Database Opere

Daniela ha perso il treno 1999
Gonna gonfiabile, patchwork di camere d’aria
cm 200 x 200; 90 kg
Cresce attorno al mio corpo una pesante gonna gonfiabile di 90 kg creata con un patchwork di camere d’aria, un’estensione che limita le mie azioni ed intensioni. L’attesa… sul primo binario della stazione di Bologna il treno sta per partire, ma dopo vari tentativi la performance si conclude, perdendo il treno.
L’Accademia in stazione, Bologna

Vetroninfea 2001
Letto ninfeale galleggiante, filo da pesca lavorato all’uncinetto
cm 180 x 60
Lo stagno di Watou diventa una sorgente di vita in cui il corpo di “Vetroninfea” affiora. Il corpo della naide, nasce tra teneri germogli, sul letto ninfeale, una foglia galleggiante su cui si depositano uova, membrane da lasciare aprire. Il letto ninfeale è lavorato a maglia con un filo da pesca, all’interno una camera d’aria per il galleggiamento.
Watou Poeziezomer, Watou, Belgio

La di piano 2002
Pianoforte, maglia di scoubidou bianco, ceramiche bianche
cm 200 x 150 x 60
Il mio corpo si apre, la mia pelle, la mia maglia si estendono coprendo il pianoforte, prezioso oggetto appartenente alla famiglia Querini Stamapalia. Nell’ultima stanza del museo il corpo di La appare come il respiro di una musa protettrice, guardiana delle memorie. Sul mio corpo crescono ornamenti in ceramica bianca “cornoralli” come corna e zoccoli.
Querini-Furla per l’arte, Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Secondo mezzo piano 2002
Scalinata, maglia rossa di scoubidou
cm 250 x 160 x 180
Nel secondo piano del Palazzo delle Albere, un passaggio, un interstizio, un piano di mezzo si apre. La mia presenza cresce in una stanza ricreata dentro a una torre. Da una fessura esce una scalinata di maglia rossa che invita le persone a salirvi per guardare all’interno. La torre è immaginata come il vano verticale dell’ascensore, spina dorsale di un edificio, in cui una presenza in movimento si può arrestare.
Nuovo spazio Italiano, MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Palazzo delle Albere, Trento

T 2003
Gomma piuma rosa morsicata
cm 200 x 600 x 200
“T” è un’interruzione, posto all’interno di un tunnel vetrato che unisce due ale espositive del MACRO. Un tappo che non si libera, un organo che palpita, in una forma rosa giocosa che si muoveva sinuosa nell’architettura come un bolo masticato. La mia presenza non era visibile, era all’interno della struttura rosa, ma si percepiva, dall’interno la spingevo a destra e poi a sinistra verso le due estremità del tunnel. Da dentro spingevo, per liberare una situazione, il mio respiro. Un passaggio era interrotto per deviarlo, il pubblico doveva seguire un secondo itinerario.
MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma


































