Con la coda dell’occhio, 2010

Video HD
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Grazie all’azione di un gruppo di oltre venti “figuranti” armati di specchi, abitanti della zona che l’artista ha personalmente coinvolto, Quaranta ha trasformato una porzione di paessaggio in “un’estesa coreografia casuale di presenze tra i boschi” – come spiega -aprendo un’inedita rete di contatti silenziosi. Nato dalla suggestione dei racconti del nonno sulla raccolta dei mirtilli e dei lamponi che la gente della valle compiva all’alba, in gruppi che si tenevano in contatto con canti e richiami, il video offre un miraggio e insieme una serie di spunti sul significato dell’istantaneità, dell’ubiquità e della comunicazione, in un presente dominato dalla connessione permanente.