
Mi è stata commissionata da Gualtiero e Maria un’opera per Palazzo Cordati. Il luogo dell’intervento è qui, dove aveva sede il museo-studio del pittore novecentista Bruno Cordati. Il museo esiste ancora, ma invece di estendersi in tutte le sale, ora ne occupa solo quattro poiché delle rimanenti me ne sono impossessato per farne una casa che possiederò fino ad ottobre. La prima sala è diventata un atrio: la porta a sinistra dà accesso allo studio Cordati, la seconda al mio appartamento. Quest’ultimo è stato ristrutturato secondo i miei desideri dopo avere tolto tutti i mobili, tutti gli oggetti e i quadri, eliminato l’impianto luminoso che era organizzato secondo il criterio da “galleria d’arte”, ho fatto murare due porte, innalzare una parete, ho ristrutturato e attivato un bagno che era abbandonato da anni, stuccato ed imbiancato le pareti, i serramenti, ed infine recuperato il vecchio pavimento di cotto che negli anni ’50 era stato purtroppo verniciato. Ora questo luogo è pronto per essere vissuto e sarà visitato come si visita una casa privata, ossia quando vorrò io, in base ai miei umori, al desiderio di invitare o no le persone che amo.
Nell’immagine due delle stanze dello studio del pittore. Le rimanenti sono state ristrutturate per essere abitate da me e dalla mia famiglia…