
L’installazione consiste in due operazioni, svolte la prima all’interno dello spazio espositivo, la seconda all’esterno, su una vetrina della galleria. All’interno, in un locale attiguo allo spazio espositivo principale, colloco una struttura in cemento che rimanda per forma ad una culla, chiudo l’accesso al locale con un vetro che porta in alto un’immagine trasparente in bianco e nero che rappresenta dei bambini schierati disciplinatamente in occasione di una cerimonia religiosa. Lo spazio espositivo principale diventa un vuoto punto di vista per l’oggetto in cemento mediato dall’immagine sul vetro. All’esterno sulla vetrina, attraverso una proiezione di una diapositiva, compare la stessa immagine dei bambini raccolti in cerimonia con la scritta “borderline” ben visibile dai passanti nelle ore dopo l’imbrunire.
Appunti sulla linea di confine: Decidere di stare da una parte o dall’altra; ad ogni passaggio incontrare i doganieri bambini, cadetti già bene allineati, volti conosciuti: i nostri, appunto; si incontrano al confine con lo stato della memoria, luogo di relitti che a volte sconfinano.