Agne Raceviciute
Database Opere
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Il Piacere 005/2, 2006
Stampa fotografica digitalecm 40 x 30“Il Piacere” è un progetto legato ad ambienti esterni e naturali. Le dune di Juodkrante in Lituania, Lège-Cap-Ferret sull’Atlantico e i tetti delle fabbriche a Venezia Marghera sono diventati set fotografici. Ogni ambiente fa nascere un personaggio immaginario che ne assume le caratteristiche e ne rappresenta l’essenza.
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Il Piacere 002/5, 2007
Stampa fotografica digitalecm 40 x 30“Il Piacere” è un progetto legato ad ambienti esterni e naturali. Le dune di Juodkrante in Lituania, Lège-Cap-Ferret sull’Atlantico e i tetti delle fabbriche a Venezia Marghera sono diventati set fotografici. Ogni ambiente fa nascere un personaggio immaginario che ne assume le caratteristiche e ne rappresenta l’essenza.
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Il piacere del vestiario 033/3, 2008
Stampa fotografica digitalecm 40 x 30Ho cominciato a sviluppare il progetto “Il piacere del vestiario” all’inizio del 2008 affascinata dall’idea di considerare opera la composizione e la creazione di abiti. Sin dall’inizio ho stabilito di sezionare in diverse fasi il progetto poiché si basa sullo sviluppo di una struttura emotiva, quindi mutevole. Al momento sento necessario lasciare che il mio processo creativo sia trasportato dagli eventi piuttosto che da una logica consequenzialità. Così come avviene nei sogni in cui i dettagli appaiono logici fino al momento del risveglio quando con la memoria tentiamo di ricostruirli invano. Mi sento alla ricerca di qualcosa di irripetibile in cui i ricordi reali si mescolino con quelli onirici permettendomi di non essere più in grado di stabilire la loro provenienza.
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Il Piacere del Vestiario 003/3, 2008
Stampa fotografica digitalecm 40 x 30Ho cominciato a sviluppare il progetto “Il piacere del vestiario” all’inizio del 2008 affascinata dall’idea di considerare opera la composizione e la creazione di abiti. Sin dall’inizio ho stabilito di sezionare in diverse fasi il progetto poichè si basa sullo sviluppo di una struttura emotiva, quindi mutevole. Al momento sento necessario lasciare che il mio processo creativo sia trasportato dagli eventi piuttosto che da una logica consequenzialità. Così come avviene nei sogni in cui i dettagli appaiono logici fino al momento del risveglio quando con la memoria tentiamo di ricostruirli invano. Mi sento alla ricerca di qualcosa di irripetibile in cui i ricordi reali si mescolino con quelli onirici permettendomi di non essere più in grado di stabilire la loro provenienza.
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Il piacere del vestiario 001/6, 2008
Stampa fotografica digitalecm 70 x 50Ho cominciato a sviluppare il progetto “Il piacere del vestiario” all’inizio del 2008 affascinata dall’idea di considerare opera la composizione e la creazione di abiti. Sin dall’inizio ho stabilito di sezionare in diverse fasi il progetto poichè si basa sullo sviluppo di una struttura emotiva, quindi mutevole. Al momento sento necessario lasciare che il mio processo creativo sia trasportato dagli eventi piuttosto che da una logica consequenzialità. Così come avviene nei sogni in cui i dettagli appaiono logici fino al momento del risveglio quando con la memoria tentiamo di ricostruirli invano. Mi sento alla ricerca di qualcosa di irripetibile in cui i ricordi reali si mescolino con quelli onirici permettendomi di non essere più in grado di stabilire la loro provenienza.
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Il Piacere del Vestiario 004/3, 2008
Stampa fotografica digitalecm 70 x 50Ho cominciato a sviluppare il progetto “Il piacere del vestiario” all’inizio del 2008 affascinata dall’idea di considerare opera la composizione e la creazione di abiti. Sin dall’inizio ho stabilito di sezionare in diverse fasi il progetto poichè si basa sullo sviluppo di una struttura emotiva, quindi mutevole. Al momento sento necessario lasciare che il mio processo creativo sia trasportato dagli eventi piuttosto che da una logica consequenzialità. Così come avviene nei sogni in cui i dettagli appaiono logici fino al momento del risveglio quando con la memoria tentiamo di ricostruirli invano. Mi sento alla ricerca di qualcosa di irripetibile in cui i ricordi reali si mescolino con quelli onirici permettendomi di non essere più in grado di stabilire la loro provenienza.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, 2009
Still da video00:22:57“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, 2009
Still da video00:22:57“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Il Piacere del Vestiario 001/7, 2009
Stampa fotografica digitalecm 70 x 50Ho cominciato a sviluppare il progetto “Il piacere del vestiario” all’inizio del 2008 affascinata dall’idea di considerare opera la composizione e la creazione di abiti. Sin dall’inizio ho stabilito di sezionare in diverse fasi il progetto poichè si basa sullo sviluppo di una struttura emotiva, quindi mutevole. Al momento sento necessario lasciare che il mio processo creativo sia trasportato dagli eventi piuttosto che da una logica consequenzialità. Così come avviene nei sogni in cui i dettagli appaiono logici fino al momento del risveglio quando con la memoria tentiamo di ricostruirli invano. Mi sento alla ricerca di qualcosa di irripetibile in cui i ricordi reali si mescolino con quelli onirici permettendomi di non essere più in grado di stabilire la loro provenienza.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa Draft 001, 2009
Collagecm 28 x 20“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa Pose 001, 2009
Stampa digitale su carta fotograficacm 70 x 50“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa Sculpture 001, 2009
Corda, tessuto, filo, pannelli in MDF laccatocm 150 x 100“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa Sculpture 001, 2009
Corda, tessuto, filo, pannelli in MDF laccatocm 150 x 100“Si tratta di un percorso a ritroso, di un viaggio della memoria, documentato nel suo primo video Genovaite Raceviciene in Juodkrante Neringa, girato interamente nei luoghi d’origine. Nelle immagini in bianco e nero si susseguono distese di vegetazione, acque gelide e boschi incontaminati, dai quali emerge una sagoma avvolta da un mantello, il cui lento intercedere è accompagnato da una litania cupa ed ipnotica. Ci si lascia cullare dalla magnificenza dei luoghi e dal mistero che li avvolge, da questa figura arcana, dietro la quale si nsconde la nonna dell’artista. La donna, simbolo di conoscenza e di saggezza, conduce l’autrice, -presente solo nell’ultima fase della proiezione-, fra gli alberi genealogici della sua stirpe. Veste i panni scuri della terra perchè è concime che fa nascere idee, diramandole attraverso nere radici filamentose e proteggendo la piccola pianta appena nata, rigogliosa, ma ancora fragile. Raceviciute in questo lavoro si immerge nell’analisi di processi arcaici, che vedono l’essere femminino indissolubilmente legato alla natura e custode del segreto della vita, in grado di costruire ma anche di smuovere acque e innalzare venti. Tutt’attorno, i resti di questa esperienza intangibile prendono forme scultoree ed architettoniche. Abiti realizzati a mano ed indossati dalle due donne, sono sostenuti da piastre lucide nere e sono qui abbandonati come pelle di serpente pronti ad assumere nuove identità. Mentre le corde che trattengono legami, disegnano un’imponente colonna portante, che si fa metafora, ancora una volta, del ruolo preminente della donna.” recensione di Eva Comuzzi.
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Il Piacere del Vestiario 001/8 sculpture, 2010
Pelliccia, lana, cotone, filo, spilli e cartone/compensato laccatoNella stessa fotografia: “Il Piacere del Vestiario 002/8 sculpture” (seta, cotoe, cartone/compensato laccato), “Il Piacere del Vestiario 001/8” (stampa fotografica da pellicola), “Il Piacere del Vestiario 002/8” (stampa fotografica da pellicola).











