
In occasione dell’edizione “Arte all’Arte 2000” è stata realizzata un’opera dedicata agli abitanti di Colle Val d’Elsa. In occasione dell’edizione “Arte all’Arte 2000” è stata realizzata un’opera dedicata agli abitanti di Colle Val d’Elsa. Il lavoro consiste nella ristrutturazione di un edificio cinquecentesco, sede di un gruppo musicale della città. “Mi piace pensare che l’arte contemporanea arrivi in un piccolo paese, tocchi un edificio caro ai cittadini, se ne impossessi risistemandolo completamente e che in questo caso l’Arte della Musica venga restituita alla collettività con un concerto nel giorno dell’inaugurazione, come segno tangibile di un avvenuto incontro. Penso che sia necessario per l’opera d’arte ritrovare una dimensione differente nel momento in cui ha a che fare con lo spazio pubblico, intessendo una relazione con la gente che vi abita. Quest’opera parla allora di una “ristrutturazione sentimentale” di cui il fattore che maggiormente mi interessa è il mio mettermi al servizio delle persone, il mio interrogarmi come artista nei confronti di un intervento all’interno della città. Anche per questo motivo il testo inciso sulla lapide, è parte del lavoro, segnale del suo sforzo, del suo “andare verso” i cittadini. Il testo infatti esprime non una celebrazione dell’opera, quanto la necessità di rendere il procedimento compiuto comprensibile a chiunque: “In questo edificio vi è la sede della corale Vincenzo Bellini. L’incontro con numerosi cittadini di Colle di Val d’Elsa ha fatto sì che io conoscessi questo luogo a loro molto caro. Ho deciso che la mia opera destinata alla città per l’edizione di Arte all’Arte 2000, si concretizzasse nella ristrutturazione di questo edificio bisognoso di molte cure. Tutto il tempo e il lavoro prestato hanno avuto come spinta ideale la costruzione di un incontro tra l’arte e la realtà della vita di questa città, nel tentativo di toccare la sensibilità delle persone che vi abitano. Questa opera è dedicata a loro e a tutti quelli che, passando di qui, sentiranno provenire una musica da questa casa”.