Soglia, 2003

Performance e fotografia
cm 120 x 120

I performers emergono immobili sul davanzale delle finestre, elemento di congiunzione tra lo spazio interno e quello esterno. L’azione si svolge all’imbrunire, sottolineando il passaggio da una dimensione all’altra, passando dal giorno alle fredde suggestioni della notte, enfatizzate dai suoni digitali, misteriosi e astrali creati dal musicista Giorgio Lavagna. Il pubblico è invitato a portare lo sguardo verso l’alto, a percepire lo spazio come qualcosa che esiste dentro di noi, e fuori di noi, ovvero sotto, davanti, dietro, ai lati, esopra… una visione e un omaggio a tutto ciò che è nel momento preciso di cambiare stato, di modificarsi e di poter essere altro.