
Il progetto realizzato per la biblioteca della Fondazione Querini Stampalia di Venezia indaga le possibilità espressive della lingua dal punto di vista ritmico, melodico, sonoro. Alcuni testi poetici delle più diffuse lingue al mondo sono stati resi irriconoscibili dal punto di vista semantico tramite l’alterazione dell’ordine delle consonanti, mantenendo però intatta scansione metrica, rima e intonazione: ne deriva qualcosa di assolutamente incomprensibile, ma assurdamente familiare.
Riuscire a percepire gli aspetti legati al suono della propria lingua madre è impresa quasi impossibile perché il significato prende inevitabilmente il sopravvento. “Ripuliti” dalla funzione comunicativa, dalla “distrazione” del significato, gli aspetti melodici e ritmici possono prevalere.
I suoni della lingua, sganciati e liberati dal peso semantico e rivelati nella loro essenza sonora, si concedono quale materia viva alla nostra percezione. Possiamo forse così risalire attraverso l’udito, a qualcosa di originario e dimenticato: il suono puro e antico delle parole, l’esperienza grezza del nostro primo contatto con il mondo.