporto delle custodie e cofanetto dei dischi.
Con un bollino rosso fermo l’istante sonoro in cui si verifica un collasso informativo, provocato dall’accumularsi della polvere sulla puntina del giradischi, a un certo punto la puntina non ha più aderenza e slitta provocando un fruscìo.
Da questo momento il bollino rosso posizionato su quel punto continuerà a ripetere come un loop sempre lo stesso suono o parola.
Alcuni titoli dei cofanetti:
1- cofanetto dell’erba voglio – 45 giri
2- cofanetto degli alpini – 33 giri
3- cofanetto le voci della storia – 33 giri.
Domestic violence, Abitazione di Giò Marconi, Milano

La decisione errante 1997
Impianto sonoro
cm 250 x 16 x 100
Sette woofer di misure diverse pulsano al ritmo incalzante di un pezzo musicale trance (realizzato per l’occasione), il riso contenuto nei coni sobbalza agli impulsi e lentamente fuoriesce. Con il variare del volume aumenta o diminuisce la gettata del riso.
Generazione Media, Palazzo della Triennale, Milano

“Noi se” Nessun Ossimoro In Suggestivi Enunciati ovvero una metafora a contenuto informativo nullo 2004
Luce al neon
cm 30 x 10 x 100
Perché come ricorda Deleuze a tale riguardo: “Il rumore roboante e le conseguenze catastrofiche dei grandi appetiti si avvicenda, pur strettamente correlato, con il silenzio dell’incrinatura, che si insinua senza dare nell’occhio e segna le persone per la vita […]”. Perché diverse definizioni di “Noi se” vengono date in diversi campi del sapere, tanto che colui il quale volesse formulare una teoria del rumore, o una teoria sociale della protasi di un periodo ipotetico potrebbe trovarsi con il dubbio di aver teorizzato altro o di non aver teorizzato affatto.
Insideout, Rialto, Roma

Dalle stalle alle stelle 1993
3 giorni, performance tra i sassi di Matera

Guardati alle spalle 1994

Ma che bello 1998
Musiche per “Otello, una tragedia del colore” di E. Corti realizzata con mixmedia.
01 – Lentello 1’44”
02 – Ritornello 1’54”
03 – Menestrello 3’43”
04 – Ma che bello 0’55”
05 – Otello 3’54”

Exercises to order avoid the war 1999 Oggetti sonori
00:01:18; 00:05:04; 00:00:42; 00:05:07; 00:03:37
Video di D. Bellinni

Dialogo senza sguardo 2004
Directed: Annamaria Sambucco
Editing: EYE Fabrizio Gilardoni
Music Composer: Gianluca Codeghini
laciecamateria production
Gianluca Codeghini ©1992-2004

Respiratory protection program 2004
Uncode Air Management Project, di Pietro Braione e Gianluca Codeghini

Warburghiana 2005
A. Andrighetto, D. Bellini, G. Codeghini, E. Grazioli (www.warburghiana.it)

Esercizio preparatorio 2005 Cofanetto nero, 4 foto stampa lambda b/n su carta fotografica montata su alluminio e plastificata, cd audio
cm 30 X 30

Didatica Lapse_n. 4, Purple Sound Ambiente 2005-06
Una grande installazione riempie la stanza della galleria di congegni, cavi, amplificatori e quant’altro. E’ evidente che si tratta di strumentazione sonora, ma la stanza è chiusa, si può solo – si deve – guardare da fuori, dalla finestra sulla strada o dal vetro della porta, e tendere l’orecchio.

Crudeltà inaudita 2007
Struttura in legno nera, soldatini bianchi e due gatti
Con Dario Bellini. ATLANTIC una storia vera: La fabbrica italiana di giocattoli produttrice delle serie di figure militari di tutti i tempi chiuse i battenti negli anni ’80. Gli stampi originali furono in parte acquistati da un imprenditore iracheno che intendeva distribuirli nel proprio paese. A causa dell’invasione del Kuwait, che portò poi alla prima Guerra del Golfo, l’invio venne bloccato al confine e gli stampi rispediti a
Milano. Da lì vennero mandati in Giordania e per alcuni anni se ne persero le tracce. In un momento di tregua arrivarono per vie traverse a destinazione, ma la fabbrica, con la seconda invasione dell’Iraq da parte di George W. Bush, fu distrutta da un bombardamento e dei soldatini, finiti per caso in una guerra vera, non si seppe più nulla… La composizione avanza,
accompagna, attraversa l’evento con una propria strategia musicale e lo spartito risulta essere un vero e proprio campo di battaglia. L’ambiente è invaso da migliaia di soldatini bianchi, alti pochi centimetri, disseminati ovunque in posizione eretta, schierati, pronti a sfidarsi pur avendo la stessa appartenenza, la stessa divisa, tutti bianchi, tutti amici e tutti nemici. Due gattini randagi, senza patria, sono liberi di muoversi nella stanza, liberi di trastullarsi e di giocare con i soldatini. Allo stesso tempo appaiono teneri e crudeli. La performance musicale incalza la loro azione felina e dirompente.

Tutto quello che scivola via 2006
Ferro laccato bianco, luce al neon, woofer, cd audio e hi-fi
cm 200 x 202 x 306
Lavoro selezionato, Premio Internazionale Giovane Scultura Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano.
E’ una scultura a forma di leggio, è composta da un piano luminoso inclinato dove scivolano lentamente dei woofer. Il suono provoca delle vibrazioni che fanno slittare i woofer verso il basso. Il brano è una composizione con voci e musica elettronica. Le voci leggono gli appunti lasciati abusivamente su i margini dei libri di una biblioteca.
Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano

Pezzetti e bocconi 2008-2009
18 performer, disturbi vocali, pedana nera – foto, video e LP33 edizione limitata
Un coro composto da 18 elementi deve eseguire la composizione “Pezzetti e bocconi/Piecemeal” esecuzione che prevede il tentativo di creare da parte dei coristi un rumore di fondo il più simile possibile al rumore bianco.
neon>fdv, Milano

POSITI.ON music for lose cotrol 1989
CD
Edizione di 30.
01 on
02 preview image
03 play
04 pause
05 stop
06 next

Talking with the hollow 1991
“The hollow men” T.S. Eliot
“We are the hollow men
We re the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw…”

I don’t know if I can 1993
Ripetevo sempre la stessa frase.
Castello di Rivara, Rivara (TO)

Alla sorgente del rumore 1994-2009 99 scatti fotografici
cm 24,5 x 33,5 x 6,5
La serie è iniziata nel 1994 e ora, nel 2009, comprende 56 soggetti

Il dito in bocca 2004
Stampa digitale su plexiglass, retro bianco e cornice bianca
cm 125 x 125
Work in progress

Dice non-dice 2005
Legno, Plexiglass, lampade, woofer, cd cm 100 x 100 x 100
E’ un gioco scultoreo, tridimensionale, da giocare. Due grandi dadi hanno i lati pari sonori con dei woofer e i lati dispari luminosi con dei faretti. I due dadi sono apparentemente immobili come in un fermo immagine che documenta un istante della loro traiettoria. E’ una scultura che “dice non-dice”, che nega se stessa “dado non dado” (il gioco di parola fra italiano ed inglese) ma è anche un ritorno allusivo al contatto piacevole delle cose elusive e mutevoli. Il lento svolgersi dell’evento ha come protagonisti il vedere, il suonare e l’ascoltare. Dunque lo spettatore viene rimesso in gioco percettivamente, rigiocato, diventa altro, immagine, riflessione, visualizzazione di uno spazio in movimento ma a questo punto i dadi sono tratti, Les jeux sont fait…
Galleria Francosoffiantino, Torino

Crudeltà inaudita per intonarumori 2007
Intonarumori, laptop, digital audio
Con Dario Bellini. La composizione avanza, accompagna, attraversa l’evento con una propria strategia musicale e lo spartito risulta essere un vero e proprio campo di battaglia. Musiche per “intonarumori” (ricostruzioni dai disegni originali di Luigi Russolo), laptop e rumore digitale, composte da Gianluca Codeghini con il contributo dal vivo di Dario Bellini che ha curato la regia video.
Mart – museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Il riso fa sangue 2008
Foto, cover lambda e breve storia 33 e 45

Siamo stati imprevidenti 1990

Noi li aspettiamo svegli 1990
Suoni, proiezioni di luce, fuochi d’artificio e nebbia
Installazioni notturne in aperta campagna

Siamo stati imprevidenti 1990
Picnic: scultura abbandonata per alcune ore

Noi sappiamo aspettare 1992
Chiusura di tutte le toilette del Sacro Monte di Varallo Sesia

Frame setting 1992
Una ironica visione dell’arte moderna o contemporanea.

Poca favilla gran fiamma seconda 1993
Dal cancello semiaperto perché bloccato da una pietra comincia il percorso attraverso il parco secolare, si può entrare solo a piedi lungo un sentiero di ghiaia; a un certo punto ci troviamo a un bivio, questo è l’inizio della storia che ha tutte le caratteristiche di un gioco di ruolo. La strada di sinistra porta al parco, la destra al castello. Nebbia e umido. Siamo all’entrata del castello, attraversiamo una sala, un’altra ancora, una stufa, andiamo oltre e arriviamo alla nostra sala illuminata al naturale, i raggi di sole penetrano da un forzato pertugio nella veneziana in modo tale da illuminare tre punti precisi della stanza dove troviamo tre tappeti persiani, girati al contrario in modo da mostrare la trama, attrezzati per la lettura. Ogni tappeto è un luogo di raccoglimento adatto alla lettura del libro-game “Poca favilla gran fiamma seconda”; oltre al libro troviamo sul tappeto una penna che illumina, un cuscino bianco e un elastico rosso. Nella stanza echeggiano dei passi. “Poca favilla gran fiamma seconda” è una citazione dantesca tratta dal Paradiso, Canto I°, che ritroviamo come decoro in un affresco del castello. Il libretto segue la struttura del libro-game, ovvero il lettore è in prima persona chiamato a compiere delle scelte dinnanzi a vicende che lo porteranno in altre pagine del libro, in altre stanze, and so on…

Guardati alle spalle 1994
Durata: 1 mese, il tempo di una partita a un gioco in scatola, ancora ora / casa privata di Francesca Sorace, Circolo Dante dopo lavoro per anziani, Vicolo cieco del purgatorio, Firenze – a cura di F. Sorace e A. S. Jacque Concepito come uno spettacolo teatrale con tre dislocazioni sulla città di Firenze.
Il primo palco è allestito in un appartamento al secondo piano in Via G. Carducci al n°18. Negli angoli di una stanza troviamo quattro monitor, uno per angolo. I quattro video consistono in un montaggio frenetico di quattro volti in primissimo piano che raccontano storie diverse, come nel gioco dei quattro cantoni le facce si cambiano di posto con tempi che variano tra i 3 e i 7 secondi facendo perdere al visitatore il senso del racconto. In una seconda stanza troviamo dei libretti e un collage di testi incompleto. I testi sono estrapolazioni da libri di strategia militare e da libri e manuali di metodi di sorveglianza e di indagine. Il secondo palco è allestito in Via Dante al Circolo Dante, dove si svolge tra 4 persone una partita al gioco in scatola “Guardati alle spalle”, progettato in collaborazione con il matematico A. Cammi. In una stanza attigua troviamo una proiezione di diapositive con un tema denominatore “L’uomo in fila”. Lo spettacolo si conclude con il terzo atto a tempo indeterminato nel Vicolo del Purgatorio, un vicolo cieco.

Scatola chiesa 1992
Concerto a porte chiuse. Per ascoltare il pubblico doveva appoggiare l’orecchio alle pareti. La musica è composta da una sequenza ritmica per solo basso.

Dissipare fuori dalla portata 1993
Durata: un mese.
La stanza superiore è con luce a giorno e vuota, a destra, prima di scendere le scale c’é un breve racconto con alcune immagini raccolte in un libretto. Il racconto è un dialogo tra due persone che traggono spunto dagli ingredienti scritti sulle confezioni che imbandiscono la tavola della prima colazione, una voce esplode alle loro spalle “finalmente vi ho trovato”. Scendiamo le scale che portano al buio seminterrato della galleria, l’intera pavimentazione è ricoperta da 20 cm di terra necessari per poter piantare il “rampicante del diavolo”. L’ambiente ha un grado di umidità ideale per la crescita della pianta ma quello che gli manca è il sole. L’edera cresce da mesi, da punti diversi del seminterrato si dirige verso le scale e il giorno dell’inaugurazione è arrivata al terzo scalino. Nel seminterrato ci sono dei neon che consumati alternano alla luce il buio con tempi diversi. da una stanza si ode una voce di donna ma non se ne percepiscono le parole, i visitatori per carpirne il senso devono avvicinarsi calpestando l’ederae le proprie ipocrisie.

Porzione di manico asessuato 1994
Scultura sonora composta da cofanetti neri e dischi 33′ e 45′ giri / “Domestic Violence” casa privata di Giò Marconi, Milano – a cura di A.S. Jacques. Formazione di un archivio sonoro per tre voci, i dischi musicali dei miei genitori, i dischi della mia infanzia e i dischi con registrazioni dei comizi di alcuni personaggi politici. Installazione variabile: giradischi in funzione, collegato alle casse, tavolino o le stesse casse come supporto delle custodie. Con un bollino rosso fermo l’istante sonoro in cui si verifica un collasso informativo provocato dall’accumulo di polvere sulla puntina del giradischi, a un certo punto la puntina non ha più aderenza e slitta provocando un fruscio. Da questo momento il bollino rosso posizionato su quel punto continuerà a ripetere come un loop sempre lo stesso suono o parola.

Project E 1994
Con Maurizio Cattelan, Gianluca Codeghini, Maurizio Mercuri, Federica Thiene, Mirko Zandonà

La musica industriale ci ha messo in cassa integrazione 1996
Performance sonora, musica industriale con campioni e slogan politici. Le vetrate dello spazio espositivo sono completamente coperte da giornali con articoli inerenti scioperi e cortei degli operai.

Vuota con cassetti 2003 Scatola luminosa
cm 70 x 100 x 18

Loop: LipLap
52 woofer, cd audio e hifi, testo sonoro
cm 190 x 35

Database Opere