
“La Terra è la culla della ragione, ma non sarà possibile rimanere eternamente in questa culla…”
K. Tsiolkovsky
Nel corso della performance propongo di collocare una scultura sull’orbita terreste, da trasportare e posizionare nello spazio con l’aiuto di una navicella spaziale russa.
Il mio scopo è di aprire all’arte nuovi spazi e possibilità, fino ad utilizzare luoghi da cui, fino ad ora, essa era rimasta esclusa. “Orbital Sculpture” vuole anche rappresentare una sorta di sfida per gli stessi artisti, i quali dovranno confrontarsi con un ambiente extra-terreste.
I satelliti e le stazioni spaziali già presenti e attivi sulle orbite della Terra dimostrano quanto sia sofisticata la nostra tecnologia ma, d’altro canto, essi non rappresentano, o non descrivono, il livello di quella che è la nostra arte (e cultura) contemporanea.
La scultura, una volta posizionata sull’orbita, potrà essere osservata e seguita dalla terra per mezzo di telescopi, anche di tipo amatoriale. Essa sarà inoltre provvista di un trasmettitore e connessa con musei e gallerie d’arte che volessero seguirne in tempo reale gli spostamenti.
Anche i futuri turisti spaziali (il primo è stato Denis Tito, nel 2001) avranno la possibilità di incontrare la scultura nel corso dei loro viaggi.
Durante la performance, il progetto “Orbital Sculpture” è presentato al pubblico.
Nel corso della mia azione, il pubblico è invitato ad esprimere un suo parere sulla mia proposta. I commenti vengono raccolti e valutati al fine di contribuire alla definizione del mio progetto. Il pubblico può inoltre contribuire, attraverso una descrizione, oppure un disegno, alla formulazione della scultura, per quanto concerne stile, forma e soggetto.
La performance, accompagnata durante il suo svolgimento da una video animazione e da uno slide show, è documentata su video.