La tomba di agamennone (l’eco dei miei passi), 2003

Dodici proiettori per diapositive con autofocus, cornici per diapositive vuote, nastro isolante nero.
cm 600 x 600

L’installazione è costituita da dodici dia-proiettori che disposti a cerchio proiettano dodici fasci luminosi disegnando rispettivamente sul suolo una stella e sulle pareti circostanti dodici quadri luminosi. Lo spettatore è qui invitato ad entrare nel cerchio luminoso e a vedere le dodici diverse proiezioni del suo piede o del suo corpo sulle pareti circostanti. In questo modo si vuole tradurre l’ effetto sonoro dell’eco dei passi che così fortemente caratterizza la tomba di Agamennone a Micene, sul piano visivo, la luce e la simultaneità delle diverse sfaccettature (o angolazioni) che questa può avere. L’installazione, rispetto alla sua prima versione, è qui arricchita dalla presenza di segni -linee verticali in nastro adesivo nero – che ricreano in modo astratto il disegno di un tohlos (antica tomba degli eroi) e dalla scritta “ciò che appare oggi lontano era un tempo vicinissimo”.