M/UTTER, 1995

Polietilene, ferro, Plexiglas opalino
dimensioni variabili

Per questa installazione ho pensato a un’officina della scienza moderna. Un titolo che trasforma la grande cavità del torrione cinquecentesco di Sacile in un ventre ideale. E’ la sua forma ad evocare questa suggestione: la cupola della copertura diventa un grembo protettivo, l’apertura allungata dell’ingresso e i fori in alto diventano gli orifizi femminili, l’acqua che ristagna un possibile liquido amniotico. Se il ventre femminile è evocato dal titolo, l’installazione al suo interno -un possibile feto- intende evocare l’officina della scienza a cui accennavo, a sua volta madre artificiale, capace di plasmare la vita attraverso sofisticati sistemi: manipolazione genetica, procreazione in vitro, ecc. Dall’acqua emergono, fissate su esili strutture in ferro, taniche di differenti dimensioni, di quelle in uso anche nei laboratori di ricerca e molto simili ai contenitori thermo per la conservazione di microrganismi, cellule di tessuti, spermatozoi ed embrioni. Sette pannelli in opalino indicano in inglese (la lingua della scienza moderna) le istruzioni per la crioconservazione.
In Olanda una versione differente “M/UTTER 2” ha previsto la collaborazione con il musicista sperimentale Emanuele Carcano, che ha progettato una sonorizzazione delle taniche. Ciascuna produceva rumori differenti, bassi e indistinti.
Questa versione è documentata con un video.