Le immagini sono la differenza, 1999

Diaproiezioni, recitazione e distribuzione 100 foto B/N 10×15
dimensioni variabili

Il racconto e i testi, sono recitati dall’autore e sono preceduti dalla distribuzione delle foto tra i presenti. La narrazione è imbastita in modo tale che ognuno degli spettatori abbia possibilità, attraverso la foto in suo possesso, di collegarsi in senso particolare, singolare, alla vicenda generale. Le foto ritraggono donne in pose, atteggiamenti tipici dell’avanspettacolo, un mondo che non esiste più, ricordato solo grazie a documenti, foto che rappresentano la ricerca di successo, proprio per questo più vicine alla tragedia dell’insuccesso personale. Le immagini non saranno connotate, marcate o indicizzate, in modo tale che ogni spettatore pensi che la “sua” foto, raffiguri un protagonista o uno dei protagonisti, questo gimmick permette di avere nello stesso momento più storie, più intrecci più protagonisti. La lettura di circa 20 minuti è intramezzata da diaproiezioni. Il racconto è costruito come uno story board per creare equilibrio tra immagini e testi ed in questo gioco tra più livelli la narrazione funzionerà da legante, da collegamento, cercando una riflessione teorica ma anche una relazione forte, attenta con il pubblico, senza creare una scena teatrale, un distacco tra spettatori e artista.