
Il mio interesse nei confronti della trapanazione cranica, nasce da un episodio avvenuto durante la mia infanzia in cui ho visitato un mattatoio nel quale venivano uccise le vacche tramite un chiodo sparato nel cranio. Saltuariamente ho sognato questo episodio fino all’adolescenza. L’idea di partire dall’immagine del teschio riconduce alla trapanazione cranica nel corpo umano, una tra le più antiche operazioni chirurgiche praticate dall’uomo. E’ interessante sapere che storicamente gli strumenti legati a questo procedimento, venivano “travestiti” da qualcosa di diverso al fine di non spaventare il paziente. L’installazione che propongo, legata a questo processo, propone un teschio da me rivisitato e, posizionati a terra, una serie di strumenti musicali trasformati e rielaborati in ossa.