Martina Della Valle

Database Opere

  • Tracce, 2003

    Tracce, 2003

    Stampa fotografica con gelatina liquida ai sali d’argento su oggetti
    misura ambiente
  • Tracce (tavola), 2003

    Tracce (tavola), 2003

    Stampa fotografica con gelatina liquida ai sali d’argento su carta cotone
    cm 50 x 50
  • Tracce, 2003

    Tracce, 2003

    Emulsione liquida ai sali d’argento su oggetti domestici (tavolo, sedia, libro, cassetti, specchio, cuscino)
    ingombro complessivo cm 350 x 350

    Installazione composta di sei elementi. La casa e gli oggetti domestici rappresentano il teatro della nostra vita e della nostra esperienza più intima. La casa come luogo fisico e mentale; punto d’incontro con noi stessi. Luogo in cui confluiscono, si stratificano, sensazioni ed immagini che rappresentano il nostro quotidiano. Immagini mentali, sentimenti, che si sovrappongono sulla superficie degli oggetti e del luogo.
    Ri-conoscere il legame e il significato degli oggetti, le sensazioni. Rendere visibili, evidenziare, fermare e imprimere le immagini che abbiamo riscoperto.

  • Tracce, 2003

    Tracce, 2003

    Emulsione liquida ai sali d’argento su carta cotone
    cm 30 x 30

    Serie di 6 immagini.

  • Stanza #4, 2003-2005

    Stanza #4, 2003-2005

    Stampa fotografica alla gelatina ai sali d’argento
    cm 50 x 50

    Da una serie di 6 immagini.

  • Stanza #2, 2003-2005

    Stanza #2, 2003-2005

    Stampa fotografica alla gelatina ai sali d’argento
    cm 50 x 50

    Da una serie di 6 immagini.

  • Bonsai #1, 2004

    Bonsai #1, 2004

    Stampa fotografica, emulsione liquida ai sali d’argento su carta cotone
    cm 15 x 15

    Dalla serie Bonsai.

  • Bonsai #2, 2004

    Bonsai #2, 2004

    Stampa fotografica, emulsione liquida ai sali d’argento su carta cotone
    cm 15 x 15

    Dalla serie Bonsai.

  • Ombra #1, 2004

    Ombra #1, 2004

    Stampa encad su cartongesso mm13
    cm 170 x 90

    L’intento del lavoro è quello di operare all’interno del luogo, nato come abitazione, riportando alla luce lievi frammenti della sua storia quotidiana. Sono così le pareti, la sua pelle, a raccontare piccole storie attraverso le ombre di ciò che poteva animare il luogo, che potrebbe essere lì o che potrà esserci di nuovo.

  • Ombra #4, 2004

    Ombra #4, 2004

    Stampa encad su cartongesso mm13
    cm 70 x 105 (35 + 50 +30)

    L’intento del lavoro è quello di operare all’interno del luogo, nato come abitazione, riportando alla luce lievi frammenti della sua storia quotidiana. Sono così le pareti, la sua pelle, a raccontare piccole storie attraverso le ombre di ciò che poteva animare il luogo, che potrebbe essere lì o che potrà esserci di nuovo.

  • Ombre, 2004

    Ombre, 2004

    Stampa encad su cartongesso mm13
    cm 100 x 130; cm 100 x 80

    L’intento del lavoro è quello di operare all’interno del luogo, nato come abitazione, riportando alla luce lievi frammenti della sua storia quotidiana. Sono così le pareti, la sua pelle, a raccontare piccole storie attraverso le ombre di ciò che poteva animare il luogo, che potrebbe essere lì o che potrà esserci di nuovo.

  • Un’ultima cena, 2005

    Un’ultima cena, 2005

    Stampa fotoceramica su 10 mattonelle in porcellana
    cm 40 x 40 ciascuna; dimensioni totali cm 200 x 80
  • Piattino caramelle, 2005

    Piattino caramelle, 2005

    Stampa fotceramica su tazza di porcellana bianca
  • Impronte, 2005

    Impronte, 2005

    Stampa fotoceramica su tazza di porcellana bianca
  • Tracce, 2005

    Tracce, 2005

    Quaderno di scuole #1, emulsione liquida alla gelatina d’argento su carta
  • Ombra #6, #7, 2006

    Ombra #6, #7, 2006

    Stampa RHO su Plexiglas
    cm 40 x 60, spessore mm 3
  • Cammeo, 2006

    Cammeo, 2006

    Stampa fotoceramica su placche di porcellana
    cm 3,5 x 4,5
  • Rifugio # 1, 2006

    Rifugio # 1, 2006

    Stampa fotografica ai sali d’argento
    cm 120 x 120
  • Urban traces, 2006-2008

    Urban traces, 2006-2008

    Stampa fotografica ai sali d’argento
    cm 100 x 100 ciascuna
  • Impronte, 2006

    Impronte, 2006

    Stampa fotoceramica su otto lastre di porcellana bianca
    cm 40 x 40 ciascuna; dimensioni totali cm 200 x 80
  • Riflessi, 2007

    Riflessi, 2007

    Stampa diretta su cinque lastre di vetro
    cm 50 x 50 ciascuna
  • Riflesso #6, 2007

    Riflesso #6, 2007

    Stampa fotografica su pellicola crystal clear
    cm 25 x25
  • Rifugio #2, 2007

    Rifugio #2, 2007

    Stampa fotografica ai sali d’argento
    cm 120 x 120
  • Riflessi (mirror #1-3), 2007

    Riflessi (mirror #1-3), 2007

    Stampa fotografica con gelatina liquida ai sali d’argento su specchio
    dimensioni variabili
  • Urban Impression-weserstr#1- fsrr, 2009

    Urban Impression-weserstr#1- fsrr, 2009

    Wall-paper fotografico
    cm 700 x 300

    Installazione site specific.

  • Framed Memories #2, 2009-2010

    Framed Memories #2, 2009-2010

    Fotografie vintage, cornice nera, passepartout, timbro in cera

    IIl progetto nasce dal desiderio di conservare una piccola raccola di fotografie private di famiglia ritrovata abondante in un mercato.
    L’intento è di presevare il significato e il valore delle immagini, nascondendole indelebilmente all’interno della cornice sigillata sul retro, per salvaguardare le storie narrare e custodirne la loro carica evocativa.
    Solo piccoli dettagli si lasciano intravedere attraverso il passepartout, stimolano l’osservatore a ricercare un contesto, a dare un nuovo significato e a far nascere una storia filtrata dalla sua propria esperienza.

  • Framed Memories #1, 2009-2010

    Framed Memories #1, 2009-2010

    Fotografie vintage, cornice nera, passepartout, timbro in cera

    Il progetto nasce dal desiderio di conservare una piccola raccola di fotografie private di famiglia ritrovata abondante in un mercato.
    L’intento è di presevare il significato e il valore delle immagini, nascondendole indelebilmente all’interno della cornice sigillata sul retro, per salvaguardare le storie narrare e custodirne la loro carica evocativa.
    Solo piccoli dettagli si lasciano intravedere attraverso il passepartout, stimolano l’osservatore a ricercare un contesto, a dare un nuovo significato e a far nascere una storia filtrata dalla sua propria esperienza.

  • Urban Impression, 2009

    Urban Impression, 2009

    m 20 x 5
  • Under The Sun of Onomichi, 2009

    Under The Sun of Onomichi, 2009

    Still da video; origami su carta cinaografica
    video: 00:03:15; 12 origami cm 12 x 12 ciascuno
  • Urban Impression #1, 2009

    Urban Impression #1, 2009

    Installazione site-specific, wall paper fotografico su parete
    cm 500 x 1100
  • Urban Impression #2, 2009

    Urban Impression #2, 2009

  • Gembaku-litofania, 2010

    Gembaku-litofania, 2010

    Incisione su lastra di porcellana retroilluminata
    cm 17 x 13
  • 1952-53, 2011

    1952-53, 2011

    Confezione di pellicola Ferrania, contenitore di latta
    misura ambiente

    Il progetto “1952-53” nasce, come in altri casi della mia
    ricerca, dalla fascinazione dovuta al ritrovamento di un oggetto del passato, appartenuto a qualcuno di sconosciuto, di cui si ignorano la storia e l’identità.
    Configurandosi come sviluppo della precedente serie “Framed
    Memories”, realizzato a partire da foto trovate in Germania,
    Giappone e poi in Italia (si veda: FM#1-Berlin, FM#2-Onomichi e
    FM#3-Firenze in fase di sviluppo), “1952-53” riflette sul valore
    della memoria fotografica, sul confine tra privato e collettivo,
    tra ciò che viene svelato e ciò che rimane intimamente protetto. Come già “Framed Memories” il progetto ha l’intento di conservare e archiviare fotograficamente, mostrando ma senza far perdere l’intimità delle cose.
    Una piccola confezione di pellicola fotografica Ferrania trovata
    abbandonata, qualcosa di cui il proprietario ha voluto o dovuto
    liberarsi, racchiude in sé uno spaccato di vita quotidiana,
    accuratamente ritratta e meticolosamente catalogata dall’autore che noi identifichiamo solamente come “io” nelle didascalie. Un piccolo contenitore di latta denso di storia e dal forte potere evocativo, che custodisce i frammenti di due o più anni di vita su 10 metri di pellicola.
    Il contenitore rimane chiuso e le immagini non stampate.
    Soggetto dell’opera è lo stesso supporto fotografico inalterato; un generatore di immagini in potenza. Attraverso le didascalie scritte a mano dall’autore degli scatti, l’osservatore può rivivere l’esperienza del ritrovamento, lasciandosi affascinare dall’oggetto e ricreando le immagini che non vede.

  • Blu, 2011

    Blu, 2011

    12 stampe cianografiche da origami montate su alluminio
    cm 70 x 70
  • Shadow Theory, 2011

    Shadow Theory, 2011

    Proiezione video
    00:02.37
  • 1952-53, 2011

    1952-53, 2011

    Confezione di pellicola Ferrania, contenitore di latta
    misura ambiente

    Il progetto “1952-53” nasce, come in altri casi della mia
    ricerca, dalla fascinazione dovuta al ritrovamento di un oggetto del passato, appartenuto a qualcuno di sconosciuto, di cui si ignorano la storia e l’identità.
    Configurandosi come sviluppo della precedente serie “Framed
    Memories”, realizzato a partire da foto trovate in Germania,
    Giappone e poi in Italia (si veda: FM#1-Berlin, FM#2-Onomichi e
    FM#3-Firenze in fase di sviluppo), “1952-53” riflette sul valore
    della memoria fotografica, sul confine tra privato e collettivo,
    tra ciò che viene svelato e ciò che rimane intimamente protetto. Come già “Framed Memories” il progetto ha l’intento di conservare e archiviare fotograficamente, mostrando ma senza far perdere intimità delle cose.
    Una piccola confezione di pellicola fotografica Ferrania trovata
    abbandonata, qualcosa di cui il proprietario ha voluto o dovuto
    liberarsi, racchiude in sé uno spaccato di vita quotidiana,
    accuratamente ritratta e meticolosamente catalogata dall’autore che noi identifichiamo solamente come “io” nelle didascalie. Un piccolo contenitore di latta denso di storia e dal forte potere evocativo, che custodisce i frammenti di due o più anni di vita su 10 metri di pellicola.
    Il contenitore rimane chiuso e le immagini non stampate.
    Soggetto dell’opera è lo stesso supporto fotografico inalterato; un generatore di immagini in potenza. Attraverso le didascalie scritte a mano dall’autore degli scatti, l’osservatore può rivivere l’esperienza del ritrovamento, lasciandosi affascinare dall’oggetto e ricreando le immagini che non vede.

  • Un’ultima cena, 2005

    cm 40 x 40 ciascuna; dimensioni totali cm 200 x 80

    Da una serie di 6 immagini.