
Un lungo studio, tutt’ora in atto, sul comportamento delle cicogne, attraverso il loro canto detto “bill clattering” e principalmente sulla loro migrazione, mi ha portata alla realizzazione di una serie di fotografie, di un’installazione sonora (presentata al parco del castello di Racconigi vicino a Cuneo, tra l’altro uno dei punti di partenza del percorso di migrazione) e prossimamente di una grande installazione scultorea.
Il nido è la proiezione del concetto di casa, l’involucro che in qualche modo ognuno di noi si porta appresso. Il proprio bagaglio culturale. Anche attraverso la propria memoria.
La casa che ci accompagna, che ci segue.
La casa è la proiezione di noi stessi.
La memoria viene qui rappresentata attraverso la stratificazione dei rami utilizzati per la costruzione del nido.
Il nido in questione è quello di una cicogna, scelto appositamente in quanto la cicogna protegge la propria casa all’inverosimile. L’abbandono dello stesso anche solo per un attimo comporterebbe la possibilità dell’occupazione immediata da parte di un’altra cicogna. La prima proprietaria ne perde completamente il possesso. Per cui la protezione del nido è un fattore primario. La difesa della casa, del territorio. La ricerca stessa della propria casa (la migrazione è un fattore esistente anche per l’uomo).
Un nido che rispecchi noi stessi. La proiezione di noi stessi.
La proiezione verrà rappresentata con una vera proiezione di un’immagine enorme a parete (possibilmente sull’intera facciata di una casa).