Annie Ratti
Database Opere
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Vuoti d’acqua, 1994
PVC, light boxcm 300 x 400Ho realizzato quest’opera per “Ars Lux”, mostra itinerante in varie città italiane. La mostra sostenuta dal comune di Bologna aveva una concezione interessante e inusuale dove gli artisti erano invitati a realizzare un’opera per i grandi pannelli luminosi pubblicitari che stanno all’entrata delle città.
L’immagine veniva esposta per due settimane per essere in seguito trasferita in un’altra città d’Italia.
Ho realizzato quest’immagine pensando al luogo e al pubblico impreparato e soprattutto abituato a vedere immagini ben confezionate che spingono all’acquisto e al consumo.
Ritagliando la carta geografica del Mediterraneo ho animato le acque dello stesso, come degli adiacenti mari e laghi, con immagini d’avvenimenti politici e storici che avvenivano in quel momento nelle terre che lo racchiudono, mentre nei laghi del nord Europa si riflettono immagini del cosmo. L’immagine è stata stampata su pvc ed esposta in alcune città italiane nel 1994. L’ho realizzata una seconda volta in dimensioni più piccole in occasione di questa mostra dopo che la vecchia stampa su pvc era andata distrutta. -

Pulp Cut, 1997
Video VHS a colori (loop)00:07:00Questi video sono frammenti che riprendono gesti ed elementi quotidiani: la lenta preparazione di un pompelmo e il suo consumo; due uova che si infrangono nella padella e la loro trasformazione al calore, la visione di un piccolo topo nella gabbia di un negozio, il gorgo d’acqua nella vasca da bagno, lo zucchero filato che si forma nel contenitore di un venditore ambulante.
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White and Yellow, 1997
Video VHS a colori (loop)00:02:00Questi video sono frammenti che riprendono gesti ed elementi quotidiani: la lenta preparazione di un pompelmo e il suo consumo; due uova che si infrangono nella padella e la loro trasformazione al calore, la visione di un piccolo topo nella gabbia di un negozio, il gorgo d’acqua nella vasca da bagno, lo zucchero filato che si forma nel contenitore di un venditore ambulante.
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Giro Giro, 1997
Video VHS a colori (loop)00.02:00Questi video sono frammenti che riprendono gesti ed elementi quotidiani: la lenta preparazione di un pompelmo e il suo consumo; due uova che si infrangono nella padella e la loro trasformazione al calore, la visione di un piccolo topo nella gabbia di un negozio, il gorgo d’acqua nella vasca da bagno, lo zucchero filato che si forma nel contenitore di un venditore ambulante.
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Ping-pong ovale, 1997
Compensato, vernice, struttura in metallo, ruote, retina, racchette, pallinecm 75 x 196 x 304Da bambina e ragazzina ho sempre giocato a ping-pong con gli amici, con le mie sorelle, soprattutto perché c’era un tavolo da ping-pong in casa. Giocavamo in più di quattro persone correndo attorno al tavolo in senso anti-orario; si chiama “alla francese” e ricordo ancora il timore e a volte il dolore nell’infilarsi gli spigoli nello stomaco. Così ho inventato questo ping-pong ovale dove si può giocare in tanti, correndo.
L’ho realizzato per l’esposizione al Vorarlberger Kunstverein, Magazin 4, a Bregenz. -

Biblioteca, 1997
Compensato, vernice, imbottitura, pelouche, libri, giocattoli e videocassette4 elementi da cm 220 x 175 x 25 ciascunoClaudio AbateIl mondo dei libri è uno spazio ovattato e silenzioso che io ho immaginato circolare. Ho voluto creare un mobile scultura e dare la possibilità ai visitatori di consultare dei libri nel contesto di uno spazio espositivo.
Ho utilizzato per la realizzazione un materiale “kitsch” quale il pelouche per produrre un ulteriore scollamento dalla realtà. Al concetto di libreria quale neutro e austero contenitore, ho sostituito un voluminoso e imbottito mammout, che il pubblico, come prima reazione, desidera toccare, accarezzare. I quattro elementi uguali assemblati formano un cerchio aperto sui due lati. Le mensole, poste diagonalmente, oltre a creare un effetto a spirale, mantengono i libri verticali.
Ho esposto questo lavoro al Magazine 4 a Bregenz vicino al quale un tavolo in elastomero e metallo con dei soffici sedili permetteva di consultare i libri comodamente.
I libri da consultare, trovati in prestito sul posto, avevano come soggetto l’arte, la cucina, l’astrologia, la poesia e altre curiosità. -

Six Pants, 1997
Tela gommata, telaio in metallo e corde elastichecm 200 x 75 ciascun elementoClaudio AbateHo creato quest’opera seguendo il principio molto semplice con cui è costruita una chaise-longue: un telo elastico gommato, un telaio di metallo, ridotto nella mia realizzazione a un semplice rettangolo con un tubo nel mezzo, per sostenere le ginocchia.
Ho ancorato il telaio tra il pavimento e il soffitto attraverso dei cavi elastici e dei perni, che rendono la struttura flessibile e quindi permettono di dondolarsi oltre che essere nella posizione più confortevole, una volta seduti all’interno.
Ho pensato questo lavoro come uno spazio per distendersi, rilassarsi e pensare, ma anche come un luogo di socializzazione dove i sei elementi uguali sono inscritti in un cerchio.
Non ho mai esposto questo lavoro come è stato concepito, l’ho esposto a quattro elementi al Magazine 4 e in seguito l’ho installato in studio creando per gli amici che vengono a trovarmi un luogo particolare dove stare insieme a conversare. -

Letto volante, 1997
Telo in PVC, struttura in metallo, gommapiuma, tessuto, cavi d’acciaio, scala tecnicacm 80 x 180 x 140Ho realizzato quest’opera pe la mostra Officina Italia – ReteEmiliaRomagna, alla Galleria d’Arte Moderna a Bologna, dove l’altissima sala centrale è ideale per sospendere un letto navicella a cui si aveva accesso da una piccola scala tecnica.
Il desiderio di un letto volante viene dal mondo delle fiabe e dei sogni a cui sono rimasta affezionata.
Il sonno come il viaggio sono due momenti di sospensione, del non essere da nessuna parte, due “piccole morti”, come le chiama Paul Virilio. -

This is not my cup of tea, 1998
Resina, gommapiuma, vinilpelle, telaio legno, mappamondo e motorecm 95 x 90 x 180La forma è quella di una tazza ingigantita in cui ci si può sedere e osservare un piccolo mappamondo che gira piano piano per terra.
Seduti su questa forma bianca, di resina e vinilpelle, una sorta di navicella spaziale che evoca un certo design degli anni ’60, si guarda la terra lontana. E’ in gioco la distanza, il vedere il mondo a cui si appartiene da lontano e il desiderio di errare nel cosmo. E’ quel senso di appartenenza e di distanza che mi accompagna dall’infanzia.
Ho realizzato questo lavoro per la mostra Am Horizont des Sehens, Ausstellungszentrum im Heiligenkreuzerhof, Wien. -

Oui oui, 1998
Resina, metallo, abiti imbotti di gommapiumacm 70 x 60 x 200 ciascunoHo pensato queste due forme uguali in resina grigia, poste in posizione di due persone che dialogano, come due lingue di giraffa in grado di sostenere il peso di una persona.
Quando ho esposto per la prima volta questi lavori all’Ausstellungszentrum Heiligenkreuzerhof a Vienna, uno dei due sedili era occupato da un fantoccio realizzato con abiti imbotti di gommapiuma e altro; di conseguenza chi si vedeva sul sedile vuoto si trovava a “dialogare” con un misterioso personaggio seduto sul sedile di fianco.
Ho esposto questo lavoro una seconda volta al Centro Civico per l’Arte Contemporanea La Grancia lasciando questa volta anche il secondo sedile vuoto a disposizione del pubblico. -

Due artiste, 1998
Stampa fotografica su carta, impianto audio e musicacm 280 x 185L’immagine – due artiste della stessa generazione, di cui una sono io seduta in grembo a Christina Mackie – è accompagnata da un sonoro realizzato da Geraldine Alles, in cui una composizione musicale e la sua voce ripoducono insieme all’immagine l’universo femminile all’interno della casa.
Ho voluto rappresentare il valore dei rapporti affettivi tra le donne, basati sull’amicizia, la complicità, lo scambio culturale che si tramandano nei secoli.
La composizione delle due figure, come due forme omogenee e monolitiche e gli stessi colori morbidi a pastello, fanno involotariamente riferimento agli affreschi di Giotto e alla Madonna con il Cristo di quadri e sculture sia medioevali che del Rinascimento. -

Wily il coyote, 1999
Vuoto, mattoni in cemento, vetrocm 155 x 112 x 20Ho realizzato questo lavoro inedito appositamente per la Ticosa.
“Wily il Coyote” è una citazione ed è nato dal desiderio di dare accesso visivo alla parte retrostante dell’edificio industriale, non ancora restaurata e al suo romanticismo di luogo abbandonato.
Così “Wily il Coyote” si è divertito a giocare con le mie sculture, si è arrampicato nel nido e, sempre inseguendo Beep-Beep ha attraversato la parete e ha lasciato la sua traccia. -

Nido, 1999
Poliuretano espanso, coperte, panno, feltro, metallo, sacchi a pelo, gommapiuma, lampadine, impianto audio e musicacm 320 x 160 di diametroHo creato quest’opera per una mostra collettiva nella casa-studio di un’artista, non lontano da Orvieto. Ho esposto il nido nella legnaia adiacente alla casa; sospeso ad una trave e, ricostruito nel luogo, sembrava una grande protuberanza.
Tra la navicella spaziale e la forma chiusa circolare di alcuni nidi, una volta raggiunta l’imboccatura, da una scala molto rudimentale di cavi d’acciaio all’interno, si trova un comodo giaciglio di materasi di tessuto e gomma piuma e dei sacchi a pelo, che rivestono la parte inferiore del nido e una musica scelta per il luogo.
Ho realizzato l’esterno del nido seguendo il principio con cui gli uccellini intrecciano materiali diversi: ho ricoperto il guscio interno di “rufmat” con strati di coperte da trasporto ed altri materiali trovati.
Ho voluto creare la possibilità di calarsi in uno spazio allegorico e con dei riferimenti antropologici e storico-culturali forti quale la nascita (ventre materno) la protezione e la casa, (come tutte le forme architettoniche circolari e cupola) con un diretto riferimento all’universo e all’esistenziale. -

Tête à Tête, 1999
Gesso, resina e struttura in metallodue elementi da cm 65,3 x 75 x 50 ciascuno e due elementi da cm 80 x 35 x 31 ciascunoHo realizzato questi due tavolini di gesso con le relative sedie: due piccoli scrittoi bianchi, candidi, uguali. Posti uno di fronte all’altro, sono due luoghi in cui pensare, scrivere, leggere, astrarsi dal mondo in due.
Semplici, di dimensioni ridotta, dove predomina il piccolo e la nostalgia dell’infanzia, rappresentano un universo fragile e un momento di silenzio. -

Mounaque, 1999
Gommapiuma espansa morbida, struttura in metallocm 150 x 64 x 30Questo personaggio tra l’essere umano e il fantoccio, l’alieno, senza età (l’uomo bambino), senza sesso, viene da un altro mondo, eppure appartiene al nostro.
Pensando a “Pe-Re-Là”, “L’Uomo di fumo” di Gozzano, ho realizzato “Mounaque”, l’uomo di gommapiuma.
Con gli stessi intenti buoni, e con lo stesso sguardo con cui “Pe-Re-Là” vive invisibile tra gli esseri umani, creando scompiglio, Mounaque abita gli spazi espositivi dove è invitato ed i luoghi domestici, quale spirito benigno.
Ho esposto Mounaque alla mostra “Serendipiteit” a Watou, in Belgio, dove dalla stanza guardava fuori dalla finestra. -
Wily il coyote, 1999
cm 155 x 112 x 20Claudio AbateHo realizzato questo lavoro inedito appositamente per la Ticosa.
“Wily il Coyote” è una citazione ed è nato dal desiderio di dare accesso visivo alla parte retrostante dell’edificio industriale, non ancora restaurata e al suo romanticismo di luogo abbandonato.
Così “Wily il Coyote” si è divertito a giocare con le mie sculture, si è arrampicato nel nido e, sempre inseguendo Beep-Beep ha attraversato la parete e ha lasciato la sua traccia.



























