
L’installazione è composta da tre scritte rosse, ”io”, “iononsonoqua” e“qua”, da due pannelli verniciati di nero, da una linea luminosa rossa (laser), e da una macchina per il fumo. La linea luminosa, costituita da un laser rosso, connette due scritte “io” e “iononsonoqua” – in particolare i puntini delle due “i” iniziali – riportate rispettivamente sulla parete centrale dell’abside e su di uno dei pannelli neri collocato all’inizio della navata della chiesa. I due pannelli fungono da supporti per una macchina laser (il laser collocato dietro al pannello lo attraversa in coincidenza del puntino della i di “iononsonoqua”) e per una macchina del fumo (anch’essa collocata dietro al pannello). Le macchine sono temporizzate in modo tale da far fuoriuscire il fumo distribuendolo progressivamente lungo tutta la navata e rendendo nettamente visibile il raggio laser. Il secondo pannello e la sua rispettiva scritta sono invece ridotti del 39% rispetto al primo in modo da creare un’accelerazione prospettica se visti dall’entrata. Una ultima connessione è esplicitamente data dalla vicinanza delle scritte “qua” e “io” localizzate nell’abside e rispettivamente su pannello e parete. Per finire anche le luci dell’abside sono temporizzate: ogni 60′ per una durata complessiva di 60” lo spegnimento improvviso delle luci renderà perfettamente visibile dall’abside il raggio rosso che attraversa tutta la navata. Queste due scritte, frammenti dell’originaria affermazione, stanno proprio ad creare un effetto eco.“iononsonoqua” è testimonianza di una assenza e delle sue ripercussioni nello spazio: “io, …iononsonoqua,…qua,…io,…”, in un luogo un tempo consacrato e oggi privo di quel suo originario significato.