Pellicola 35 mm, colore
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Da sempre ci interessa esplorare i confini che esistono tra realtà, memoria e rappresentazione, partendo da storie e drammi quotidiani, ma spesso invisibili. Maria Jesus rivive il suo dramma, lo re-inventa davanti alla macchina da presa e, mettendo in scena il suo ricordo, ri-elabora una tragedia personale e collettiva. Il film è come una confessione, intima e silenziosa, tra lei e noi, e, quindi, tra Maria Jesus e il pubblico.
“Maria Jesus” è a metà tra il racconto di un fatto e il racconto del ricordo del fatto. Tempo del racconto e tempo del ricordo vanno gradualmente a coincidere: Maria piange per ciò che le sta accadendo (recitando, nella finzione) e insieme per il ricordo di ciò che le è accaduto davvero. Questo è uno dei vantaggi di lavorare con attori non professionisti: essi mettono in gioco se stessi – e la “verità” che si portano dietro – naturalmente.