Irrigatori, 2003

Tubature metalliche, ugelli per la diffusione e la vaporizzazione dell’acqua
altezze variabili di cm 900, cm 600, cm 180

L’idea generatrice di questo lavoro pone al centro il ruolo dell’opera come strumento utile in senso estetico, tecnico e ambientale.
Definisco la mia opera un lavoro che si origina anche sul metodo e sui procedimenti del fare arte.
Il percorso realizzativo (l’insieme delle connessioni con la realtà) e il processo mentale che si antepongono alla realizzazione fisica del lavoro risultano così parte integrante e perciò non meno importante dell’opera stessa: la committenza in questo caso è Tiscali, ma anche “la natura stessa di un parco di ulivi in Sardegna”.
È proprio la relazione tra l’ideatore dell’opera e il contesto umano e ambientale a generare il lavoro; l’intervento supera quella sterile stabilità che nasce dalla mancanza di volontà comunicativa tra artista e luoghi, e si impone come protagonista proprio perché conseguenza di un processo dialettico. Il mio progetto utilizzando materiali e strumenti afferenti alla sfera tecnica dell’irrigazione e dell’agricoltura, si pone l’obbiettivo di generare immagini e contemporaneamente curare l’ambiente, di soddisfare un’esigenza e di creare nuove visioni.
L’arte riesce a portare nuovi significati e contenuti proprio nell’ibrida e complessa posizione di medium tra utile e bello, necessario e visionario, committente e artista, ritornando così a essere l’antica forma utile che ha sempre recitato nello scenario della vita.