Nido, 1999

Poliuretano espanso, coperte, panno, feltro, metallo, sacchi a pelo, gommapiuma, lampadine, impianto audio e musica
cm 320 x 160 di diametro

Ho creato quest’opera per una mostra collettiva nella casa-studio di un’artista, non lontano da Orvieto. Ho esposto il nido nella legnaia adiacente alla casa; sospeso ad una trave e, ricostruito nel luogo, sembrava una grande protuberanza.
Tra la navicella spaziale e la forma chiusa circolare di alcuni nidi, una volta raggiunta l’imboccatura, da una scala molto rudimentale di cavi d’acciaio all’interno, si trova un comodo giaciglio di materasi di tessuto e gomma piuma e dei sacchi a pelo, che rivestono la parte inferiore del nido e una musica scelta per il luogo.
Ho realizzato l’esterno del nido seguendo il principio con cui gli uccellini intrecciano materiali diversi: ho ricoperto il guscio interno di “rufmat” con strati di coperte da trasporto ed altri materiali trovati.
Ho voluto creare la possibilità di calarsi in uno spazio allegorico e con dei riferimenti antropologici e storico-culturali forti quale la nascita (ventre materno) la protezione e la casa, (come tutte le forme architettoniche circolari e cupola) con un diretto riferimento all’universo e all’esistenziale.