
“Quando lavoro all’interno di un museo o di una galleria voglio agire con la massima libertà, ma nel territorio e nella città sento il dovere di pormi in un atteggiamento di ascolto e di rispetto nei confronti dei luoghi, del tessuto urbano preesistente e della sensibilità dei cittadini che vi abitano”.
Da qui nasce l’idea di un’opera che si collega con un territorio specifico e con la sua popolazione, cercando di entrare in modo discreto, senza invadere i luoghi e creando il minimo impatto ambientale. L’intervento in questa piazza di Bergamo tiene conto di ciò che già era esistente in questo spazio: la luce dei lampioni è la vera protagonista dell’opera. Infatti, per mezzo di un sistema elettronico, ogni volta che nascerà un bambino negli ospedali della città, essa aumenterà di intensità in maniera graduale con una luminosità sempre più forte che lentamente, dopo circa trenta secondi, decrescerà fino a tornare alla media costante di illuminazione.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’entusiastica collaborazione dei reparti di Maternità; infatti, in una stanza attigua alla sala parto basterà premere un pulsante nel momento della nascita di un bambino e tutta la piazza si illuminerà. Accanto al pulsante una scritta: IN QUESTO MOMENTO QUALCUNO GUARDANDO UNA LUCE SAPRÀ CHE È NATO UN BAMBINO. Inoltre, in prossimità dei lampioni, è stata posta nella pavimentazione una grande pietra in cui è inciso un testo che racconta ai passanti il procedimento dell’opera. Questo testo vuole trasformare la piazza in un luogo di attesa anche quando le luci potrebbero essere spente. L’iscrizione dice: I LAMPIONI DI QUESTA PIAZZA SONO COLLEGATI CON IL REPARTO MATERNITÀ DEGLI OSPEDALI RIUNITI. OGNI VOLTA CHE LA LUCE LENTAMENTE PULSERÀ
VORRÀ DIRE CHE È NATO UN BAMBINO. L’OPERA È DEDICATA A LUI E AI NATI OGGI IN QUESTA CITTÀ.
Opera donata alla città dall’Associazione Costruttori Edili della Provincia di Bergamo.