
Il video tecnicamente consiste nel montaggio di immagini tratte da documentari di archivio o da vecchi film sincronizzati con una voce tratta da una trasmissione radiofonica (alle 8 della sera, RAdio RAI 2, inverno 2001) che parla a braccio di fatti della scienza, in particolare di aspetti della fisica, in termini divulgativi. Ho registrato tutte le puntate radiofoniche attratta non solo dai contenuti ma anche dal tipo di voce: pacata, autorevole, paterna. Successivamente ho quindi cercato immagini tratte da filmati d’epoca o da vecchi film che avessero una connessione sul piano degli accadimenti umani con ciò che la voce andava inesorabilmente spiegando in campo scientifico.
Ciò che mi interessa maggiormente è il filo di connessione tra caso specifico e teoria generale, tra soggettivo e oggettivo, tra unicità degli eventi da un lato e teoria generale dall’altra. Nel video vi è sempre uno scarto tra accadimento singolo soggettivamente vissuto e teoria generale, a cui comunque si tiene pervicacemente attaccata la voce narrante. Tuttavia vi è pur sempre un filo anche se tenue che riconduce ogni singolo caso ad una più ampia generalizzazione. Ciò che mi interessa è appunto l’incessante – indispensabile quanto sotterraneo – lavorìo che sottende tali operazione mentali.