
“Quando lavoro all’interno di un museo o di una galleria voglio agire con la massima libertà, ma nel territorio e nella città sento il dovere di pormi in un atteggiamento di ascolto e di rispetto nei confronti dei luoghi, del tessuto urbano preesistente e della sensibilità dei cittadini che vi abitano”. Da qui nasce l’idea di un’opera che si collega con un territorio specifico e con la sua popolazione, cercando di entrare in modo discreto, senza invadere i luoghi e creando il minimo impatto ambientale. L’intervento tiene conto di ciò che già era esistente in questo spazio: la luce dei lampioni è la vera protagonista dell’opera. Infatti, per mezzo di un sistema elettronico, ogni volta che nascerà un bambino nell’Ospedale Zeynep della città, essa aumenterà di intensità in maniera graduale con una luminosità sempre più forte che lentamente, dopo circa trenta secondi, decrescerà fino a tornare alla media costante di illuminazione. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’entusiastica collaborazione dei reparti di Maternità; infatti, in una stanza attigua alla sala parto basterà premere un pulsante nel momento della nascita di un bambino e tutta la piazza si illuminerà. Accanto al pulsante una scritta che in lingua turca dice: IN QUESTO MOMENTO QUALCUNO GUARDANDO UNA LUCE SAPRÀ CHE È NATO UN BAMBINO. L’opera è stata integrata con molti manifesti pubblicitari installati in varie zone della città che sono parte integrante dell’opera. In essi è raccontato il pensiero del lavoro, che non si rivolge ai curatori della mostra o ai collezionisti e galleristi soltanto, ma soprattutto agli abitanti della città. Ho voluto usare il linguaggio della pubblicità perché è il linguaggio che più facilmente è compreso dalla gente. Questa comunicazione vuole trasformare il ponte, che è già un simbolo di relazione, in un luogo di attesa anche quando le luci potrebbero essere spente. L’iscrizione dice: I LAMPIONI SU QUESTO PONTE DEL BOSFORO SONO COLLEGATI CON IL REPARTO MATERNITÀ DELL’OSPEDALE ZEYNEP. OGNI VOLTA CHE LA LUCE LENTAMENTE PULSERÀ VORRÀ DIRE CHE È NATO UN BAMBINO. L’OPERA È DEDICATA A LUI E AI NATI OGGI IN QUESTA CITTÀ.