
Quattro fotografie di grande formato ritraggono i confessionali della basilica di S. Giovanni in Laterano, mater et caput di tutte le chiese di Roma e del mondo, da sempre epicentro di pellegrinaggi e luogo di incontro per viaggiatori di tutto il globo.
Ciascuna struttura è ben contraddistinta da una scritta in latino che indica la lingua con cui è possibile interloquire. Sulla parte più alta del confessionale troviamo stampigliato: “PRO HISPANICA LINGUA”, “PRO LINGUA GALLICA”, “PRO GERMANICA LINGUA”, “PRO LINGUA ITALICA”.
Il lavoro riflette sulla presenza di lingue e culture diverse all’interno della società cattolica. La parola svolge un ruolo chiave: l’uso del discorso si dà sia come dispositivo di controllo locale, sia come personale strumento di una pratica religiosa intima e individuale, praticabile ovunque, fin oltre i confini della propria comunità.
L’attenzione per l’uso del linguaggio, e con esso per le forme di organizzazione della Chiesa cattolica, è spunto per un’indagine più ampia e attuale che va a sondare i complessi rapporti sussistenti tra individui, lingue, culture locali e nuovi equilibri globali.