Diapositive 1996, Viafarini
CD – Rom
Database Opere

Bologna, 1994 1995
Olio su tela
cm 16,5 x 22
Il soggetto di un quadro ad olio è tratto da una mostra precedente di Giancarlo Norese.

Spare Time 1996
Operazione postale
Questo intervento è stato realizzato nell’ambito di un progetto umanitario sostenuto dalla Comunità Europea, “Mladih Mir”. Ho disegnato un segnale “da guerra” (una specie di foro da cannone in stile cartone animato) riproducendolo sulla mia maglietta e su decine di cartoline illustrate inviate anonimamente da Mostar, in tutto il mondo.

Interplace excess 1996
Fui invitato a fare un intervento per “Interplace access”, una mostra di documentazione sui progetti e le organizzazioni creati da artisti. Facendo visita ai curatori mi resi conto della quantità di informazioni che giungeva giorno dopo giorno, tanto da non poter essere inserita tutta nella mostra. Decisi allora di creare una “soglia”: tutto quello che sarebbe arrivato oltre i termini utili l’avrei esposto nello spazio a mia disposizione, trasformandomi in una specie di vice-curatore e invitando anche altri gruppi di artisti. Tutto questo mio lavoro di curatela l’ho chiamato “Interplace excess”, invece di “access”.
Interplace access, Viafarini, Milano

The idea of Europe 1996
Progetto per il www: decine di artisti hanno disegnato a memoria la cartina d’Europa.
http://www.companatico.va.it/giancarlonorese/theideaofeurope

79 persone che conosco 1996-2008 Proiezione diapositive, sedia
Proiezione su una sedia vuota dei nomi e dei numeri di telefono di 79 persone che conosco.
Roaming, Assab One, Milano

The Institute of Temporary Art (Zürich) 1997
Progetto per il www
Incontrai Peter Spillmann a Milano un giorno di dicembre. Mi invitò a partecipare al progetto che stava organizzando da Kombirama, lo spazio espositivo che gestiva a Zurigo con altri artisti: il progetto si intitolava “Public Utility” (www.kombirama.ch/infozone/public_utility). Durante la preparazione di P.U. Peter mi chiese quale era l’istituzione che supporta il lavoro degli artisti italiani all’estero, per farmi avere un contributo per le spese di viaggio: “Qual è l’equivalente di Pro Helvetia?”.
Io risposi “Peter, ma non sai che qui in Italia abbiamo Pro Domo Sua, vale a dire che ciascuno pensa a se stesso?”. Così decisi di fondare l’ITA, Institute of Temporary Art, che avrebbe aperto e chiuso più volte all’anno, a seconda dei casi, e di presentarlo a Zurigo: cosa che effettivamente mi permise di sostenere i costi del viaggio. “ITA. We always try to put up a good show.”
Public utility, Kombirama, Zürich

Opera grafica 1997
Questo intervento, in occasione di una mostra in un liceo curata da Paracchini e Scarabelli, si è diviso in due parti. La prima consisteva nell’esporre e vendere libri e riviste di arte contemporanea nella sala dei professori, come in un mercato abusivo. La seconda, considerando che il preside aveva chiesto in omaggio ai partecipanti un’opera grafica, è stata una scritta con spray giallo sull’ingresso principale della scuola: «Scarabelli pezzo di me», dove “me” terminava all’estremità del portone.
Liceo artistico “Frattini”, Varese

Film muto (senza figure) 1997
Video
00:11:00
Un “film” nero, senza immagini, fatto solo di sottotitoli, i cui argomenti spaziano da riflessioni sull’arte e i suoi protagonisti fino a giungere al delirio delle considerazioni sulle vicende sentimentali. Il sonoro è il rumore di un proiettore cinematografico.
Come spiegare a mia madre…, convegno al Link, Bologna; Dislocata, Vicenza

That’s art 1998
Il mondo dell’arte secondo gli stereotipi dell’opinione comune, così come è magnificamente rappresentato nella Settimana Enigmistica, è qui pubblicamente riprodotto.
Mutuo Soccorso, No Admittance, Milano

Donne mobili 1998
Quel giorno, all’inaugurazione della mostra al Graffio, non avevo portato nulla al di fuori di qualche paio di manette. Ho agganciato così alcune ragazze, facendone una bella fila. Loro avevano da fare, ma io le ho tenute attaccate per un due-tre ore; le ragazze mi vengono dietro come cagnolini quando tengo io le chiavi. Ho agganciato anche la Borgogelli, ma per poco. Poi sono andato al bar e loro sono venute al bar. Quando mi hanno detto che volevano fare la pipì ci ho messo, come ultimo anello, anche un uomo. Il bagno era piccolissimo, ma dopo i primi attimi di imbarazzo sono riuscite ad entrare tutte dentro, lasciando fuori l’uomo con la porta mezza aperta e manifestando una solidarietà intensa. Si sono sbottonate, insomma. Alla fine mi hanno detto che è stato tanto bello, mi hanno ringraziato e si sono scambiate, tra loro, i numeri di telefono. Non le ho più viste, dopo.
Galleria Il Graffio, Bologna

Notizie sugli autori 1998
Dopo essermi procurato la lista dei partecipanti alla mostra, ho chiesto in giro chi fossero costoro. Le autentiche “definizioni” degli artisti, me compreso, sono state affisse al muro in decine di targhette simili a quelle utilizzate per i titoli delle opere. Qualcuno si è offeso, ma io non c’entro niente, lo giuro.
http://members.it.tripod.de/paperopolis/cronache.htm
Cronache vere, Spazio Consolo, Milano

Le avventure della Galleria M.D.C. 1999
Libro, investigazioni
Mi è stato chiesto di pensare a un progetto che potesse raccontare i primi dieci anni di storia di questa galleria, in un modo non troppo celebrativo. Ho deciso di costruire questo libro accostando due differenti tipologie di documenti: da un lato il materiale d’archivio, le foto ufficiali delle mostre, la tracce rinvenute in galleria e in qualche modo “storicizzate” dalla loro conservazione. Vi ho contrapposto informazioni più fresche, intrattenendo una corrispondenza con gli artisti della galleria – ma non solo – e chiedendo loro di raccontarmi qualcosa che potesse contribuire allo sviluppo di una storia sulla galleria: ho ricevuto aneddoti, testimonianze, foto ricordo, caricature o memorie. Qualcuno ha invece rifiutato di collaborare.

Meeting Through Fasting 2004 Documento PDF
Realizzato con Emilio Fantin e Cesare Pietroiusti, è il documento che raccoglie le riflessioni degli artisti scritte durante 24 ore di digiuno, aventi per tema tre argomenti: “A Smiling Dictatorship, Pantagruel and the Kamikaze, The Need of Incorporating Goods” (una per ogni pasto principale).
Lunchtime Summit, 16 Beaver Group, New York

Tenkalaut 2005
Stampa digitale in 100 esemplari numerati e firmati, 48 pagine
cm 18,5 x 11
Realizzato insieme a Cesare Pietroiusti, è un libro in cui vengono trascritti fedelmente sette dialoghi tra i due artisti (su altrettanti argomenti), parlati in sette lingue diverse, ma completamente inventate. Le sette tematiche sono: “On Getting Angry over the Arrogance of Power. On Sex and Desire. On Relational Art. On Food. On Music and Nostalgia. On the Future. On Language and the Writing of this Book”. Prodotto dall’Istituto Svizzero di Roma.
Paradossi dell’amicizia. Io & te, Viafarini, Milano

Steak 2005
Disegno digitale
dimesioni variabili
Invitato dall’artista Jenny Perlin a disegnare una scena tratta da una descrizione verbale di un suo viaggio, di seguito riportata:
Track 3, Portugal
Three men stand outside in the dark, coals and flames before them. They are cooking an enormous steak and discussing it. The house behind them is white. The yard is dirt. They don’t live here; they’re just renting for a vacation. The steak is very thick and unwieldy.
Translation, Ulrich Museum of Art, Wichita, Kansas, USA

Starting with S 2006
Video DV, colore
00:07:10
Un video con un unico piano sequenza in cui l’artista, vestito da Superman, piange ininterrottamente.
Fama/Fame, la fabbrica, Losone, Svizzera

Something about the conditions for a good collaboration 2006
Stampa offset in 320 esemplari, 64 pagine
cm 14,5 x 10,5
Un progetto in forma di libro che raccoglie una discussione via email con Ayreen Anastas, Rene Gabri e Vladimir Volnovik. Prodotto da La Rada, Locarno, in occasione del festival Babel.
Babel. Festival di letteratura e traduzione, Castel Grande, Bellinzona, Svizzera

Lu Cafausu (A False Luke) 2007
E-mail, performance, video, materiali vari
Realizzato insieme a Emilio Fantin, Luigi Negro e Cesare Pietroiusti, è un progetto che (attraverso email, performance, video e costruzioni improvvisate) racconta la storia di una piccola e misteriosa costruzione situata nel sud Italia, un luogo che è insieme un’elaborazione delle contraddizioni estetiche e una metafora della perdita di senso del mondo contemporaneo; un posto che è contemporaneamente “centro” e “periferia”.
Tent, Rotterdam

Sculpture for Offices 2007
Mele, elastico
Una scultura portatile utile per la meditazione e la colazione nei luoghi di lavoro.
Uffici casa editrice Mondadori, Segrate

Forgotten Sculptors 2007
Performance con Emilio Fantin, Luigi Negro, Cesare Pietroiusti
Prima della performance, tutti gli oggetti di scarto e i rifiuti trovati allo Sculpture Center (compresi l’ufficio e le parti nascoste del seminterrato) sono stati inventariati, raccolti e modellati per adattarsi a una sorta di scultura. Il 3 novembre, dalle 15.00 alle 18.00, tutti gli oggetti sono stati spostati nella loro posizione originale, facendo scomparire la “scultura”.

Making a whole 2008
Affresco
Affresco fatto di due cuori da guardare solo dal punto di vista di destra.
Crotta Dipinta, Crotta d’Adda, Cremona

Anti-communication Tool 2008
Scatola di legno, telefono portatile
Ho dato il mio numero di telefono ad alcune donne incontrate all’inaugurazione, invitandole a chiamarmi. Poi, quando il cellulare squillava, la mia voce è uscita da una scatola di legno gridando “Je ne comprend pas!”.
Roaming, Musée d’Art e d’Histoire de St. Denis, Francia























































































