Il principio idraulico o di costanza, 2003

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Il principio idraulico si riferisce in psicanalisi alla teoria della libido, per la quale Freud fa uso di una terminologia vistosamente legata ai liquidi: si parla di deflusso, scarica, serbatoio, canalizzazione ecc.
Mentre la voce narrante racconta in tono didattico ciò che accade a livello psichico, le immagini scorrono su esperimenti scientifici relativi ai liquidi ripresi in laboratori di fisica e di chimica. Grafici schematici, immagini di provette, pistoni ad acqua, bilance, vasi comunicanti vanno ad illustrare paradossalmente ciò che accade nell’apparato psichicio, ovvero ciò che per sua natura è irrapresentabile. Ciò che mi interessa è l’inclinazione umana a comprendere i fenomeni, anche i più complessi, tramite la rappresentazione schematica, attraverso una generalizzazione che porti alla individuazione di principi organizzatori. Questa inclinazione ci caratterizza e ci fonda in quanto esseri umani: è “il modo” del pensiero. Il neonato individua costanti nel rapporto con la madre (ogni volta che… poi succede così) e grazie a queste costanti individua sé stesso nel suo rapporto col mondo esterno. Allo stesso modo, in qualsiasi campo dello scibile umano ci muoviamo, il modo di procedere sarà necessariamente lo stesso: rintaracciare costanti in un mondo (grazie al cielo) per certi versi prevedibile.
Il mio vuol essere un inno al potere trascendente della mente umana nel suo sforzo miracoloso di comprendere (non solo in senso razionalistico!), di abbracciare e amare la realtà. La comprensione della realtà passa attraverso la rappresentazione, di cui lo schema, nel senso della rappresentazione grafica, ne è l’essenza. Cito Oliver Sacks, che da bambino resta folgorato dalla tabella di Mendeleev: “La tavola periodica era incredibilmente bella, la cosa più bella che io avessi mai visto. Non potrei mai analizzare adeguatamente che cosa intendessi, qui, per bellezza: semplicità? coerenza? ritmo? inevitabilità?”.