Meris Angioletti

Database Opere

  • POV-Pseudo Oca Vulgaris, 2001

    POV-Pseudo Oca Vulgaris, 2001

    MiniDv su VHS
    loop

    Tentativo di realizzazione di un’azione impossibile, come insegnare a parlare ad un’oca. Una favola pseudo-scientifica, come in un bestiario medievale.

  • A VUOTO-Quasi niente da vedere, 2002

    A VUOTO-Quasi niente da vedere, 2002

    Wallpaper
    Dimensioni variabili

    …Poi dimentico che c’è un muro. Non so più che cosa c’è dietro il muro, non so più che c’è un muro, non so più che questo muro è muro, non so più che cos’è
    un muro.
    G. Perec, Specie di spazi

  • PORTRAIT01, 2003

    PORTRAIT01, 2003

    C-print
    cm 40 x 70; cm 40 x 40 dittico

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Asiago, 29-05-2004, 2004

    Asiago, 29-05-2004, 2004

    C-print su alluminio
    cm 100 x 150

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Pedro&Linh, 2004

    Pedro&Linh, 2004

    DVD

    Nel 1995 il Parlamento internazionale degli scrittori ha istituito la rete delle città rifugio, cioè città che offrono ospitalità a scrittori e intellettuali perseguitati in patria per motivi politici. La rete si fonda principalmente sull’autonomia delle singole città, quanto più possibile indipendenti tra di loro e indipendenti dagli Stati, ma alleate nei termini della solidarietà e dell’ospitalità.
    In Italia hanno aderito la Regione Toscana, offrendo alloggio in diverse città, Venezia e l’isola di Procida.
    Da queste premesse mi interessa rapportarmi con l’idea di “zona franca”, in quanto luogo privilegiato con statuto d’immunità, e con la condizione apolide, come situazione diffusa di appartenenza (familiarità)/ estraneità ai luoghi.
    L’estate scorsa abbiamo incontrato Pedro Ruiz, scrittore cubano ospitato a Grosseto e Linh Dinh, vietnamita a Certaldo, che sono diventati le nostre guide in giro per la città. Camminando ci hanno raccontato un po’ di cose, dello scrivere, dell’abitare, del perdersi, del riadattarsi in una città straniera.
    Assieme alle riprese video della loro passeggiata, attraverso i luoghi che sono diventati per loro più familiari, sono montate delle fotografie di angoli ed edifici, nel tentativo di guardare all’architettura delle città centro-italiane attraverso l’occhio dell’altro. Le due esperienze sono montate in una clip unica, intersezione delle due esperienze.

  • Nancy 12/08/2005, 2005

    Nancy 12/08/2005, 2005

    C-print
    dimensioni variabili

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Flaville 24/08/2005, 2005

    Flaville 24/08/2005, 2005

    C-print
    cm 70 x 105

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Arromanches 24/08/2005, 2005

    Arromanches 24/08/2005, 2005

    C-print
    dimensioni variabli

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Targassone-Thèmis 27/11/2005, 2005

    Targassone-Thèmis 27/11/2005, 2005

    C-print
    dimensioni variabli

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • NIGHTSHIFTS, maggio-novembre 2005, 2005

    NIGHTSHIFTS, maggio-novembre 2005, 2005

    Sito web

    http://www.nightshifts.net

  • NIGHTSHIFTS, maggio-novembre 2005, 2005

    NIGHTSHIFTS, maggio-novembre 2005, 2005

    Videoproiezione a soffitto in tempo reale
    dimensioni variabili

    Il progetto Nightshifts è anche pensato come videoproiezione in tempo reale delle immagini provenienti dal TNG – Telescopio Nazionale Galileo, situato alle Canarie. Durante la notte, con un leggero scarto temporale dato dalla connessione, le immagini prodotte dal telescopio vengono proiettate in tempo reale al soffitto.

  • Catania-Serra la Nave 17/04/2004, 2005

    Catania-Serra la Nave 17/04/2004, 2005

    C-print
    cm 60 x 90

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Asiago- Monte Ekar 29/05/2004, 2005

    Asiago- Monte Ekar 29/05/2004, 2005

    C-print
    cm 90 x 135

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Hoek Van Holland 02/04/2006, 2006

    Hoek Van Holland 02/04/2006, 2006

    C-print
    cm 70 x 105

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • Isola di Texel 03/05/2006, 2006

    Isola di Texel 03/05/2006, 2006

    C-print
    dimensioni variabili

    Partendo dall’analisi dell’archivio fotografico delle grandi esplorazioni scientifiche e topografiche della frontiera del West nell’ottocento e dalla particolarità di queste immagini di essere contemporaneamente immagini scientifiche ed artistiche (artista-geologo-esploratore), ho iniziato a muovermi alla ricerca di architetture tecnologico-scientifiche, come primo indizio concreto della capacità della scienza di plasmare il paesaggio. Nelle immagini che continuo a raccogliere mi interessa mettere in evidenza non solo l’aspetto documentario della singola immagine, seguendo cioè un processo di accumulazione di immagini-campione, ma anche l’aspetto culturale dell’immaginario scientifico (o fantascientifico) che questi luoghi portano con sé, cercando di sondare una frontiera che è tutta interna all’immagine e alla sua duplice appartenenza ai due ambiti. In questo senso il confine da topografico diventa per me una forma di esplorazione culturale e percettiva.

  • TwilightZone-II rabdomante, 2006

    TwilightZone-II rabdomante, 2006

    DVD PAL 4:3 da DVCam
    00:14:13

    Il video è un’indagine sulle persone, le attività e le relazioni che gravitano attorno all’antichissima pratica della rabdomanzia in Italia.
    Il metodo utilizzato come approccio alle persone coinvolte è principalmente quello dell’intervista, un linguaggio, questo, tutto documentaristico (quindi in qualche modo realistico), che viene colto principalmente nella sue possibilità narrative di evocare luoghi ed esperienze, che in questo caso particolare rimangono comunque inspiegabili.
    Il video si muove attraverso questa membrana sottile che separa punti di vista, questa zona d’ombra in cui la riflessione scientifica e il tentativo di documentazione oggettiva si sfaldano in racconti e immagini oniriche in cui accade qualcosa che non si sa spiegare (il movimento della bacchetta) e che spingono l’immaginazione in luoghi sotterranei.

  • Aussicht, 2006

    Aussicht, 2006

    Stampa lambda
    cm 24 x 36
  • Travel Tales, 2006

    Travel Tales, 2006

    Radiodramma
    versione inglese 00:10:41, versione olandese 00:11:03

    Travel Tales è pensato sia come installazione che come radio-dramma.
    Il lavoro sonoro è frutto di una ricerca di diversi mesi in collaborazione con il centro psichiatrico GGZNM di Venray (NL) attorno a malattie mentali, sedicenti o reali, legate al rapporto con lo spazio.

  • Travel Tales, 2006

    Travel Tales, 2006

    Installazione sonora 2CH stereo
    00:10:41

    Travel Tales è pensato sia come installazione che come radio-dramma.
    Il lavoro sonoro è frutto di una ricerca di diversi mesi in collaborazione con il centro psichiatrico GGZNM di Venray (NL) attorno a malattie mentali, sedicenti o reali, legate al rapporto con lo spazio.

  • Aussicht, 2007

    Aussicht, 2007

    Stampa lambda
    cm 24 x 36

    Una barca collocata in mare aperto manda un misterioso messaggio luminoso in linguaggio Morse.
    Attraverso una lampada a luce bianca collegata ad un relais che alterna ritmicamente lampi brevi (punto), lampi più lunghi (linea) e buio, verranno trasmesse le coordinate geografiche specifiche, espresse in latitudine e longitudine, del punto in cui si trova la barca.

  • Wake, 2008

    Wake, 2008

    Eeg, orologio, 4 altoparlanti, ipnogramma, legno, Plexiglas
    cm 50 x 100 x 115

    Un esercizio/esperimento di controllo e scrittura dei cicli di sonno. In collaborazione con un laboratorio di ricerca sul sonno ho cercato di sviluppare una metodologia che permettesse di tradurre l’attività cerebrale nella maniera più realista (in senso di aderenza al linguaggio della coscienza / incoscienza) attraverso una serie di esercizi che permettono di vegliare sul sonno (esercizio di per sé paradossale) e di registrazioni scientifiche (Eeg / movimenti della pupilla in fase REM etc.) che possono dare una traduzione di questa attività. Lavorare su questa soglia di percettibilità seguendo un approccio che sia contemporaneamente realista e sperimentale, cercando di misurare qualcosa che effettivamente non può esserlo (nella bella definizione della coscienza addormentata di JL Nancy: La chose non mesurée, non mesurable, la chose concentrée dans sa choséité indeterminée et inapparaissante). Tutto il materiale raccolto (orari e cicli di veglia/sonno, EEG, ricordi) si lega per me ad una questione di tempo e di scrittura. Tempo ciclico della struttura del sonno, scrittura come problema della traducibilità e della possibilità di una narrazione attraverso dati sia scientifici che esperienziali. Nella realizzazione ho ricreato un piccolo laboratorio sottovetro, in cui presento gli strumenti di misurazione dell’azione (video con polisomnografia, carte dell’ospedale, visori led con orario). Da quattro piccole casse, invece, si diffonde il racconto dell’esperienza: un testo a metà tra note cliniche e diario di sonno, in cui ogni scena viene descritta come potenziale sceneggiatura di un film che non realizzerò, ma che è dato solo immaginare e in cui tempo reale (data, ora etc.) e tempo della scena (sonno) si accavallano. Sto tuttora lavorando su questo testo, con l’idea di farne una vera (possibile) sceneggiatura.

  • Wake, 2008

    Wake, 2008

    Eeg, orologio, 4 altoparlanti, ipnogramma, legno, Plexiglas
    cm 50 x 100 x 115

    Un esercizio/esperimento di controllo e scrittura dei cicli di sonno. In collaborazione con un laboratorio di ricerca sul sonno ho cercato di sviluppare una metodologia che permettesse di tradurre l’attività cerebrale nella maniera più realista (in senso di aderenza al linguaggio della coscienza / incoscienza) attraverso una serie di esercizi che permettono di vegliare sul sonno (esercizio di per sé paradossale) e di registrazioni scientifiche (Eeg / movimenti della pupilla in fase REM etc.) che possono dare una traduzione di questa attività. Lavorare su questa soglia di percettibilità seguendo un approccio che sia contemporaneamente realista e sperimentale, cercando di misurare qualcosa che effettivamente non può esserlo (nella bella definizione della coscienza addormentata di JL Nancy: La chose non mesurée, non mesurable, la chose concentrée dans sa choséité indeterminée et inapparaissante). Tutto il materiale raccolto (orari e cicli di veglia/sonno, EEG, ricordi) si lega per me ad una questione di tempo e di scrittura. Tempo ciclico della struttura del sonno, scrittura come problema della traducibilità e della possibilità di una narrazione attraverso dati sia scientifici che esperienziali. Nella realizzazione ho ricreato un piccolo laboratorio sottovetro, in cui presento gli strumenti di misurazione dell’azione (video con polisomnografia, carte dell’ospedale, visori led con orario). Da quattro piccole casse, invece, si diffonde il racconto dell’esperienza: un testo a metà tra note cliniche e diario di sonno, in cui ogni scena viene descritta come potenziale sceneggiatura di un film che non realizzerò, ma che è dato solo immaginare e in cui tempo reale (data, ora etc.) e tempo della scena (sonno) si accavallano. Sto tuttora lavorando su questo testo, con l’idea di farne una vera (possibile) sceneggiatura.

  • Wake-notes for a movie, 2008

    Wake-notes for a movie, 2008

    Sceneggiatura in progress, 12 fogli A4
    12 fogli A4
  • James Joyce, Finnegans Wake, faber and faber, London 1975, 2008

    James Joyce, Finnegans Wake, faber and faber, London 1975, 2008

    Libro 640p
    mm 135 x 210

    Sono ritornata a questo libro, che ho tentato di leggere diverse volte, attraverso wake, dove ho tentato di misurare e trascrivere la mia coscienza in stato di sonno. Le questioni di tempo (ciclico sonno/veglia) e scrittura (trascrizione / traducibilità di un’esperienza della coscienza) emerse da quel progetto si rispecchiano nel libro di James Joyce. Finnegans Wake, il cui titolo originale è rimasto per i 17 anni della sua stesura Work in Progress, è, infatti, la descrizione del sonno di Earwicker (il protagonista), ma sostanzialmente diventa il processo per cogliere una coscienza (generica) addormentata, di cui segue la ciclicità (scopriamo di essere stati nel sonno di qualcuno solo alla fine quando questo qualcuno si sveglia e anche il linguaggio diventa più comprensibile) e fin dove possibile il linguaggio.
    In riferimento alla struttura temporale e narrativa del romanzo, il lavoro è un intervento diretto su una copia del libro in lingua originale. Il libro è stato scomposto, ristampato su se stesso in ordine inverso (dalla fine all’inizio) e ricomposto in un altro libro, che mantiene le stesse dimensioni del libro originale. In questo modo il libro si autocancella, le parole, sovrapponendosi, perdono il loro significato univoco creando delle macchie nere da cui solo a tratti possono emergere solo alcuni frammenti della narrazione.

  • Haunted, 2008

    Haunted, 2008

    Film-novel
    00:08:05

    Doppia proiezione video basata su un testo, voci di Roberta Nanni e Andrea Tibaldi.

  • Divisione regolare di un volume, 2008

    Divisione regolare di un volume, 2008

    Maquette
    cm 32 x 147 x 78

    Il lavoro è composto da una serie di maquettes dello spazio espositivo in scala 1:15, 1:150, 1:1500 poste una dentro l’altra crea una progressione potenzialmente senza fine.

  • Numbering system recommended by the International Union of Pure and Applied Chemistry, 2008

    Numbering system recommended by the International Union of Pure and Applied Chemistry, 2008

    Stampa a getto d’inchiostro
    cm 32 x 23
  • Haunted, 2008

    Haunted, 2008

    Film-novel
    00:08:05

    Doppia proiezione video basata su un testo, voci di Roberta Nanni e Andrea Tibaldi.

  • Aussicht, 2008

    Aussicht, 2008

    DVD PAL 16:9 da HDTV 1080i, video 1Ch, audio 4Ch
    00:04:51

    Il video è stato girato a Tubinga, all’interno della torre sul fiume Neckar, dove il poeta tedesco Friedrich Hölderlin (1770-1843) trascorse gli ultimi 35 anni della sua vita in completo isolamento e follia, continuando a scrivere poesie.
    Il titolo Aussicht (la veduta) è lo stesso dell’ultima poesia scritta da Hölderlin poco prima della morte. Tutte le sequenze del video sono girate all’interno della torre e il movimento di macchina (quasi sempre in panoramica) segue minuziosamente l’architettura, quasi scrutandola, creando da un lato un senso di claustrofobia e dall’altro ricercando la geometria nascosta della mente di Hölderlin. La voice-off è di Valentino Braitenberg, fisico cibernetico e direttore del Max Plank Institute for Biological Cybernetics di Tubinga, che tra i primi si è interessato allo studio delle origini del pensiero e del linguaggio come fenomeno fisico.In un modo molto puntuale disserte poeticamente sulle modalità in cui si formano le immagini e i pensieri nel cervello, sull’azione della memoria e l’origine del linguaggio, alla ricerca di una spiegazione di qualcosa che rimane di per sè inspiegabile. Il video ha due tracce audio: la voice-off viene trasmessa in cuffia, mentre una traccia con suoni ambiente viene diffusa da altoparlanti.

  • Wake, 2008

    Wake, 2008

    Eeg, orologio, 4 altoparlanti, ipnogramma, legno, Plexiglas
    cm 50 x 100 x 115

    Un esercizio/esperimento di controllo e scrittura dei cicli di sonno. In collaborazione con un laboratorio di ricerca sul sonno ho cercato di sviluppare una metodologia che permettesse di tradurre l’attività cerebrale nella maniera più realista (in senso di aderenza al linguaggio della coscienza / incoscienza) attraverso una serie di esercizi che permettono di vegliare sul sonno (esercizio di per sé paradossale) e di registrazioni scientifiche (Eeg / movimenti della pupilla in fase REM etc.) che possono dare una traduzione di questa attività. Lavorare su questa soglia di percettibilità seguendo un approccio che sia contemporaneamente realista e sperimentale, cercando di misurare qualcosa che effettivamente non può esserlo (nella bella definizione della coscienza addormentata di JL Nancy: La chose non mesurée, non mesurable, la chose concentrée dans sa choséité indeterminée et inapparaissante). Tutto il materiale raccolto (orari e cicli di veglia/sonno, EEG, ricordi) si lega per me ad una questione di tempo e di scrittura. Tempo ciclico della struttura del sonno, scrittura come problema della traducibilità e della possibilità di una narrazione attraverso dati sia scientifici che esperienziali. Nella realizzazione ho ricreato un piccolo laboratorio sottovetro, in cui presento gli strumenti di misurazione dell’azione (video con polisomnografia, carte dell’ospedale, visori led con orario). Da quattro piccole casse, invece, si diffonde il racconto dell’esperienza: un testo a metà tra note cliniche e diario di sonno, in cui ogni scena viene descritta come potenziale sceneggiatura di un film che non realizzerò, ma che è dato solo immaginare e in cui tempo reale (data, ora etc.) e tempo della scena (sonno) si accavallano. Sto tuttora lavorando su questo testo, con l’idea di farne una vera (possibile) sceneggiatura.

  • Wake, 2008

    Wake, 2008

    Eeg, orologio, 4 altoparlanti, ipnogramma, legno, Plexiglas
    cm 50 x 100 x 115

    Un esercizio/esperimento di controllo e scrittura dei cicli di sonno. In collaborazione con un laboratorio di ricerca sul sonno ho cercato di sviluppare una metodologia che permettesse di tradurre l’attività cerebrale nella maniera più realista (in senso di aderenza al linguaggio della coscienza / incoscienza) attraverso una serie di esercizi che permettono di vegliare sul sonno (esercizio di per sé paradossale) e di registrazioni scientifiche (Eeg / movimenti della pupilla in fase REM etc.) che possono dare una traduzione di questa attività. Lavorare su questa soglia di percettibilità seguendo un approccio che sia contemporaneamente realista e sperimentale, cercando di misurare qualcosa che effettivamente non può esserlo (nella bella definizione della coscienza addormentata di JL Nancy: La chose non mesurée, non mesurable, la chose concentrée dans sa choséité indeterminée et inapparaissante). Tutto il materiale raccolto (orari e cicli di veglia/sonno, EEG, ricordi) si lega per me ad una questione di tempo e di scrittura. Tempo ciclico della struttura del sonno, scrittura come problema della traducibilità e della possibilità di una narrazione attraverso dati sia scientifici che esperienziali. Nella realizzazione ho ricreato un piccolo laboratorio sottovetro, in cui presento gli strumenti di misurazione dell’azione (video con polisomnografia, carte dell’ospedale, visori led con orario). Da quattro piccole casse, invece, si diffonde il racconto dell’esperienza: un testo a metà tra note cliniche e diario di sonno, in cui ogni scena viene descritta come potenziale sceneggiatura di un film che non realizzerò, ma che è dato solo immaginare e in cui tempo reale (data, ora etc.) e tempo della scena (sonno) si accavallano. Sto tuttora lavorando su questo testo, con l’idea di farne una vera (possibile) sceneggiatura.

  • Modello atomico del radio secondo la rappresentazione “a sitema solare” di Ernest Rutherford e Niels Bohr, 2009

    Modello atomico del radio secondo la rappresentazione “a sitema solare” di Ernest Rutherford e Niels Bohr, 2009

    Stampa digitale su carta
    cm 30 x 40
  • Modello atomico del radio secondo la rappresentazione “a sitema solare” di Ernest Rutherford e Niels Bohr, 2009

    Modello atomico del radio secondo la rappresentazione “a sitema solare” di Ernest Rutherford e Niels Bohr, 2009

    Stampa digitale su carta
    cm 30 x 40
  • I describe the Way and Meanwhile I Am Proceeding Along It. Scena I, 2009

    I describe the Way and Meanwhile I Am Proceeding Along It. Scena I, 2009

    Audiofilm, fari teatrali, gelatine colorate
    dimensioni ambiente
  • I describe the Way and Meanwhile I Am Proceeding Along It. Studio, 2009

    I describe the Way and Meanwhile I Am Proceeding Along It. Studio, 2009

    Videoproiezione in bianco e nero, faro teatrale, gelatina colorata
    00:05:50
  • Il paradigma indiziario, 2009

    Il paradigma indiziario, 2009

    Video HD 1 canale, audio 2 canali
    00:13:50
  • 14 15 92 65 35 89 79 32 38 46 26 43 38 32 79 50 28 84 19 71 69 39 93 75 10, 2009

    14 15 92 65 35 89 79 32 38 46 26 43 38 32 79 50 28 84 19 71 69 39 93 75 10, 2009

    DVD SD PAL da DVCPRO HD b/n
    00:12:10
  • Fyodor Dostoyevsky, Notes from the Underground and The Double, London 1972, 2010

    Fyodor Dostoyevsky, Notes from the Underground and The Double, London 1972, 2010

    Plexiglass, pagine di libro
    cm 13 x 20
  • The Curious and the Talkers, 2010

    The Curious and the Talkers, 2010

    Audiofilm, luci teatrali, gelatine colorate (RGB)