
“Via lattea” è un light box fotografico dai colori delicatissimi, raffinato e forte. Un corpo di donna, di cui non si vede la testa, con la pancia appena accennata, come nei dipinti fiamminghi. Dei dipinti fiamminghi ha la tavolozza, l’incarnato bianco e delicato, l’azzurro scarico ed evocativo.
Potrebbe essere una donna incinta. Incinta di pochi mesi. Sembra il corpo di una bambina con i fianchi stretti e il seno piccolo. La donna ha in braccio un angelo. Si tratta di un bambolotto dalle sembianze mostruosamente simili a quelle di un bambino. Una casa di giocattoli aveva prodotto questo tipo di bambole per i bambini che dovevano abituarsi al contatto con i neonati, magari all’arrivo del fratello o della sorella. Ai bambini la bambola non è piaciuta, l’hanno trovata spaventosa. Molinari l’ha trovata nella spazzatura. Inquietante. Un angelo nella spazzatura, un ritrovato della moderna scienza del giocattolo subito cestinato perché troppo vero per essere tenuto in considerazione. Il bambolotto è di spalle all’altezza del seno della donna: ha le ali, ali di luce. Simbolo, questa volta laico, della conoscenza.
(Angela Madesani)