
“…attraversando una porta, invitati da una linea, percorriamo le stanze di un bagno: una prospettiva formata da tante porte ci racconta di un tempo non lontano in cui una infinità di presenze, persone, militari, si specchiavano, animando questo luogo; un viaggio spazio-temporale attraverso segni indelebili e impercettibili, e a conclusione di ciò, una porta che accendendosi al nostro passaggio e riproducendo il suono della porta di entrata alla caserma ci riporta alla realtà, interrompendo all’improvviso questo viaggio percettivo a-temporale.” Lo spettatore percorrendo lo spazio installativo scoprirà un oggetto inanimato, una cornice. La cornice, se attraversata, si accenderà improvvisamente aumentando progressivamente di intensità luminosa e riproducendo in sincronia il suono di apertura di una porta, indicando così il varco di una soglia spazio-temporale, l’entrata in un’ altro stato di coscienza.