
L’opera è realizzata nel porto di Gallipoli, dove incuriositi osservatori, trovatisi li per caso, hanno assistito alla partenza per la Turchia di un comune peschereccio. Quest’ultimo, rappresentando l’attuale “Arca di Noè”, ha il compito di portare i “profughi” dall’occidente (Gallipoli) verso l’oriente (Turchia) in un percorso opposto e ironico da quello a cui oggi assistiamo. Ci basta ricordare lo sbarco di 600 profughi provenienti dalla Turchia avvenuto nel porto di Gallipoli nel 2001. A differenza di quest’ultimi, i “profughi” dell’attuale Arca di Noè, comuni uomini e donne della nostra società, stanchi dell’incontrollabile sviluppo tecnologico e del continuo bisogno dell’uomo della novità che lo porta spesso ad una manipolazione negativa della moralità, decidono di partire verso un continente meno influenzato da questo sviluppo.
L’arca trasporta i “profughi”, rappresentati da Noè,sua moglie,i suoi tre figli e le rispettive mogli, nonchè il loro “bagaglio” che è costituito da alcune coppie di animali (galli – pecore – capre – tacchini ecc..) importanti per il ciclo alimentare dell’uomo e altre coppie (cani – gatti – uccelli – pesci rossi ecc…) che rappresentano animali di compagnia e di “moda”.
Inoltre, i “profughi” portano con loro delle coppie di prodotti alimentari (passata di pomodoro – sale – pasta – acqua minerale – caffè – coca cola – ecc…) che sono il simbolo di una società industrializzata che produce in serie.Tutto questo, sottolinea con ironia, come pur fuggendo da una società industrializzata non riescano a distaccarsi completamente nè da essa nè da i suoi prodotti.
L’Arca di Noè è un opera composta da un video e da un dittico fotografico. Quest’ultimo, misura cm. 280 x 100, le due foto che compongono il dittico sono simili con l’aggiunta di alcune differenze. Una sottoscrizione posta sulle foto, ( tra la prima e la seconda foto ci sono 6 differenze: scopritele ), invita l’osservatore ad un gioco – ricerca, che consiste nell’individuare le 6 differenze che sono state volutamente aggiunte, anche sui prodotti in serie; questo per sottolineare e differenziare quella produzione industriale che crea prodotti uno uguale all’altro.
Anche nel video si pone particolare attenzione a questi prodotti. Infatti, in esso, le musiche sono quelle di alcune colonne sonore di note pubblicità (marlboro, Heineken, mulino bianco ecc…) e vi sono, allo stesso tempo, delle “studiate” interruzioni pubblicitarie che sottolineano ancora la serialità e il condizionamento che essi determinano.