
Il lavoro consiste in un brindisi da “celebrare” a Genazzano, offrendo alle persone spumante locale e fotografando il momento del “cin cin”. Ad ogni persona disponibile è stato chiesto di brindare con me a ciò che desidera. Il dialogo, la frase, la semplice battuta che accompagna il gesto del brindisi è stata registrata su una audio cassetta. I brindisi si sono svolti in diversi luoghi di Genazzano, come i bar, i negozi, le trattorie ed altri spazi di aggregazione a seconda delle disponibilità dei gestori. Qui è stato offerto il vino, sono state scattate le fotografie e registrati i dialoghi. In seguito le fotografie, accompagnate dal motivo del brindisi, sono state esposte nei luoghi dove sono state scattate. Chi lo vorrà potrà avere una copia formato cartolina della foto nella quale appare.
Questo progetto è inteso come momento di buon augurio per le persone e contemporaneamente per la prossima apertura del museo d’arte contemporanea a Genazzano.
In questo lavoro, oltre che al brindisi, faccio riferimento ad un altro modello convenzionale: il fotografo ambulante che – soprattutto in un passato relativamente recente – era presente lungo le passeggiate dei luoghi turistici.
La mia presenza attiva nell’operazione ha infine una doppia valenza. In un lavoro di ironia sul ruolo – che tende sempre ad un ribaltamento e quindi anche ad una riflessione sull’idea di autore – come icona, souvenir e anche come celebrità accanto alla quale farsi fotografare. Il mio apparire nell’immagine – che è diventata una costante nella mia metodologia – sottolinea la natura e la finalità dei miei progetti tesi appunto a stabilire un rapporto con un estraneo, seppur momentaneo, piuttosto che essere rivolti ad una mera documentazione di volti, luoghi o eventi.