Bound, 2007

Una mostruosa antropomorfizzazione dell’animale […] e una corrispondente animalizzazione dell’uomo. M. Heidegger.
Una larva di ossa e capelli che tiene in sé l’uomo. L’umano come organo interno pulsante che si mostra con il ritmo del suo respiro. L’organo-uomo rianima ossa animali e trecce di capelli con la sua ripetitività diastolica, rimette in movimento ciò che è morto attraverso la pulsione organica, istintuale ed animale dell’umano. Ossa e capelli sono residuo, oggetto liminale fra l’uomo e l’animale, prima dell’inizio e dopo la propria fine. L’oggetto liminale è esasperato ed aumentato per divenire oggetto ibrido, realtà mostruosa. Una realtà deforme e confusa è più atta a significare l’essere sospeso tra umano ed animalità; una tensione e una lotta tra un radicamento animale e un andare oltre l’animalità senza prevaricazione, senza soluzione, ma che si colloca nel ‘tra’. L’essere tenuti in sospeso nella posizione ontologica intermedia tra l’uomo e l’animale.