Gravity, 2007

“Gravity” è il lavoro realizzato dall’artista per il progetto Museion at the Eurac Tower. Lo sviluppo dell’opera ha previsto una collaborazione tra Michael Fliri e l’istituto per le energie rinnovabili dell’Eurac. Fedele alla propria poetica, Fliri ha voluto ricondurre l’attenzione sull’individuo singolo come importante specchio delle tensioni energetiche sulla terra. Ogni singolo con un semplice gesto di sollevamento o con un banale lancio di un qualsiasi oggetto in fondo contrasta la forza di gravità esercitata dall’intero pianeta e, in una prospettiva più generale, è il singolo a doversi fare sempre più carico delle risorse del pianeta. Partendo da questi presupposti Fliri ha ideato una breve sequenza filmata, che viene proiettata in maniera frammentata all’interno della torre dell’Eurac e che il fruitore è chiamato a ricostruire a ritroso salendo la scalinata dell’edificio. Tutto il filmato si gioca su una tensione di energie, sulla intrinseca dipendenza di causa-effetto tra le cose, ma anche sull’attaccamento e l’amore per la vita dei due personaggi protagonisti, che decidono di abbandonarsi ad una caduta lanciandosi da due trampolini. Nei cinque frammenti di video lo spettatore viene continuamente confrontato con la forza di gravità: nell’intento – anche ingenuo – dei due di contrastarla lanciandosi in alto, nei vari reciproci tentativi di salvataggio e di arresto della caduta, nello scambio di forze che avviene tra i due protagonisti, una volta pronti ad aiutarsi l’un l’altro, ma infine egoisticamente concentrati sul proprio destino. Tra cadute ed arresti, nella surreale e volutamente artificiosa sequenza messa in scena da Fliri si compie una sorta di parabola esistenziale, che ha anche il sapore di un dramma antico e eterno: alla fine l’elemento umano soccombe alla forza gravitazionale e la natura (memore di un’antica hybris) si vendica con chi ha osato sfidarla. (Testo di Letizia Ragaglia)