Nuda proprietà, 1998

Escavazione di parete muraria, video
dimensioni variabili

Incisione-escavazione del muro, tracciante la pianta dell’appartamento con ovatta che riempie la parte dell’incisione, corrispondente al percorso svolto con la telecamera, all’interno dell’appartamento e registrato in video VHS.
Il video riproduce il movimento e le immagini riprese dalla telecamera lungo il perimetro interno dell’appartamento. La telecamera, montata su un carrellino a pochi centimetri dal pavimento, riproduce con le sue vibrazioni la superficie sconnessa del pavimento in ristrutturazione.
Nuda proprietà: Lo spazio è svuotato, solo pareti, tutto è così grezzamente nudo, una situazione in equilibrio tra il poter essere l’inizio di un progetto di abitazione – coabitazione – o essere quel che resta di un rapporto che si è svolto e radicalmente esaurito con l’abbandono delle mura domestiche. Non ci sono ostacoli, non c’è mobilio, lo sguardo può scorrere, spaziare lliberamente sino alle naturali linee che segnano il perimetro all’incrocio delle pareti con il pavimento sconnesso. E’ qui che scorro con l’occhio, come per un rilievo, in maniera grezza. L’asprezza delle superfici nega la possibilità di un rilievo a norma UNI, sarebbe un’idealizzazione, una falsificazione. Il livello di attenzione è senza fondo. La misura si scontra con gli innumerevoli incidenti di percorso, quasi prevale il ritmo, il tremolìo incerto ma continuo dello sguardo. Il rilievo, l’attenzione prescritta, cede il passo alla distrazione che va su più livelli, non più costretta altrimenti imprendibile. Il rilievo diventa una designazione, si fa spazio in dimensione altra. La registrazione attenta su più livelli si trasforma in un’immagine inedita ridisegnata. Riflesso sul muro, il rilievo diventa la traccia di un’azione che conserva, nel suo canale scavato, la pratica di un rilievo vissuto oltre la norma.