Paola Anzichè
Database Opere
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Composizioni, 2007
Rivista, edizione in 1000 copie, 28 paginemm 250 x 350, ciascunaA cura di a.titolo, nell’ambito del programma Proposte XXII, realizzato a seguito del workshop tenuto da Stalker/Osservatorio Nomade, Regione Piemonte.
Quale può essere oggi un’idea rappresentativa del lavoro?
Come può l’architettura interpretare una società in rapida trasformazione e un concetto di lavoro effimero, precario, occasionale? Nel comporre, pagina dopo pagina, le visioni e gli immagini con cui ciascuno ha interpretato queste domande, l’artista ha affidato la sua risposta a Composizioni di persone e gesti con le quali ha dato vita, per usare un’espressione del filosofo Jean Baudrillard, a una manipolazione attiva dei segni.
Parzialmente celati dietro ampi fogli di carta, corpi raccolti in un nucleo compatto o affiancati creano architetture effimere e precarie, secondo un’idea di coreografia con la quale l’artista interroga la relazione fisica e concettuale tra comportamenti, luoghi e oggetti. Con un semplice gesto delle braccia mima i pilastri coronati a raggiera del Palazzo di Nervi, un segno riformulato che equivale a un primo atto per reinventare un luogo. -

Functional Fake objects, 2007
Performancemisura ambiente“The functional fake objects” si è sviluppato dall’interesse attorno a due aree di espressione – il design e l’espressione
corporea. A partire da una serie di ricerche fotografiche incentrate sul rapporto fra idee di funzionalità e di scultura
occasionale, un lavoro che prende forma, volta per volta, attraverso installazioni di tipo scultoreo e azioni coreografate. L’interesse e’ rivolto a cercare quelle somiglianze tra i gesti e il portamento nella danza contemporanea in relazione alle linee e alle forme primarie sviluppate dal design moderno.
Proprio il corpo e la persona, a questo proposito, sembrano rappresentare un luogo privilegiato per esplorare e testare quei parametri ergonomici e funzionali cosi’ come espressi da tutta una tradizione moderna di ricerca che il design aveva introdotto sulle possibilità adattative del corpo umano. -

Functional Fake objects, 2007
Stampa lambda“The functional fake objects” si è sviluppato dall’interesse attorno a due aree di espressione – il design e l’espressione
corporea. A partire da una serie di ricerche fotografiche incentrate sul rapporto fra idee di funzionalità e di scultura
occasionale, un lavoro che prende forma, volta per volta, attraverso installazioni di tipo scultoreo e azioni coreografate. L’interesse e’ rivolto a cercare quelle somiglianze tra i gesti e il portamento nella danza contemporanea in relazione alle linee e alle forme primarie sviluppate dal design moderno.
Proprio il corpo e la persona, a questo proposito, sembrano rappresentare un luogo privilegiato per esplorare e testare quei parametri ergonomici e funzionali cosi’ come espressi da tutta una tradizione moderna di ricerca che il design aveva introdotto sulle possibilità adattative del corpo umano. -

Rotoballa, 2007
Video00:05:22Rotoballa è un lavoro sul corpo, lo spazio e il movimento. Partendo da uno spunto performativo (lo scavare, il farsi spazio), il lavoro si fa via via più complesso, diventando una sorta di coreografia astratta, agita da una grande scultura in movimento, al tempo stesso soggetto e oggetto dell’azione.
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Flash out, 2008
Performance, 2 pareti nere con strisce orizzontali bianche, tappeto nero, listelli di legnocm 300x 300 (ciascuna parete); h cm 6 (stirce bianche)Il progetto consiste in una performance all’interno di un ambiente costituito da pareti e pavimento neri, strisce orizzontali bianche e alcuni listelli di legno, appoggiati a terra, che seguono l’orientamento delle strisce orizzontali sul muro.
Per ogni striscia a terra si compone una cornice, 4 cornici formano dei cubi tridimensionali che riescono così a
spezzare l’effetto optical della stanza.
Una danzatrice entra nello spazio interagendo con le forme, componendo i cubi, che poi farà scivolare fuori campo. -

Le Tapis accrochè, 2008
60 fotografiecm 20 x 15, ciascunall tappeto appeso è uno strumento – ancor meglio un dispositivo di interazione per uno spettatore interessato ad una collaborazione. Ogni persona, a seconda della propria esperienza, ha una diversa dimestichezza e coordinazione con il proprio corpo. Chiedendo a persone differenti di posare dietro il tappeto appeso e di improvvisare alcuni semplici
movimenti in relazione con il materia le con cui è composto il tappeto, posso osservare e registrare il tipo di interazione
risultante. Il risultato è ritratto fotograficamente dal punto di vista dello spettatore. Ecco così che le pose e il volme dei loro movimenti sono registra ti, attraverso la possibilità di fissare alcune immagini in fotografia. Il tipo di posa plastica risultante dall’interazione col tappeto rimanda anche all’idea del sipario, quel particolare diaframma che gioca un ruolo essenziale nella dinamica fra l’apparire e il nascondersi, quindi tra apparenza e presenza.
Come risaputo, quando ci si mette in posa per una foto si sta fermi, in questo caso però il lavoro risultante è incentrato attorno all’instabilità e alla temporaneità, il rapporto che lega tappeto a un corpo, fa si che la presenza corporea sia vista e intesa anche come struttura reggente, quasi come colonna che sorregge un’architettura momentanea, mobile, flessibile. Il tappeto in quanto porzione delimitata di spazio diventa metafora concreta dell’idea di estensione territoriale e di transizione; lo si veste, lo si usa come protezione e come costruzione leggera e temporanea. -

Aggrovigliamenti un omaggio a Lygia Clark, 2009
Rete di elasticimq 80Una grande rete costituita da elastici intrecciati, sorretta da un gruppo di persone, copre la vasca esterna della Fondazione Merz.
Durante la performance lo spettatore può interagire con il reticolato, passando al di sotto di esso e muovendosi liberamente nello spazio.
Con il passaggio delle persone al suo interno, la maglia elastica trasforma continuamente la sua geometria, adattandosi ai movimenti dei partecipanti e originando un vero e proprio
disegno, una sorta di geografia reticolare in movimento.
L’installazione è un omaggio a “Rete elastico”(1968) una proposizione dell’artista brasiliana Lygia Clark, azione e corpo collettivo in cui interagivano i due elementi fondamentali: la rete e le persone. -

Tapis-à-porter, 2009
4 tappeticm 330 x 250; 440 x 320Il tappeto offre un piano di lavoro dinamico e concreto. Può rappresentare un pavimento mobile, trasformabile, in grado di creare diverse forme di spazio sia orizzontali che verticali.
Evidenzia una possibile linea di separazione, ma anche di relazione, fra noi e il suolo, e soprattutto fra noi e l’ambiente circostante.
In quanto porzione delimitata di spazio, il tappeto diventa metafora concreta dell’idea di territorio, nonché simbolo del viaggio, della transizione e del nomadismo. Ecco emergere le sue molte funzioni: lo si veste, lo si usa come protezione e come costruzione leggera e temporanea. -

Tapis-à-porter, 2009
Performancemisura ambienteIl tappeto offre un piano di lavoro dinamico e concreto. Può rappresentare un pavimento mobile, trasformabile, in grado di creare diverse forme di spazio sia orizzontali che verticali.
Evidenzia una possibile linea di separazione, ma anche di relazione, fra noi e il suolo, e soprattutto fra noi e l’ambiente circostante.
In quanto porzione delimitata di spazio, il tappeto diventa metafora concreta dell’idea di territorio, nonché simbolo del viaggio, della transizione e del nomadismo. Ecco emergere le sue molte funzioni: lo si veste, lo si usa come protezione e come costruzione leggera e temporanea. -

Paesaggi istantanei, 2009
Rete elasticamisura ambientePerformance in collaborazione con il balletto dell’Esperia.
Composizione sonora: “Stria John Chowning”, 1977
Luci: Sergio RissoneRovesciando l’idea di scultura come forma fissa, in Paesaggi istantanei, lavoro alla ricerca di un’unità ambientale tra oggetti, gesti del corpo, movimento e pensiero.
In scena, una rete realizzata a partire dallo studio di forme organiche e dei movimenti di alghe marine, viene indossata, attraversata dai danzatori e aperta alla possibilità di entrarvi. Ad ogni passaggio viene evidenziato il rifiuto per la forma definitiva, lo stato inamovibile che accompagna storicamente la definizione di scultura.
Figure inattese nascono ad azioni collettive e suggeriscono paesaggi immaginari.



