1952-53, 2011

Confezione di pellicola Ferrania, contenitore di latta
misura ambiente

Il progetto “1952-53” nasce, come in altri casi della mia
ricerca, dalla fascinazione dovuta al ritrovamento di un oggetto del passato, appartenuto a qualcuno di sconosciuto, di cui si ignorano la storia e l’identità.
Configurandosi come sviluppo della precedente serie “Framed
Memories”, realizzato a partire da foto trovate in Germania,
Giappone e poi in Italia (si veda: FM#1-Berlin, FM#2-Onomichi e
FM#3-Firenze in fase di sviluppo), “1952-53” riflette sul valore
della memoria fotografica, sul confine tra privato e collettivo,
tra ciò che viene svelato e ciò che rimane intimamente protetto. Come già “Framed Memories” il progetto ha l’intento di conservare e archiviare fotograficamente, mostrando ma senza far perdere l’intimità delle cose.
Una piccola confezione di pellicola fotografica Ferrania trovata
abbandonata, qualcosa di cui il proprietario ha voluto o dovuto
liberarsi, racchiude in sé uno spaccato di vita quotidiana,
accuratamente ritratta e meticolosamente catalogata dall’autore che noi identifichiamo solamente come “io” nelle didascalie. Un piccolo contenitore di latta denso di storia e dal forte potere evocativo, che custodisce i frammenti di due o più anni di vita su 10 metri di pellicola.
Il contenitore rimane chiuso e le immagini non stampate.
Soggetto dell’opera è lo stesso supporto fotografico inalterato; un generatore di immagini in potenza. Attraverso le didascalie scritte a mano dall’autore degli scatti, l’osservatore può rivivere l’esperienza del ritrovamento, lasciandosi affascinare dall’oggetto e ricreando le immagini che non vede.