
All’interno dell’impianto scultoreo vi è un sistema di riscaldamento elettrico che permette alla ceramica di raggiungere la temperatura di 37°, suggerendo l’idea di accoglienza e calore materno.
Quest’opera nasce nell’ambito di un progetto per la realizzazione di una chiesa a Trezzano sul Naviglio.
“Dopo la mia partecipazione ad Arte all’Arte 2005 dove ho realizzato un’opera nel Duomo di Buonconvento, mi è stata commissionata la scultura di una Madonna per un’altra chiesa, quella della cittadina di Trezzano.
Il progetto era molto difficile; dopo secoli di opere straordinarie dedicate a quell’icona sacra, mi sono chiesto che senso avrebbe avuto per me affrontare questo tema.
Ho accettato questa sfida perché mi interessava toccare il mondo della cultura popolare, stratificata e complessa, senza modificare e stravolgere l’icona, aderire alla tradizione, sperimentando però un linguaggio nuovo. Considero la chiesa non solo come un luogo di culto, ma anche come uno spazio permeato di cultura e di secolari tradizioni: mi interessava esplorare non tanto il tema religioso quanto quello della spiritualità, del bisogno latente di artisticità.
Ho recuperato a Napoli lo stampo di una scultura della Madonna, la figura era classica, aderente alla tradizione, rassicurante per i fedeli.
Ho deciso di duplicare quella statua e realizzare la mia opera. Il lavoro appare come una semplicissima scultura in ceramica bianca, una specie di ready-made che contiene un piccolo segreto: all’interno dell’impianto scultoreo vi è un sistema di riscaldamento elettrico che permette alla statua di raggiungere la temperatura di 37°, come quella del corpo umano, suggerendo così l’idea di accoglienza e di calore materno.
Il lavoro muove dal rito spontaneo che certi fedeli praticano toccando e baciando i piedi della statua sacra; l’opera attraverso un spostamento minimo stravolge l’icona classica, ne trasmuta così il senso. Come succede sempre nel processo di produzione dei miei lavori pubblici l’approccio si struttura come una medaglia a due facce: mi interessa toccare la sensibilità dei cittadini, dei fedeli che frequentano la chiesa in questo caso, ma allo stesso tempo produrre un lavoro autonomo, linguisticamente contemporaneo.”