Azienda per la promozione turistica della montagna, 1995

Materiali vari
misura ambiente

Lo spettatore per accedere all’Openspace deve passare davanti all’ufficio di “promozione turistica della Valtellina”. Lavoro intorno a questa situazione e costruisco in un locale dello spazio espositivo una parodia dell’ufficio appena visto. Sono incuriosito da questi spazi (naturali e culturali) trasposti e custoditi in stand o vetrine per messaggi pubblicitari. In questo caso, inoltre, essendo valtellinese, mi sento maggiormente coinvolto in quanto “valligiano” e da quando risiedo a Milano “villeggiante”. Questa doppiezza, questo che sembra il gioco di sconfinamento tra autentico (valligiano) e inautentico (villeggiante), mi permette un momentaneo travestimento: io valligiano divento l’inautentica immagine (fotografata) di un valligiano falso e svuotato come gli animali che mi circondano. Divento parte di un’idea di montagna estranea ma che in fondo mi ha sempre attratto sin da piccolo, perché i “signori”, come chiamano i villeggianti nelle valli, sono sempre stati visti con diffidenza e distanza ma anche con una buona dose di invidia e curiosità. Lo spazio chiuso dal vetro delimita il confine entro il quale si svolge questo gioco di scambi e segnala che la riflessione ha una sua dimensionalità misurata, contenuta. Spazio concreto, ma, proprio perché reso inaccessibile dalla barriera in vetro, spostato su un piano astratto di pura contemplazione-riflessione. Credo solo una divertita reificazione dell’idea di montagna o di natura, promossa dalle agenzie turistiche e dai mass media in genere.