Un esperienza insolita, 2002

Generalmente quando la gente va al parco, lo fa con il tentativo di rilassarsi, di trovare un contatto con la natura, e di isolarsi dal tam tam quotidiano. L’idea che in questo luogo possa accadere qualcosa di fantastico, o che possano avere un esperienza insolita, il motivo che mi ha spinto a fare questo lavoro. Si tratta di una storia d’amore, fra la natura e il passante, che attraverso uno stratagemma si manifesta.
Sono partito dallo spazio naturale, e dalle relazioni che gli abitanti hanno con questo luogo. Delineando una massima, sopra descritta, ho cercato di instaurare un dialogo psicologico, fra l’ambiente e il visitatore. Il lavoro consiste nel collocare lungo il tragitto usuale, dei cartelli, con su scritte delle frasi, e interrogativi, che non si sa da dove possano provenire, e chi mai le abbia potute collocare in questo luogo, ma che sono rivolte direttamente a colui che le legge; a questo punto si instaura un contatto verbale, fra l’ambiente, come dotato di un intelligenza, e il passante.
Le frasi dicono:
Vorrei tanto che mi ascoltassi, ho paura delle volte che se qualcuno mi vedesse, non capirebbe perché mi trovo in questo posto, ad ogni passo sento il tuo rumore, e vorrei tanto che tu mi ascoltassi!
Oppure,
Perché non provi a dimenticare l’inizio? In fin dei conti sei venuto per stare con me.
Un’altra _ :
Fra tutte le persone che ho accolto, mai nessuno si _ occupato di me, tu sei il primo che ascolta le mie parole, e l’unico a cui sveler_ il mio pi_ grande segreto.
Quest’ultima frase continua con uno scritto illeggibile, perché qualcuno o il tempo lo ha in parte cancellato, quindi lo spettatore, si trover_ a fare una grande fatica per comprendere queste parole, che rivelano qualcosa di estremamente prezioso.
Il fine di questo lavoro _ quello di fare vivere al visitatore a pieno il suo contatto con la natura, attraverso uno stratagemma che lo coinvolga anche psicologicamente, e anche quello di dare al parco un ruolo da protagonista.